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Incendi, la maglia nera del Salento e le priorità per combattere il fenomeno

A Palazzo Carafa un primo passo, almeno per la sensibilizzazione. Ma la strada è lunga e i vigili del fuoco chiedono più collaborazione

LECCE – Soddisfatti, a metà. Forse anche meno. Si evince fra le righe di una nota stampa della Uilpa Vigili del fuoco di Lecce che, sull’argomento degli incendi di sterpaglie, fenomeno (riduttivo chiamarlo anche tale) che mette a dura prova la capacità d’intervento operativo in estate, spera si possa passare al più presto dal fumo delle parole agli idranti dell’azione.

Oggi, a Palazzo Carafa, s’è tenuto l’atteso incontro fra esponenti del Comune capoluogo e del Corpo dei vigili del fuoco. Erano presenti tutte le sigle sindacali. E a margine, Alessandro De Giorgi, segretario territoriale del sindacato, ha commentato:  “Abbiamo accolto con favore la buona volontà dell’amministrazione a farsi portavoce in sede regionale delle problematiche evidenziate, ben consapevoli, che questo è solo l’inizio di un percorso, che porterà risultati in un futuro non proprio prossimo, ma certi del fatto che, iniziare un lavoro, richiede tempo e che è sempre meglio iniziarlo che non farlo partire mai. Come dire non è mai troppo tardi”.

Soddisfatti? A metà

Ma il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Mezzo di entrambi, viene da dire, visto che così prosegue il segretario: “Restiamo però fortemente delusi e molto amareggiati, perché qualcosa in più in termini di prevenzione e di informazione si sarebbe potuto fare. Per eradicare da questo territorio il malcostume del bruciare l’erba secca, venendo meno al rispetto delle leggi, ci vuole molto di più del passaparola e della buona volontà”. A buon intenditor, poche parole.  Anche perché, “purtroppo alla fine, a pagare il conto di questo malcostume, saranno sempre, comunque i cittadini. E i vigili del fuoco”.

Il tavolo tecnico odierno è stato convocato dall’assessore all’ambiente, Carlo Mignone, proprio in seguito alle segnalazioni martellanti della Uil Pa leccese sul tema. Vi hanno partecipato anche l’assessore alla Protezione civile, Sergio Signore, il consigliere comunale Giorgio Pala dell’opposizione - il quale è stato proprio portavoce delle richieste all’assessore Mignone, ponendo le basi affinché s’istituisse il tavolo – e il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Bennardo.

Quattro le priorità

Dopo una breve introduzione di Pala e Mignone, che hanno menzionato l’importanza di aver puntato i riflettori sul problema, si è data lettura di un relazione articolata in quattro punti. Le priorità per Uil Pa a sono: prevenzione e informazione sul territorio; repressione, attraverso sanzioni, nei confronti dei trasgressori; la modifica della Sala operativa unificata regionale; l’istituzione dei Centri operativi provinciali; lo stanziamento di risorse nella convenzione per l’acquisto di mezzi fuoristrada. Argomenti sui quali esponenti di Conapo, Cisl, Confsal, Cgil e Usb hanno sostanzialmente convenuto (anche loro negli anni hanno svolto campagne sul problema).

La maglia nera del Salento

Il comandante Bennardo, ha poi sottolineato la differenza tra incendi di interfaccia (ovvero incendi che si sviluppano a ridosso o all’interno di contesti antropizzati) e boschivi. I primi risultano la vera calamità estiva della provincia di Lecce, che è maglia nera in Puglia, tanto da detenere il poco lusinghiero primato della superficie vegetativa andata in fiamme nel 2017. Il comandante ha poi evidenziato che, mentre quello degli incendi boschivi è un problema che ricade in toto tra le competenze della Regione Puglia, quello degli incendi di sterpaglie e, quindi di interfaccia, è responsabilità delle amministrazioni comunali.

La parola è poi passata alle autorità comunali che preso atto delle gravi difficoltà nelle quali sono costretti ad operare i vigili del fuoco, hanno assunto l’impegno di portare nelle sedi competenti (la Regione) le perplessità manifestate. Lo stesso tavolo tecnico, dunque, potrebbe approdare in via Capruzzi.

Conapo: "Riunione poco utile"

Giancarlo Capoccia, coordinatore del Sud Italia, ha ricordato come il Comune non abbia competenza nella materia, tolta l’attività di controllo del territorio e di prevenzione. E a suo dire la convocazione è stata anomala: le funzioni primarie nella lotta agli incendi ricadono in capo alle Regioni.

“I vigili del fuoco hanno mutuato le competenze della forestale, compresa la gestione della flotta aerea, ma lo spegnimento attivo, che rientra nel soccorso tecnico urgente, in realtà la legge lo affida alle Regioni. Di conseguenza qualsiasi cosa si fosse decisa di fare in quella riunione, necessitava confrontarsi con la Regione Puglia la quale, peraltro, ha già pronto il piano antincendio boschivo 2018 che verrà emanato a giorni”, ha commentato, ricordando anche che l’incontro ha coinvolto un solo Comune. “Seppur il più grande, seppur il capoluogo di provincia, un solo Comune. Per tale motivo – ha aggiunto - non riusciamo a comprendere le motivazioni per le quali l’incontro di oggi sia stato fortemente voluto dal consigliere comunale Giorgio Pala”.

A breve discusione sull'Aib 2018

L’assessore Sergio Signore si è proposto di organizzare una riunione, a carattere regionale, con rappresentanti di Protezione civile regionale, Arif, Vigili del fuoco e lo stesso assessore regionale alla Protezione civile, Antonio Nunziante. Il prossimo 11 maggio, peraltro, è già previsto un tavolo sindacale tra le organizzazioni sindacali dei vigili del Fuoco e il direttore regionale del Corpo per la Puglia, per discutere proprio la bozza presentata dalla Regione Puglia circa le modalità di svolgimento della campagna antincendio boschivo 2018. “Nella sua poca vera utilità di carattere operativo, speriamo che la giornata di oggi sia almeno servita per chiarire meglio a qualcuno, quali siano i ruoli e le competenze che regolano la nostra attività in relazione con gli altri enti”, ha concluso.

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