Mercoledì, 16 Giugno 2021
Attualità

Il carnefice è il partner nel 93 percento dei casi: il report del Centro antiviolenza

Nell'ultimo anno le chiamate d'aiuto sono state 245 ma il 77 percento delle donne non sporge denuncia: "Il 2020 è stato difficile. Vittime chiuse in casa con il maltrattante e senza stipendio"

Foto di repertorio

LECCE – L'aberrante fenomento della violenza sulle donne è tristemente tornato alla ribalta delle cronache dopo l'omicidio, avvenuto ieri, della giovane Sonia Di Maggio: vittima della furia cieca di un assassino che, presumibilmente, reca il nome del suo ex fidanzato.

Un femminicidio in piena regola, a quanto pare, che si inscrive nel trend dei reati di genere che non ha ceduto il passo sul territorio.

Una preoccupante istantanea del fenomeno è quella del rapporto del centro anti-violenza Renata Fonte di Lecce: solo nell'ultimo anno le chiamate al Centro sono state 245 e 138 sono le donne che hanno richiesto la presa in carico: per 8 donne è stata necessaria l’immediata messa in sicurezza.

Il report conferma ciò che è noto: l'aguzzino solitamente non è un estraneo ma il compagno di vita (93 percento dei casi) che si macchia di reati che vanno dalla minaccia (36 percento), alla violenza fisica (28 percento), allo stalking (25 percento) fino alla violenza economica (27 percento). Il minimo comune denominatore di questi atti è sempre la violenza psicologica.

E ancora: la metà delle donne ha dichiarato di avere paura per la propria incolumità; ciononostante ben il 77 percento di loro ha rinunciato a sporgere denuncia. Il 40 percento ha chiesto assistenza legale e il 60 percento ha usufruito di un sostegno psicologico.  

La fascia d’età più rappresentata è quella che va dai 40 ai 49 anni (34 percento) seguita dalla fascia 30/39 (28 percento) e la fascia 16/29 (21 percento), il 5 percento nella fascia 60/69.

Interessante anche il dato culturale: la metà delle vittime è diplomata e nel 15 percento dei casi le donne sono laureate, a dimostrazione di come il fenomeno sia trasversale. Il 38 percento ha un’occupazione stabile mentre la metà delle vittime vive una condizione lavorativa di precariato.

La spirale della violenza, fanno sapere dal Centro, è sempre aggravata dalle condizioni di povertà della donna che limitano, di molto, la sua capacità di difendersi e rivendicare la propria autonomia di vita. In questo senso la pandemia, e la conseguente crisi economica, hanno reso il 2020 un anno particolarmente difficile.

“Durante l’anno pandemico donne che già svolgendo lavori precari improvvisamente hanno perso anche le minime occasioni di guadagno, ritrovandosi in una situazione di grossa difficoltà – hanno spiegato le volontarie -. Per loro ed i loro figli, ossia 21 nuclei famigliari, il Centro ha garantito un ristoro economico”.

I soccorsi durante il lockdown

Le operatrici del “Renata Fonte” hanno fatto ricorso alla tecnologia per assicurare la continuità dei servizi, fino ad arrivare ad interventi in presenza nel rispetto pieno delle norme di sicurezza.

Le richieste sono drasticamente calate nei primi due mesi di lockdown e le volontarie del Centro erano “molto preoccupate” perché consapevoli di come le donne fossero costrette ad una convivenza forzata (e senza via di fuga) con il soggetto maltrattante.

Il Centro ha quindi avviato una massiccia campagna di comunicazione e sensibilizzazione sui social, anche grazie alla collaborazione della Regione Puglia, dal titolo “Emergenza Covid e violenza sulle donne”.

L'iniziativa ha avuto effetti positivi immediati, al punto che dopo si è verificata un'improvvisa impennata degli sos.

“Ce l’abbiamo fatta con grande sforzo e sacrificio ma è stato un momento molto complesso e delicato perché anche noi operatrici ci siamo sentite abbandonate. La collaborazione con le forze dell’ordine è stata di estremo aiuto – raccontano le volontarie -. Riteniamo però, che sarebbe stata necessaria anche una maggiore collaborazione da parte di tutti gli altri enti”.

La curva delle chiamate si è poi nuovamente impennata tra la fine di ottobre e gli inizi novembre: quando, cioè, si paventava l'ipotesi di un nuovo lockdown nazionale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il carnefice è il partner nel 93 percento dei casi: il report del Centro antiviolenza

LeccePrima è in caricamento