"Il Natale cristiano è quello accanto agli ultimi": gli auguri dell'arcivescovo Seccia

Un invito ai fedeli a trascorrere le feste in modo solidale. "Lodevoli le iniziative della Caritas: piatto sospeso ed il buono regalo happy Christmas 2019"

In foto: monsignor Michele Seccia

LECCE – Una mano tesa agli ultimi, ai poveri, agli immigrati, ai detenuti, ai tossicodipendenti e a quanti abitano le periferie del mondo.

É questo il senso del Natale cristiano secondo quanto affermato nel suo tradizionale messaggio di auguri dall'arcivescovo metropolita di Lecce, Michele Seccia.

Riportiamo, quindi, lo stralcio più significativo, dal punto di vista sociale, del suo discorso rivolto ai fedeli salentini.

“Mentre viviamo nel clima della festa - e non perché a Natale dobbiamo essere tutti più buoni ma molto più evangelicamente perché vogliamo diventare discepoli di Gesù maestro di carità - non dimentichiamoci di chi il calore della famiglia e quindi della mensa domestica non lo vivrà nemmeno in questi giorni speciali. Sarà Natale cristiano se almeno una volta porteremo un the caldo ai personaggi di quel presepe che ogni notte sono Corpo di Cristo nella mangiatoia della stazione di Lecce”.

“Se andrete a trovare magari con i bambini e con un dolce di pasta reale almeno una persona anziana o disabile costretta alla solitudine o ospite senza parenti in una casa famiglia. Se dedicheremo mezz’ora del nostro tempo ad amici che vivono il dramma della disoccupazione e della povertà e per i quali nemmeno un presepe costruito in casa riuscirà a sollevarli dall’angoscia. Lodevoli a tal proposito le iniziative “piatto sospeso” ed il “buono regalo happy Christmas 2019” promosse della Caritas diocesana e della Casa della Carità di cui abbiamo appena festeggiato il settimo compleanno”.

“Sarà, infine, Natale cristiano se invece di disprezzare l’immigrato, il diverso, il detenuto, il tossicodipendente, il ludopatico, il povero che se l’è cercata. Proveremo noi stessi a farci carne e mensa di Speranza e, mettendoci alla prova con semplici ma rivoluzionari gesti quotidiani, daremo il nostro contributo alla profezia di una società più giusta e più umana”.

“Vi auguro di cuore, con affetto paterno e fraterno, di trascorrere un santo Natale e un sereno 2020 respirando la gioia della pace annunciata dagli angeli nell’alto dei cieli e condivisa sulla terra con e tra tutti i vostri cari. Contemplate e adorate Gesù bambino e ispirate la vostra vita in casa a quella della Santa famiglia di Nazareth mentre ricevete la benedizione del vostro padre e pastore nella fede”.

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