Il tumore gli ruba i sogni, ma Federico vince e diventa poliziotto per un giorno

Gioia e commozione in questura per la visita di un ragazzo speciale che fin da piccolo sogna di indossare la divisa per aiutare gli altri. Sconfitta la malattia, che ha lasciato i suoi segni, ora l’emozione a bordo di moto e volanti

Federico durante la visita in questura

LECCE - L’arresto più importante lo ha compiuto per davvero: lottando e fermando gli effetti devastati che quella brutta malattia gli ha causato fin da piccolo. Un rabdomiosarcoma, un tumore maligno che colpisce i tessuti molli, che si era insinuato subdolo nel suo cervelletto. Una battaglia per la vita combattuta a viso aperto e con coraggio, e vinta. Anche se i segni indelebili sul viso e ad un occhio (ha perso l’udito e la vista da orecchio e occhio sinistro) non hanno “rubato” la sua dolcezza e spensieratezza. E oggi, ormai diciassettenne, Federico Chianella può coronare anche il suo sogno: essere un vero poliziotto per un giorno. La bella storia intrisa di gioia e commozione arriva dai meandri della questura di Lecce dove ieri pomeriggio, dopo il placet giunto dal dipartimento romano, Federico ha potuto effettuare la sua agognata visita presso il corpo della polizia di stato da lui tanto amato.

Federico, sin da piccolo, ha sempre cullato questo sogno: quello di diventare un poliziotto per essere al servizio della gente e aiutare gli altri, ma la malattia glielo ha infranto. Forse da grande non potrà essere un agente vero e proprio per ovvie ragioni, ma tuttavia, ieri il ragazzo, che vive con la famiglia ad Alezio, è stato un vero poliziotto per un giorno. Accolto dal questore Andrea Valentino, dai dirigenti e dai poliziotti della questura per Federico è stata davvero una giornata memorabile, vissuta tra  la sala operativa e il reparto della scientifica, a bordo dei mezzi a due ruote e delle Volanti (sulle quali ha apprezzato molto le dotazioni e le misure di sicurezza) e con la possibilità di azionare la fatidica sirena per partire di corsa a fronteggiare le emergenze.

“Quando ero piccolo, guardavo i telegiornali, sentivo in continuazione notizie di cronaca: omicidi, violenze, rapimenti. Allora ho pensato che da grande sarei diventato un poliziotto per aiutare i deboli, le vittime dei reati. Per contrastare le ingiustizie ed aiutare i cittadini. Questi sono i valori che contraddistinguono un buon  poliziotto” ha spiegato Federico “ricordo che quando ero in strada e sentivo le sirene delle auto della polizia, mi veniva un brivido dietro la schiena. Il mio sogno è stato e rimarrà sempre quello di essere un poliziotto per aiutare gli altri”. Pur continuando a coltivare il sogno di vestire la divisa da poliziotto, Federico sa bene di non possedere più i requisiti fisici richiesti per il superamento dei concorsi per il reclutamento nelle forze armate. Nonostante ciò continua a credere nei valori e nei principi che hanno alimentato il suo sogno di bambino, quindi di “aiutare i più deboli a non subire più ingiustizie, ma a vincerle”.

Video | Un giorno da agente

Il sogno di Federico si è purtroppo infranto prima ancora di essere percepito: all’età di 4 anni, ecco  piombare l’ingiustizia più grande per un bambino, il cancro. L’impietosa diagnosi parla di rabdomiosarcoma, un tumore maligno che si insinua nei tessuti molli e nel cervelletto. All’ospedale  Gemelli di Roma, inizia il calvario per Federico, mamma, papà ed il fratellino Felice.  In un anno e due mesi di ricovero, il piccolo affronta durissimi cicli di chemioterapia, radioterapia e infusioni di cellule staminali. Le speranze di vita, secondo le stime dei medici, si attestano intorno al 20 per cento ma, all’età di sei anni, miracolosamente, il tumore scompare. Tuttavia, i medici suggeriscono cautela. Si può parlare di guarigione solo se, trascorsi  cinque anni, il tumore non si ripresenta. E da quel giorno carico di speranza ritrovata, di anni ne sono passati undici e, oggi, Federico, di anni ne ha 17 frequenta regolarmente  il quarto anno presso l’Istituto tecnico Commerciale. Federico ha vinto una grande lotta contro l’ingiustizia più grande. Ama la vita, e vuole difendere quella degli altri. La sua missione è quella ribadita nella sua visita in questura: legalità e giustizia al servizio dei più deboli, con un amore incondizionato per le forze dell’ordine.

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