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Il Gerontocomio diventerà residenza per anziani, disabili e punto nascita

Dopo vent'anni è stata aggiudicata la gara per il recupero funzionale dell’immobile abbandonato a Nardò. Avrà varie destinazioni

NARDO’ –  Oltre venti lunghi anni di attesa e di abbandono, ma ora parte la riqualificazione che porterà e rendere fruibile la seconda delle opere pubbliche incompiute di Nardò: il Gerontocomio, che sorge nella zona in uscita dalla città, tra via Aldo Moro e la direttrice che porta verso la zona dei Pagani. Si è infatti conclusa positivamente la gara per l’acquisto dell’immobile avviata alla fine del febbraio scorso dall’amministrazione comunale. La novità era stata già preannunciata sabato sera dal sindaco Pippi Mellone nel corso di un comizio in piazza della Repubblica in occasione del secondo rendiconto delle “cose fatte” e in programmazione dall’avvio della nuova amministrazione della coalizione del cambiamento vittoriosa nel ballottaggio del 2016. E importanti sono anche i risvolti della cessione dell’immobile in termine di nuovi servizi sociali e sanitari per la città che saranno attivati presso l’ex gerontocomio una volta messo a regime.            

Ad aggiudicarsi la gara è stata l’impresa De Nuzzo&Costruzioni srl di Lecce per 1 milione 630 mila euro da corrispondere all’amministrazione comunale tramite la realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche. Secondo la proposta progettuale l’immobile sarà destinato a residenza protetta per anziani (destinata ad accogliere temporaneamente o permanentemente persone non autosufficienti, anziani e non, con patologie fisiche, psichiche, sensoriali non curabili a domicilio), ad un nucleo “Dopo di noi”, destinato a persone con disabilità a cui vengono a mancare le persone in grado di accudirle, e ad un punto nascita convenzionato.

In particolare, il piano terra ospiterà l’area destinata ai diversamente abili con otto camere di degenza, ciascuna con bagno riservato, per un totale di dieci posti letto, una sala soggiorno per attività varie, uffici amministrativi, sale per attività comuni. Al primo piano ci saranno due nuclei di degenza per anziani, uno con otto camere e venti posti letto e uno con sei camere e dodici posti letto, spazi di soggiorno comune, infermeria, cucinino. Ad un’ala del secondo piano ci sarà un altro nucleo di degenza con diciannove posti letto, cucinino, lavanderia, spazio per attività ricreative e culturali, mentre all’altra ala sorgerà un punto nascita con sei camere di degenza per un totale di otto posti letto, una sala soggiorno, una reception, ambulatori medici, una sala incubatrice, una nursery, una infermeria, due sale travaglio e una sala operatoria. Oltre ad interventi di tipo funzionale, la ristrutturazione comporterà ovviamente la realizzazione dell’impianto idrico, antincendio, riscaldamento e raffreddamento. Il progetto prevede anche una serie di interventi nelle aree intorno all’immobile e quindi la realizzazione di accessi carrabili, vialetti pedonali, aiuole, spazi verdi.

Si tratta di una novità significativa nella storia di un edificio nel quale dopo il 1998, data di fine lavori, non è mai stata avviata l’attività per la quale è sorto, cioè quella di complesso ricettivo per anziani non autosufficienti. Anzi, nel tempo ha subìto un processo di deterioramento sia delle strutture che degli elementi interni già realizzati, impianti, tramezzature, vetrate, pavimenti, intonaci, in parte anche a causa di frequenti atti vandalici e di saccheggio. L’edificio, strutturalmente definito nelle sue parti, ma abbandonato e fatiscente, ha una superficie complessiva di oltre 1.800 metri, consta di tre livelli fuori terra e per una parte anche di un livello seminterrato.  “Faremo nascere finalmente una residenza per anziani, il nucleo dedicato all’assistenza di persone disabili e un punto nascita” dice il sindaco Pippi Mellone, “di quest’ultimo, in particolare, sono orgogliosissimo, perché restituiamo ai neretini la possibilità di tornare a nascere a Nardò e di vedere di nuovo quel bellissimo F842 sul nostro codice fiscale”.

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