"I governi sono all'angolo: ci ascolteranno". L'entusiamo dello sciopero per il clima

Centinaia di studenti in piazza Sant'Oronzo per protestare contro le politiche ambientali. "Siamo preoccupati: invertiamo la rotta o sarà la fine del Pianeta"

Lecce - “Voi morirete di vecchiaia, noi di clima”: più che un cartello, un vero grido d'allarme che oggi, insieme alle voci di centinaia di studenti, ha risuonato per le vie di Lecce.

Il centro storico, da Porta Napoli a piazza Sant'Oronzo, è stato attraversato da una fiumana di ragazzi schierati in prima linea per protestare contro le politiche ambientali dei governi che risultano quasi inefficaci dinanzi ai grandi sconvolgimenti climatici e ai tassi d'inquinamento che compromettono il futuro dell'umanità.

“Non c'è più tempo: nel 2050 il mondo potrebbe finire se non invertiamo la rotta immediatamente”: lo dicono convintamente, e con preoccupazione, gli studenti delle scuole leccesi e salentine che hanno aderito, compatti, alla grande mobilitazione globale "Fridays for future" che ha toccato 180 piazze italiane.

Lo sciopero per il clima, che ha attraversato le principali città di 100 Paesi, è un tentativo di mettere all'angolo i governi e costringerli a trovare risposte e soluzioni per arrestare il percorso di autodistruzione verso nel quale ci siamo incanalati.

Le parole della nota attivista Greta Thunberg all'Onu, il suo accorato j'accuse, ha avuto un effetto detonatore sui coetanei di tutti i Paesi che nella sua grinta, e nella speranza che sottende, hanno trovato un facile rispecchiamento.

“Anche i dinosauri erano convinti di avere tempo”, “Salviamo la Terra, è l'unico Pianeta con le carote”, “Inutile conquistare la Luna se poi distruggiamo la Terra”, “Non vogliamo grandi opere, vogliamo grandi cambiamenti”, “Make love not Co2”, “Ci siamo rotti i polmoni”: hanno scritto sui loro cartelli.

Nonostante il clima di festa (si tratta pur sempre di una giornata fuori dalle classi autorizzata dal ministero competente), il tema della mobilitazione non è stato sottovalutato.

Nelle dichiarazioni di giovani e giovanissimi si nota la conoscenza, a tratti sorprendente, della complessità del problema. La consapevolezza dei tempi. L'audacia di chi intende rimboccarsi le maniche per cambiare le cose. E spesso, anche il disincanto: perché marcia dopo marcia (siamo al 3° sciopero globale), non si notano ancora interventi rivoluzionari.

Le immagini della manifestazione

Le dichiarazioni degli studenti al corteo

“Come dice Greta, quello che stanno facendo i politici non serve a niente – ammonisce Francesco Falconieri del Liceo Statale Siciliani di Lecce -. Bisogna ripartire dal basso, dai giovani per dare una spinta in più. Ci sono delle azioni quotidiane su cui tutti dovremmo impegnarci: da una corretta raccolta differenziata al non buttare la plastica ma riutilizzarla. Io sono stato in Africa, in Madagascar, e lì la plastica viene sempre riutilizzata e rivenduta: questa è una buona idea”.

E i governi? Ascolteranno? “Temo di no: facciamo tutte queste manifestazioni ma i governi tirano dritto e decidono per noi: possiamo solo sperare che vi siano ragazzi che in futuro diventeranno politici e cambieranno il mondo”.

“Siamo preoccupati. La politica non si occupa seriamente di questi temi e crede che noi giovani non riusciamo a comprendere davvero quello che sta succedendo – aggiunge Alice del Liceo Capece di Maglie: “. Invece siamo consapevoli della gravità della situazione. Mi preoccupa il riscaldamento globale e le sue conseguenze: dalla morte degli animali agli incedi delle foreste, fino allo scioglimento dei ghiacciai”.

“Sono contenta che sia partita quest'onda che ha preso piede il 15 marzo con la prima mobilitazione globale – commenta Silvia Alligri del Liceo Scientifico Vallone di Galatina -. Una mobilitazione così grande, a livello globale, metterà  governi alle strette per rispondere alle nostre richieste, ma è importane limitare qualunque materiale e azione ad alto impatto ambientale: compriamo delle borracce, laviamo i denti con il dentifricio di bambù. Proviamo a fare qualche piccola azione: il nostro mare è inquinato, i pesci stanno morendo, le foreste bruciano e tra 11 anni il Pianeta sarà una condizione irreversibile. Nel 2050 è stimato l'innalzamento di un grado e mezzo della temperatura globale. Molte città saranno sommerse, specialmente nella nostra Penisola. La nostra mobilitazione costringerà tutti a fermarsi e a smettere di inquinare. Importante è che nelle scuole l'alternanza non sia realizzata con progetti di multinazionali che inquinano il nostro territorio, sostenendo invece le piccole imprese”.

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Allo sciopero odierno hanno aderito anche i sindacati Cgil e Cisl, il coordinamento universitario Link Lecce e l'Unione degli Studenti. Erano presenti gli attivisti del movimento No Tap che si batte da anni contro la realizzazione del gasdotto con approdo a San Foca. Un messaggio di solidarietà e vicinanza ai ragazzi è stato scritto anche dal presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva: “Sarò con voi a manifestare, sarò con voi a urlare”.

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