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Domenica, 14 Agosto 2022
Attualità Leuca / Via Luigi de Simone

“Al civico 20”: l’ex sportello antiracket diviene un centro per la legalità

L’immobile diventerà un luogo attraverso cui raccontare storie di resistenza al crimine organizzato e ospiterà al proprio interno un “Giardino della legalità” e due sale intitolate a due giornalisti uccisi da mano mafiosa: Ilaria Alpi e Giancarlo Siani

LECCE – Torna un presidio di legalità. Dopo oltre cinque anni di chiusura e inattività, a Lecce riapre l’ex sportello antiracket con nuove finalità, col nome “Al civico 20”. L’immobile, nel rione Borgo Pace, ospiterà le attività su antimafia sociale e legalità sotto la gestione dell’associazione “Terra del fuoco-Mediterranea”. I cancelli apriranno nella serata di domani, venerdì 29 aprile. Alle 19, presso l’immobile comunale di via Francesco De Simone, al civico 20 appunto, il taglio del nastro. La presentazione alla città si terrà alla presenza del sindaco Carlo Salvemini,

L’occasione della riapertura è offerta dalla presentazione alla stampa e alla città, alla presenza del sindaco Carlo Salvemini, delle attività che l’associazione realizzerà all’interno del grazie al progetto “Al Civico 20” finanziato dalla Regione Puglia con il bando “Bellezza e legalità - per una Puglia libera dalle mafie”. In occasione della riapertura, all’interno dello spazio sarà, inoltre, allestita la mostra “È questo il fiore”, a cura dell’Associazione Treno della Memoria, con la collaborazione della stessa TdF Mediterranea e il sostegno del Consiglio Regionale della Puglia. La mostra ripercorre le diverse strade della Resistenza, attraverso venticinque illustrazioni, realizzate da artisti e artiste pugliesi, dedicate ad altrettante storie di resistenza provenienti da vari contesti storici e geografici.Il giardino della Legalità - al civico 20-2

Il progetto, sostenuto dal Comune di Lecce con la concessione dell’utilizzo dello spazio, prevede la realizzazione di workshop, incontri pubblici e presentazioni pubbliche sul tema della responsabilità sociale, dell’antimafia e della legalità. In questi giorni tanti ragazzi sono stati impegnati nella cura dell’edificio di cui hanno ritinteggiato alcune pareti interne, oltre a ripulire il giardino esterno. Al termine del progetto, i ragazzi e le ragazze coinvolti daranno vita ad un “giornale dal basso” con il racconto del proprio territorio e delle esperienze di antimafia sociale che lo attraversano.

Ma il nuovo “Al civico 20” intende diventare anche un punto di riferimento per i più giovani e per la comunità educante leccese, proponendo azioni di formazione non formale, incontri pubblici, esperienze formative di supporto agli istituti scolastici e alle famiglie del territorio. “Riaprire dopo cinque anni i cancelli dell’ex sportello anti-racket è un segnale importante, per questo abbiamo sostenuto il progetto al Civico20 che si è misurato con un bando regionale e ha ottenuto il finanziamento. L’edificio riapre all’insegna dei valori dei beni comuni e dell’impegno nell’antimafia sociale. È una piccola azione di rigenerazione urbana dove le energie possono trovare una casa anche temporanea per esprimersi, essere incanalate nella cura di un bene pubblico e in tante attività collettive aperte ad un quartiere dove tante realtà stanno attivando animazione sociale – dichiara l’assessore alle Politiche urbanistiche e Patrimonio Rita Miglietta – grazie alle misure della Regione Puglia e all’impegno di Terra del Fuoco oggi si aggiunge un altro piccolo presidio di comunità che siamo felici di aver sostenuto concedendo l’uso dello spazio”.

"Crediamo che tutti gli attori coinvolti nel percorso di educazione e crescita dei ragazzi e delle ragazze debbano potersi riconoscere in uno spazio fisico che sappia rispondere alle loro esigenze e che questo possa rappresentare un efficace contrasto al drammatico fenomeno della povertà educativa – dichiara Christel Antonazzo, presidente di TdF Mediterranea - Speriamo che "al civico 20" possa rappresentare un'occasione, in tal senso, per il quartiere borgo pace e per tutta la città e ringraziamo il Comune di Lecce per aver creduto nel progetto”.

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