Fly-test sul litorale di Santa Maria al Bagno. Gli idrovolanti prendono quota

Prove tecniche generali di decollo e ammarraggio dei velivoli che saranno impiegati nelle idrosuperfici previste dal progetto “Swan” tra il litorale di Nardò e i porti di Gallipoli, Taranto e della Grecia

i fly test a Santa Maria al Bagno (foto Mazzarella)

NARDO’ - Prove tecniche di decollo e ammaraggio per gli idrovolanti che presto consentiranno i collegamenti transfrotalieri sul litorale ionico-salentino nell’ambito del progetto europeo Swan sull’asse Italia-Grecia. In questi giorni infatti i mezzi aerei hanno effettuato i primi voli di prova nello specchio d’acqua di Santa Maria al Bagno. Con l’ausilio della Scuola italiana volo, sono stati tre i velivoli che hanno effettuato i fly-test utili a verificare le procedure di decollo e ammaraggio nella zona designata per la realizzazione di una idrosuperficie tra quelle designate nel progetto.

Il monitoraggio e le simulazioni si sono rivelati utili anche a valutare l’impatto acustico dei voli attraverso  l’utilizzo di alcuni rilevatori posizionati in diversi punti sulla costa e con l’esame anti-rumore eseguito di una equipe di tecnici ed esperti. Il bilancio, sulla base dei primi risultati, è stato definito positivo. L’area del litorale neretino individuata si è rivelata adeguata e anche le prove sul rumore hanno dimostrato il limitato impatto sul contesto circostante.

“Siamo soddisfatti per il positivo esito dei fly test” dice l’assessore al Turismo del Comune di Nardò, Giulia Puglia, “che ci consentono di non avere intoppi per quanto riguarda l’aspetto legato ai velivoli e ai voli. Ora siamo concentrati sull’iter tecnico e burocratico. Questo progetto è una opportunità enorme per la nostra città, interamente finanziata dall’Unione europea dal programma di cooperazione Grecia-Italia, e utile a collegare Nardò a Gallipoli e Taranto e a diverse località turistiche della Grecia. La finalità è soprattutto turistica, ma non solo. Peraltro, il cuore di Swan” aggiunge l’assessore comunale, “è la sua sostenibilità perché l’idrovolante è silenzioso e non inquina e l’idrosuperficie ha un impatto molto piccolo sul contesto e sarà rimossa nei mesi invernali. Accoglieremo i turisti all’idrosuperficie e li indirizzeremo sul territorio, nel nostro centro storico, i contenitori culturali, il parco di Porto Selvaggio. Il progetto si pone come fulcro del turismo nel Salento”.

Le idrosuperfici sono anche previste nei porti di Taranto e Gallipoli, oltre che a Santa Maria al Bagno e sulla sponda greca nei porti di Corfù, Paxos, Erikusa, Matraki e Othoni e forniranno una “base” polifunzionale per una serie di servizi al territorio su via aerea (protezione civile, monitoraggio ambientale, soccorso, assistenza), per altri servizi informativi e culturali e per lo sviluppo di collegamenti su idrovolante, che sono una soluzione immediata e a basso impatto ambientale per collegare località a forte vocazione turistica. I fly test sono un importante step per la compatibilità del progetto Swan (Sustainable Water Aerodrome Network), finanziato con circa tre milioni di euro da un programma della comunità europea che prevede la realizzazione di un sistema di otto idrosuperfici tra l’Italia e la Grecia per incentivare il trasporto su idrovolante.

L’idrovolante è un mezzo di trasporto molto diffuso poiché non necessita di infrastrutture complesse (in sostanza un pontile “leggero” che viene rimosso in inverno) e che ha un livello molto ridotto di inquinamento ambientale e acustico. Il progetto prevede appunto la realizzazione di una idrosuperficie, che consiste nella disponibilità di uno specchio d’acqua adeguato alle operazioni e di una struttura di approdo a terra, di fatto un mini-terminal con area welcome, per servizi di accoglienza passeggeri e informazione, uffici, primo soccorso, servizi igienici e di ristorazione.

“È importante per Gallipoli e per l'intero territorio essere in questa grande rete progettuale” evidenzia il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, “sono convinto che sia necessario più che mai indirizzarsi verso vie alternative per implementare alcuni servizi. La città di Gallipoli, come sempre, sarà in prima linea per garantire il massimo dell’efficacia del progetto e per consolidare questo sistema vincente”.

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“Investire sulle singole infrastrutture” aggiunge Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, “non è più sufficiente per un porto che aspiri a diventare competitivo ed efficiente. Le infrastrutture devono necessariamente integrarsi e comunicare tra loro all’interno di un unico ecosistema strutturale facilmente fruibile da cittadini e operatori. Per noi, investire su un’idrosuperficie e quindi sul trasporto di aerei anfibi, significa integrare questa infrastruttura all’interno di un più ampio progetto di rivalutazione del water front della città di Taranto e integrare un’offerta, crocieristica e turistica, in continua evoluzione. Investiamo nella multimodalità di trasporto in un porto che vuole essere presente nei mercati del turismo internazionale”.

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