Giovani e ludopatia: diffidenza per le slot, poker on line come sport

La dipendenza dal gioco nasce anche da una percezione distorta. La Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli, attraverso i questionari anonimi, apre uno squarcio su un mondo ancora troppo sommerso

NARDÒ/GALLIPOLI – Ci sono situazione debitorie che superano i 100 mila euro, famiglie che implodono, individui che crollano sotto il peso di un nemico, silenzioso e strisciante, la ludopatia.

Si tratta di una vera e propria emergenza sociale rispetto alla quale esiste una percezione distorta e una generica sottovalutazione, anche perché quelle che sono sventure, spesso irreversibili, per il destino degli individui, sono allo stesso tempo contributi a un gettito erariale enorme.

Il gioco d’azzardo, a Lecce, valeva nel 2017 ben 120 milioni di euro, 40 a Nardò (dati già diffusi dall'Agenzia per i Monopoli di Stato). In attesa dell’aggiornamento, che avviene ogni due anni, il dramma non si ferma, ma si alimenta. Nella diocesi di Nardò-Gallipoli, che include un comprensorio di 19 comuni tra cui Casarano, Parabita, Galatone, Copertino, la Caritas ha attivato un percorso di sensibilizzazione, con campagne informative, ma anche di prevenzione. L’idea di partenza è stata quella di far compilare in forma anonima a circa 2500 studenti un questionario: il campione, abbastanza rappresentativo, ha restituito una immagine molto preoccupante che ha fatto il paio con quanto intanto emergeva nei centri d’ascolto cui le persone si rivolgono per la prima assistenza.

Si parte, magari, da una bolletta da pagare e s arriva a scoprire una situazione di indebitamento importante. Il gioco d’azzardo può esserne causa ma anche conseguenza, perché qualcuno vi si abbandona illudendosi di trovare un colpo di fortuna e quindi un rimedio alle proprie difficoltà. Ma l’indebitamento in molti casi nasce dalle cosiddette carte revolving, che consentono acquisti da rimborsare all’istituto finanziario tramite rate. Del meccanismo rimangono vittima soprattutto i giovani che arrivano a disporre contemporaneamente di due, tre carte:lo scopo è garantirsi un certo tenore di vita per poi però ritrovarsi nell’impossibilità di saldare regolarmente le rate.

Uscirne indenni non è semplice: si può finire in mano agli usurai – sono almeno una decina i casi di recente emersi nella diocesi – oppure anche peggio, togliendosi la vita. La Caritas, che opera in stretta collaborazione con la Asl (operativa tramite i Servizi pubblici per le dipendenze patologiche), prova a offrire anche misure di sostegno, come il fondo San Giuseppe da Copertino (fino a tremila euro).

Ma individuare una situazione di dipendenza è cosa complicata, sia per una comprensibile reticenza di chi ne è vittima, sia perché è distorta la stessa percezione del ludopata. È emerso, per esempio, che i giovani under 25 tendono a considerare le slot machine un pericolo, ma lo stesso discorso non vale per il poker online che è anzi vissuto come fosse uno sport. Le fasce di popolazione più adulte, invece, dilapidano patrimoni in lotto, gratta e vinci e slot.

Non c'è sosta nel contrasto di questa piaga sociale: la fase della prevenzione ripartirà dalle scuole di istruzione secondaria e sempre con un questionario: questa volta ci sarà la mano degli specialisti dell’Università del Salento, per affinare il tipo di indagine.

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