Impianto per l’amianto, Ciccarese: “Nessuna autorizzazione finché sarò io sindaco”

Il primo cittadino di Cavallino replica alle accuse mosse dai Comuni limitrofi che hanno alzato le barricate contro l’impianto sperimentale per il trattamento dell’eternit

Bruno Ciccarese

CAVALLINO – L’accerchiamento dei sindaci e delle comunità di Lizzanello, San Donato, San Cesario, Lequile e anche Castrì contro la procedura di realizzazione dell’impianto di trasformazione di amianto in itinere nella zona limitrofa all’area commerciale di Cavallino continua, ma a seguito del summit di ieri proprio l’amministrazione comunale cavallinese ha inteso porre alcune precisazioni sull’argomento onde fugare i dubbi palesati in questi giorni. In primo luogo l’amministrazione guidata dal sindaco Bruno Ciccarese ha precisato di “non aver rilasciato alcuna autorizzazione né parere alla nascita di detto impianto, per la cui realizzazione la società proponente ha ottenuto da parte del ministero dell'Ambiente un provvedimento di esclusione dalla procedura di impatto ambientale, mentre per l'autorizzazione all'avvio dell'attività sperimentale è in corso la conferenza di servizi presso la Provincia di Lecce, ente deputato al rilascio di detta autorizzazione”.

Il tema del contendere è quello relativo all'impianto sperimentale per il trattamento dell'amianto con il siero del latte il cui iter realizzativo è in itinere e che dovrebbe trovare dimora a ridosso del parco commerciale in agro di Cavallino. Si tratterebbe secondo quanto chiarito dal primo cittadino di Cavallino di un prototipo sperimentale, allestito all'interno di un container a sua volta collocato dentro un capannone industriale, che dovrà  avere una breve durata, circa un anno, e dimensionato per trattare, in via sperimentale, pochi chilogrammi di eternit: 20 chili per ciclo. Rassicurazioni che non tranquillizzano i sindaci dei comuni limitrofi Fulvio Pedone, Alessandro Quarta, Fernando Coppola, Vincenzo Carlà, e Andrea De Pascali, che hanno alzato da subito le barricate informando che provvederanno a riunirsi congiuntamente in un consiglio comunale aperto ai cittadini ed alle associazioni locali per deliberare lo stato di agitazione sociale dovuto alla questione ambientale ed alla necessità di porvi rimedio in maniera definitiva ed istituzionale. Sul banco degli imputati sono saliti anche il governo regionale e il commissario straordinario per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano e gli amministratori hanno chiesto di ridiscutere il progetto insieme al prefetto Maria Teresa Cucinotta ed al presidente della Regione, Michele Emiliano.

Non certo velate le accuse dirette e rivolte anche all’indirizzo del Comune di Cavallino a cui i sindaci contigui contestano una sorta di “superficialità amministrativa” nell’affrontare l’intera vicenda. Aspetti ribaditi anche nell’incontro che si è svolto nella giornata di ieri e sul quale il primo cittadino di Cavallino ha inteso sgomberare il campo da ogni fraintendimento. “Con riferimento all'incontro tenutosi tra i sindaci dei comuni di Lizzanello, Lequile, San Donato di Lecce, San Cesario e Castrì sull'impianto sperimentale per il trattamento dell'amianto con il siero del latte, è doveroso fare alcune precisazioni” replica Bruno Ciccarese, “è assolutamente infondata, pretestuosa e demagogica l'accusa rivolta al Comune di Cavallino di voler accogliere un impianto per il trattamento dell'amianto sul suo territorio. Anzi, qualora ve ne fosse bisogno, si riafferma che nessuna struttura di tale tipologia verrà mai realizzata  su di esso, almeno sino a quando alla guida dal paese ci sarà l'attuale amministrazione. I toni con cui vengono diffuse le notizie sull'argomento, oltre ad essere diffamatorie, sembrano pertanto non avere nessun altro scopo se non quello di creare nell'opinione pubblica allarmismi, paure e preoccupazioni che, risultano del tutto infondate e volte solo ad ottenere facili consensi”.

L’intervento del sindaco, che ha ribadito che il Comune non ha concesso nessuna autorizzazione per quell’impianto sperimentale, conferma quindi la posizione di contrarietà dell’amministrazione di Cavallino al progetto anche se al momento calibrato solo sul trattamento di pochi chilogrammi di eternit.

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