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La presentazione degli eventi (photo Alessandro Serio)

La presentazione degli eventi (photo Alessandro Serio)

Il rito del fuoco non si spegne: a Novoli torna il fascino della Fòcara

Nonostante le limitazioni dettate dalla pandemia il 16 gennaio spazio ai riti religiosi e civili e all’accensione della pira in piazza Sant’Antonio. Pizzica e fado portoghese con l’orchestra della Notte della Taranta

NOVOLI - Il calore fascinoso e lo spirito propiziatori della Fòcara di Novoli non si spegnerà nonostante l’emergenza pandemica. Con dimensioni molto più contenute dei soliti 25 metri di altezza della grande pira, e senza la usuale grande affluenza pubblico, la notte della Fòcara si accenderà anche quest’anno, il 16 gennaio prossimo, per la ricorrenza di Sant'Antonio Abate. E ci sarà il ritmo della musica popolare e della orchestra della Notte della Taranta a scandire le vibrazioni della notte del fuoco novolese. Evento che sarà rigorosamente celebrato a porte chiuse per l’emergenza covid, ma che affiderà alla diretta televisiva la diffusione del concerto organizzato dalla Notte della Taranta che unirà la pizzica salentina alla musica popolare portoghese, il fado.

Come annunciato questa mattina, nel Santuario di Sant’Antonio Abate, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione degli eventi religiosi e civili in vista della festa e dell’accensione della tradizionale fòcara. All’incontro di presentazione hanno preso parte il sindaco di Novoli e presidente dell’Unione dei Comuni del NordSalento, Marco De Luca, la presidente del consiglio regionale Loredana Capone, l’assessore provinciale alla Cultura e sindaco di Corigliano d’Otranto, Dina Manti, l’assessore comunale Sabrina Spedicato insieme con don Luigi Lezzi e Padre Antonio Parrino, rispettivamente parroco della parrocchia di Sant’Antonio Abate e predicatore del novenario che ha avuto inizio il 7 gennaio.

“Ci apprestiamo a celebrare Sant’Antonio Abate, a conclusione di un anno che ha messo a dura prova l’intera comunità” hanno spiegato gli organizzatori e i referenti istituzionali, “proprio per questa ragione, sentiamo il bisogno di non rinunciare completamente al festeggiamento, ma riteniamo giusto, nella precarietà del momento, trasformare questo appuntamento, esaltandone la dimensione simbolica attraverso una celebrazione rituale che, a porte chiuse, possa essere trasmessa in tv e condivisa con i fedeli e la comunità tutta, ben oltre la dimensione locale. Raffigurando la comunità intenta a compiere un atto simbolico, intendiamo preservare la dimensione sacrale dell’accensione della Fòcara, che assume così un valore apotropaico, un rito purificatorio, una preghiera di liberazione dal male di questo tempo, un atto di devozione di una comunità ferita che chiede simbolicamente di essere liberata”.

La piazza di Sant’Antonio tornerà ad essere il centro di una festa ridimensionata nei numeri, ma non nella sua spettacolarità. La Fòcara, che negli anni scorsi bruciava maestosa nella periferia del paese, è ripensata per occupare un luogo centrale della comunità direttamente connesso al Santo. Il carattere religioso si unisce ancora una volta alla ritualità laica espressa in anni e anni di tradizione. Questo connubio si realizza anche a livello sonoro, nell’affidare al maestro Cesare Dell’Anna la composizione di un percorso musicale che attinga alla tradizione della musica sacra e delle processioni bandistiche del Sud Italia, rinnovate e contaminate con il folk e il balkan.

Si unisce a questo primo tempo, un secondo più disteso, ad accensione avvenuta, affidato all’Orchestra Popolare della Notte della Taranta diretta dal maestro Daniele Durante che propone un percorso musicale che accosta la nostra tradizione al fado portoghese, l’antidoto contro le tentazioni del virus nel rapporto tra la devozione al Prometeo Cristiano, Sant’Antonio, e la tradizione popolare. Aprirà la serata una versione inedita dell’Inno a Sant’Antonio, arrangiata da Cesare e Alessandro Dell’Anna, il primo autore anche delle musiche del videomapping “Le fascine della memoria” con cui si racconterà un viaggio poetico e antropologico nelle radici del rito.

Come nella tradizione la Fòcara si componeva di fascine offerte in dono dalla comunità, dai contadini, per il mapping inaugurale sulla facciata della chiesa di Sant’Antonio, è stata attivata una call all’interno della comunità novolese per raccogliere in dono materiali provenienti dagli archivi audio-visivi personali. E sono tante le foto, i frammenti di un vissuto personale che condivisi, diventano tessere di un mosaico straordinariamente umano, per raccontare il rito della Fòcara e la devozione per il Santo.

L’evento ideato da Mirko Piro coinvolge numerosi artisti, dal regista Tonio De Nitto che firma la direzione artistica dell’evento, alla coreografa Barbara Toma, la costumista Lilian Indraccolo, gli artisti del Teatro Traballante guidati da Dario Cadei, l’ensemble musicale di Giro di banda e Piano di Banda diretti da Cesare Dell’Anna, l’Orchestra Popolare della Notte della Taranta diretta dal Daniele Durante.

La nuova versione proposta dall’Orchestra Popolare fa incontrare fado e pizzica nel segno del fuoco. Un percorso musicale di ricerca che partirà dalla presentazione di Sant’Antonio allu desertu, brano portato alla notorietà dalla cantante di fado portoghese Amalia Rodrigues. Un magismo, un articolato impianto orale che la cultura popolare ancora conserva documentando ciò che rimane del patrimonio immateriale generatore di miti, tra immanenza e trascendenza, tra profano e sacro. Non mancherà Fuecu il brano scritto da Durante nel 2015 per la Fòcara di Novoli che esalta l’ambivalente funzione del fuoco e i suoi simbolici segni oppositivi: spirito e sostanza, salvezza e perdizione, paradiso e inferno, purificazione e contaminazione.

Un viaggio musicale e danzante che vedrà protagonisti i cantanti Enza Pagliara e Antonio Amato; i musicisti Antonio Marra (batteria), Alessandro Monteduro (percussioni), Valerio Combass Bruno (basso), Giuseppe Astore (violino), Attilio Turrisi (chitarra battente), Roberto Chiga (tamburello), Nico Berardi (fiati), Gianluca Longo (mandola), Leonardo Cordella (organetto), Roberto Gemma (fisarmonica); i ballerini Laura Boccadamo, Mihaela Coluccia, Cristina Frassanito, Andrea Caracuta, Fabrizio Nigro, Marco Martano.

“Ringraziamo l’amministrazione comunale di Novoli che, in un periodo difficile per la cultura, ha scelto di esserci, di non interrompere il rito collettivo della Fòcara” dice il presidente della Fondazione, Massimo Manera, “ringraziamo anche il gruppo Norba che apre questa importante finestra sulla cultura popolare in un periodo difficile per il settore. Anche questa volta grazie alla collaborazione degli artisti proponiamo materiale inedito che grazie alla ricerca crea un collegamento tra Portogallo, Gargano e Salento nel segno del fuoco. La Fòcara di Novoli siamo certi possa essere evento attrattore di nuove collaborazioni e sinergie con il resto d’Europa”.

Nel rispetto delle misure anti Covid 19 sarà consentito l’ingresso all’intera area interessata dallo spettacolo previa consegna dell’esito degli esami da parte del reparto tecnico artistico e delle aziende accreditate. Il cantiere rispetterà tutte le prescrizioni imposte dalla Commissione di vigilanza della prefettura e nel compimento del parere del comando dei vigili del fuoco in merito a distanze e precauzioni. Le misure della piazza garantiranno la costruzione e l’impiego dell’area di cantiere in un minor tempo rispetto ai consueti 40 giorni della tradizione consentendo una fluida viabilità e il passaggio ai residenti.

Libera Nos - programma 16 gennaio 2021

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