Giubbotti di salvataggio per il Piano Coste. Balneari lanciano l’Sos ai candidati

Dopo le osservazioni presentate in Comune l’incontro promosso da Della Valle. Congedo, Poli e Baglivo pronti alla “revisione”. Salvemini rilancia: “Il Piano è ok”. Fiorella assente perché non invitato formalmente

il litorale di San Cataldo

LECCE – Dopo le osservazioni protocollate in Comune, nei giorni scorsi, il confronto pubblico annunciato da Federbalneari Salento per focalizzare l’attenzione sulle previsioni del nuovo Piano comunale delle Coste. Il Piano, messo a punto dall’amministrazione uscente di Carlo Salvemini e pubblicato dal commissario straordinario Ennio Mario Sodano nell’ambito della procedura di Vas, la valutazione ambientale strategica, è passato sotto la lente d’osservazione dei balneari che ne hanno evidenziato, dal loro punto di vista, un’errata contestualizzazione prontamente smentita a distanza dal candidato sindaco della coalizione progressista del centrosinistra Carlo Salvemini. All’incontro nella sala Giotto dell’hotel Tiziano, il presidente di Federbalneari Salento, Mauro Della Valle, ha chiamato infatti a raccolta anche i candidati in corsa per la poltrona più alta di Palazzo Carafa, anche se non sembra esserci stato un invito formale quanto un appello alla partecipazione pubblica all’incontro. Il sindaco uscente Salvemini non ha preso parte al confronto avendo già delineato in conferenza stampa le linee guida del nuovo Piano delle coste, diretta gemmazione della sua amministrazione, ma ha voluto reiterare e rispondere con una nota ufficiale ai rilievi mossi nell’ambito dell’incontro pubblico. Anche il candidato sindaco di Sinistra Comune, Mario Fiorella non era presente al dibattito, ma la ragione è stata subito spiegata con una comunicazione ufficiale: “in merito all'incontro promosso da Federbalneari, sul Piano comunale delle coste, si precisa che nessun invito è pervenuto al candidato sindaco di Sinistra Comune, Mario Fiorella che rimane, comunque, disponibile a un confronto sull'argomento se debitamente invitato”.                  

Confronto sul quale si sono espressi invece gli altri tre candidati a sindaco del capoluogo, Saverio Congedo, candidato del centrodestra, Arturo Baglivo del Movimento 5 Stelle e Adriana Poli Bortone, candidata sindaco della coalizione delle Civiche Unite. Sono tre le osservazioni principali formulate da Federbalneari che dalla rilettura delle previsioni e delle schede di attuazione del nuovo piano di regolamentazione urbanistica della costa ha elaborato le sue richieste di modifica dello strumento comunale in adozione. Il presidente Mauro della Valle ha già protocollato, per conto dell’associazione di categoria di riferimento, le osservazioni alla Vas del Piano comunale delle coste di Lecce che contempla gli oltre 25 chilometri di litorale leccese lungo il quale si sviluppano le marine di San Cataldo, Frigole, Torre Chianca, Spiaggiabella e Torre Rinalda, le aree naturalistiche delle Cesine, Acquatina, parco di Rauccio, le spiagge libere e le aree demaniali in concessione. E ieri ha illustrato i “punti deboli” della pianificazione costiera, secondo i balneari, puntando prioritariamente alla “ricaratterizzazione” della linea di costa utile e alla modifica delle relative percentuali di concedibilità per gli stabilimenti balneari e le spiagge libere con servizi. Entrando nel merito Della Valle ha evidenziato le criticità già palesate nelle osservazioni presentate in Comune chiedendo ai futuri amministratori di porre un freno all’attuale piano in via di approvazione nel quale “molti stabilimenti balneari sono destinati a scomparire e alcune zone costiere ristrette tra torre Rinalda e San Cataldo prevedono la posa di ombrelloni e sdraio per buona parte in acqua non tenendo conto della linea di arretramento della costa”.

Il presidente di Federbalneari ha fatto l’esempio di un impresa storica come lido Turrisi che rischia con “un autentico colpo di spugna” di essere cancellata dalla geografia dei lidi leccesi per i quali il nuovo piano prevede solo un 20 per cento di fascia costiera concedibile rispetto al 40 per cento massimo previsto dalle linee guide della normativa regionale e nazionale. Va da se che la richiesta più che esplicita di Federbalneari è quella rivolta alla gestione commissariale e ai futuri amministratori di bloccare l’iter attuativo del Piano Coste e rivedere, con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, le nuove previsione della pianificazione urbanistica del litorale. A tal fine e a scopo simbolico Della Valle ha distribuito ai candidati sindaco intervenuti un giubbotto di salvataggio utilizzato dagli operatori degli stabilimenti per garantire una nuova opportunità sul cambio di rotta del piano comunale delle coste in adozione. Appello sul quale Congedo, Baglivo e Poli Bortone si sono espressi in maniera favorevole e pressoché univoca. Il candidato del Movimento 5 stelle, ha sottolineato la necessità di una “effettiva partecipazione e concertazione” sulla stesura del piano da parte dell’amministrazione Salvemini, mentre Congedo e la Poli hanno puntato l’indice sui parametri di riferimenti a loro dire sbagliati e anche su quello che hanno definito il “pregiudizio ideologico di Carlo Salvemini” nella stesura del piano che penalizza l’iniziativa dei privati visti non “come una risorsa o una sentinella del territorio, ma come un problema e una minaccia da bloccare ideologicamente con l’ampliamento della spiaggia libera per la quale un Comune in crisi non potrà mai garantire servizi, pulizia e guardiania”. 

Salvemini: “Piano ok, investimento turistico e servizi pubblici”

Smonta a distanza ogni “pretestuosa” polemica sull’argomento Carlo Salvemini ribadendo quanto già evidenziato nei giorni scorsi, ovvero che la sua proposta di Piano comunale delle coste offre maggiori opportunità di investimento in campo balneare, turistico, culturale, sportivo, ambientale. E più servizi pubblici. “Perché il mare è di tutti” puntualizza l’ex sindaco. “Federbalneari ha tenuto una conferenza stampa dal titolo: la verità sul piano comunale della costa della città di Lecce. Pur invitato, al pari degli altri candidati, non ho partecipato per ragioni già spiegate” ha puntualizzato Salvemini in una nota, “su una proposta che è stata predisposta dalla mia amministrazione, e che ho reso pubblica, sono pronto a rispondere alle osservazioni e critiche delle associazioni di rappresentanza in incontri diretti, non all'interno di conferenze stampa. in questo senso ha già preso accordi con  la Cna e attendo riscontro da Federbalneari. il confronto deve nutrirsi di rispetto nei confronti di relazioni ambientali, botaniche, geologiche validate di professionisti che non possono essere tacciate di falsità. È utile nell'affrontare questo tema sgomberare il campo da tante fake news che vengono diffuse da settimane e ribadite in queste ore”.

Il candidato sindaco della coalizione progressista e civica, Carlo Salvemini, replica poi puntualmente alle accuse circostanziate mosse nei confronti delle nuove previsioni del Piano coste.   “Se vince Salvemini gli stabilimenti balneari sulle marine questa estate chiuderanno” il rilievo mosso dai competitor in questa campagna elettorale e nell’incontro con i balneari. “Falso” replica Salvemini, “il Piano comunale delle coste ha un procedimento scandito dalla legge che, tra adozione in giunta, presentazione nei 60 giorni successivi delle osservazioni, approvazione del consiglio comunale, trasmissione agli enti sovraordinati per i pareri previsti, non potrà introdurre le prime novità prima di due anni”. Su chi stigmatizza che “per il Piano è tutto già deciso, non c’è spazio per il confronto” Salvemini spiega invece che “il Piano comunale delle coste, dopo essere adottato con delibera di giunta, consente a tutti, balneari inclusi, nella fase delle osservazioni nei successivi 60 giorni, di suggerire correzioni, di proporre migliorie a tutela di eventuali interessi lesi. Un iter che garantirà confronto, contraddittorio, e dialogo. “Il Piano delle Coste di Salvemini è ideologico” tuonano i candidati sindaci dell’area di centrodestra Congedo e Poli Bortone. “Falso anche questo” tuona Salvemini, “il Piano coste opera delle scelte su base di norme di legge che ogni amministratore è tenuto ad osservare. Chi le considera sbagliate, rigide, anacronistiche non può che incaricarsi di proporre modifiche alla legge regionale. Fino a questo momento non sono state presentate proposte di modifica in consiglio regionale, come Erio Congedo, consigliere regionale dal 2000 e attualmente in carica, può confermare”. Ma il piano delle coste di Salvemini penalizza l’iniziativa privata? Per il sindaco uscente per nulla: “attualmente esistono 27 concessioni per stabilimenti ed una per chiosco rilasciate a privati” spiega Salvemini, “la nostra proposta di piano prevede 51 concessioni tra stabilimenti balneari che saranno 17, spiagge libere con servizi, 21 quelle previste e chioschi, che saranno tredici”.

Congedo: “Piano lacunoso, il commissario congeli l’iter”

A margine della partecipazione all’incontro con Federbalneari, il candidato del Centrodestra, Saverio Congedo, è ritornato sul nodo delle previsioni del Piano comunale delle coste di Lecce. Ovvero sullo strumento di pianificazione integrato che deve elaborare la visione complessiva dell’assetto e dello sviluppo dell’intero litorale, ricercando il delicato punto di equilibrio tra tutela naturalistica e insediamenti balneari. “Quello predisposto dalla passata amministrazione, e che potrebbe essere licenziato a breve dal commissario, presenta a mio avviso gravi lacune, sia sul piano dell’impostazione che dal punto di vista tecnico” ammonisce Congedo, “per cominciare il piano attuale va molto oltre le percentuali previste dal piano regionale, tra stabilimenti balneari e spiagge libere, con e senza servizi. Il piano regionale prevede che il 40 per cento delle spiagge sia concessa agli stabilimenti balneari, mentre il piano Salvemini si ferma al 18 per cento. Una penalizzazione incomprensibile di quei soggetti privati che dovrebbero essere considerati alleati per la valorizzazione e la tutela delle coste, e non degli avversari”.

Per il già consigliere regionale c’è da fare i conti anche con la mancanza di un tassello ritenuto  fondamentale dell’assetto del patrimonio costiero: il piano del parco di Rauccio. “Un piano quest’ultimo” spiega Congedo, “di cui esiste solo una bozza predisposta dall’amministrazione Perrone, oggetto di semplice presa d’atto da parte di Salvemini, ma mai adottata. Senza quel piano anche i pareri espressi dagli uffici preposti non possono che risultare privi della necessaria visione strategica. Non è, infine, indicata la copertura finanziaria per gli interventi previsti connessi con le spiagge libere. L’impressione è che sia stato elaborato in stretta correlazione con il progetto di rigenerazione sottoposto al bando di finanziamento regionale. Progetto che però non ha avuto accesso ad alcun finanziamento, essendosi classificato solo 44esimo in graduatoria. Quanto evidenziato rende impossibile una correzione in corso d’opera del piano attuale. Sarebbe il caso, a mio avviso, che il commissario del Comune di Lecce” conclude Congedo, “valutasse la possibilità di congelarne l’iter, prima di completare la fase di Vas, demandando la prosecuzione alla nuova amministrazione, politica, che si insedierà dopo le elezioni. L’impegno che personalmente assumo con la cittadinanza è quello di riscrivere per intero il piano delle coste, procedendo parallelamente ad adottare anche quello per il parco di Rauccio, a partire dall’indispensabile consultazione di tutte le categorie coinvolte”

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