Sabato, 20 Luglio 2024
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Giornata internazionale contro le vittime di tortura, Patrick Zaki a Lecce

L’incontro, organizzato dal gruppo di Lecce di Amnesty International e Antigone Puglia, si terrà domani, venerdì 5 luglio, presso Tagliatelle, stazione Ninfeo, alle 20.30

LECCE - Riflessione e confronto animeranno l’evento che si terrà domani, venerdì 5 luglio, presso Tagliatelle, stazione Ninfeo, a Lecce, organizzato dal  gruppo di Lecce di Amnesty International e Antigone Puglia,  in occasione della XXVII Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura.

Ospite d’eccezione della serata sarà Patrick Zaki, ricercatore, attivista, divenuto voce e simbolo dei prigionieri di coscienza che ancora oggi vedono schiacciati i propri diritti. Racconterà la sua terribile esperienza iniziata il 7 febbraio del 2020, quando da studente presso l’Università di Bologna si ritrovò prigioniero: arrestato al rientro nel Cairo, dove avrebbe dovuto trascorrere qualche giorno con la famiglia, fu detenuto per quasi due anni e privato della propria libertà per più di tre anni.

Dopo la sua testimonianza prenderanno la parola Mauro Palma, presidente dell’European Penological Center presso l’università Roma Tre, tra i fondatori di Antigone, e già presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti o pene inumani o degradanti e Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale; Antonio De Donno, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi.

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L’iniziativa, introdotta e moderata da Veronica Valente, giornalista di LeccePrima, si propone di affrontare il tema della tortura all’interno dei luoghi di detenzione, alla luce di drammatici avvenimenti sempre più frequenti che nulla hanno a che vedere con il rispetto della dignità personale e dei diritti umani.

Il gruppo di Lecce di Amnesty International e Antigone Puglia affronteranno il tema sulla base della più che decennale esperienza in materia, affiancandola a storie di persone che, grazie al proprio vissuto, alle proprie conoscenze e ai propri studi, sapranno rappresentare analiticamente che cosa significhi affrontare un sistema che nega la dignità e i diritti inalienabili della persona umana. L’incontro si pone l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su ciò che contorna il reato in questione, anche in riferimento alla sua ramificazione nelle molteplici criticità del sistema detentivo.

Cenni storici sul reato

Sono trascorsi trent'anni prima che l’Italia introducesse il reato di tortura nell’ordinamento italiano, attraverso la legge, la numero 110, del 14 luglio 2017.

Subito dopo la sua entrata in vigore, il Comitato contro la tortura espresse alcune critiche rispetto alla definizione di tortura di cui all'articolo 613-bis: pur apprezzando l’introduzione del reato come autonomo, rilevò che la definizione fornita dal legislatore italiano fosse significativamente più ristretta di quella contenuta nella Convenzione, e che aggiungendo ulteriori elementi rispetto a quelli individuati da quest'ultima, finisse per fissare una soglia più elevata affinché un atto potesse essere considerato tortura.

Anche Amnesty International pur accogliendo con favore l’introduzione del reato nel codice penale italiano, richiese una revisione per renderlo conforme alla Convenzione.

In particolare, la norma prevista nell’ordinamento italiano prevede una serie di requisiti affinché un atto possa essere identificato come tortura, determinando una soglia di punibilità più elevata rispetto a quella prevista all’art. 1, par. 1 della Convenzione (gli elementi di “violenza o minaccia grave”, “crudeltà”, “trauma psichico accertabile” e “atti multipli” non sono contenuti nella Convenzione); inoltre, nella fattispecie italiana mancano gli elementi dell’art. 1, par. 1 della Convenzione che conferiscono chiarezza alla definizione prevista nel diritto internazionale, cioè il riferimento all'intenzione e allo scopo (compresa la discriminazione) di un atto di tortura.

Nonostante le criticità, negli ultimi sei anni, la nuova fattispecie incriminatrice del reato di tortura è stata oggetto di una serie di indagini penali, casi giudiziari e processi in cui Antigone si è costituita parte civile.

Il responsabile Amnesty Lecce: “Nessun passo indietro”

“L’obiettivo dell’evento risiede nella volontà di segnare un punto fermo: il reato di tortura non si tocca” ha tuonato Marco Aiena, responsabile Amnesty Lecce. Che ha aggiunto: “Non possiamo accettare che compia passi indietro a seguito della sua entrata in vigore nel 2017, in quanto ciò costituirebbe a sua volta un arretramento grave per la tutela dei diritti umani nel nostro paese e metterebbe a rischio la punibilità di chi usa la tortura come strumento di sopraffazione e la possibilità di assicurare giustizia per le vittime. Chiediamo dunque che il Parlamento respinga ogni ipotesi di abrogazione del reato e si adoperi piuttosto per il suo rafforzamento nel rispetto degli standard internazionali come richiesto dagli organismi internazionali di tutela dei diritti umani, e che l’Italia continui a impegnarsi nel prevenire violazioni dei diritti umani da parte di pubblici ufficiali e nel perseguire chi si rende colpevole del reato di tortura”.

La presidente di Antigone Puglia: “Il carcere, da luogo di rieducazione a luogo di tortura”

Il momento storico riguardante le attuali condizioni di detenzioni delle carceri italiane sottolinea un’altra faccia della tortura, quella insita all’istituzione totale per eccellenza, quella della violenza psicologica e inumana che induce tantissime detenute e tantissimi detenuti a togliersi la vita in carcere.

 “Il 2024 è a tutti gli effetti un’ecatombe, 47 suicidi fino al mese di giugno, un dato impressionante e preoccupante. Una situazione drammatica che si aggiunge ai molteplici problemi che affliggono l’arcipelago penitenziario, dal sovraffollamento carcerario, oramai a picchi assimilabili a quelli toccati in sede di condanna comunitaria, al problema della gestione della tossicodipendenza e dei soggetti con disturbi psichiatrici. Tutte queste criticità sistemiche ed endemiche non fanno altro che trasformare il carcere da un luogo in cui si dovrebbe operare rieducazione e risocializzazione, in luogo in cui si pratica tortura”, ha affermato Maria Pia Scarciglia, presidente di Antigone Puglia.

Antigone Puglia e il Gruppo di Amnesty International Lecce invitano tutta la comunità cittadina alla partecipazione dell'evento e ringraziano Tagliatelle - Stazione Ninfeo per la collaborazione, le associazioni che aderiscono all’evento e gli sponsor per la dimostrazione della loro sensibilità mostrata al tema.

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