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Il caso all'Università

Presunte vessazioni su studenti all’esame di letteratura latina, avviata inchiesta interna

Ad annunciarlo il rettore Fabio Pollice, dopo le denunce di Udu dei giorni scorsi sugli episodi accaduti nella sessione invernale: “Serve clima di serenità per assumere le decisioni opportune”

LECCE - Studenti vessati dai docenti di latino all’Unisalento: l’accusa era stata lanciata nei giorni scorsi dall’Udu, che aveva parlato in una nota di situazione diffusa di disagio da parte di molti studenti nell’affrontare la commissione esaminatrice. Ora è stata avviata una inchiesta interna e ad annunciarlo è il rettore dell’Università, Fabio Pollice, che parla di un’azione chiarificatrice rispetto ai casi denunciati che riguarderebbero Sabina Tuzzo, docente di Lingua e Letteratura latina.

È lo stesso rettore a citare la docente nella nota ufficiale diramata dall’Università: “Nel corso dell’ultimo anno accademico – spiega - ho incontrato più volte la professoressa Tuzzo assieme ai rappresentanti degli studenti, per cercare una soluzione condivisa sulle modalità di svolgimento dell’esame e su un’equa valutazione degli studenti, nel rispetto del diritto di libertà di insegnamento dei docenti”.

“Nonostante questi tentativi – precisa -, non si è giunti al nuovo clima auspicato. Successivamente sono intervenuto finanziando uno specifico tutorato a supporto degli studenti. In seguito alla recente denuncia degli studenti e ai fatti in esame riportati, ho avviato un’indagine interna - attualmente ancora in corso - al termine della quale l’Università del Salento renderà note le proprie decisioni a riguardo”.

Pollice chiarisce che prima della conclusione dei lavori non commenterà più la vicenda, auspicando che facciano altrettanto tutti i soggetti coinvolti: “Solo in un clima di serenità – afferma -, infatti, sarà possibile prendere le decisioni più opportune. In attesa che si completino le verifiche in corso, ho suggerito al consiglio didattico di Lettere di allargare la commissione d’esame e di inserire un nuovo appello”.

L’Udu, nei giorni scorsi, aveva chiamato in causa il ministro dell'università e della ricerca, Anna Maria Bernini, e il rettore, Fabio Pollice, chiedendo provvedimenti contro l’atteggiamento della docente (non citata nel comunicato, ndr), in riferimento all’appello d’esame dello scorso 24 gennaio, dove la maggior parte di studenti e studentesse sarebbe stata bocciata, ricevendo “numerosi insulti da parte degli esaminatori”.

Laura Piccirillo, senatrice accademica per Udu, aveva riferito: “Torniamo a denunciare l’esistenza di questo tipo di atteggiamenti e la tutela quasi inesistente che abbiamo per difenderci da queste situazioni”. “Nel tempo – aveva aggiunto - sono state raccolte numerosissime testimonianze anonime che parlano del comportamento poco professionale dei docenti, questo porta la comunità studentesca ad una serie di ripercussioni sulla salute psicologica”.

L’Udu ha raccontato di diversi studenti “costretti” a intraprendere ormai da mesi un percorso di psicoterapia e a valutare, nonostante debba sostenere soltanto quest'ultimo esame, il passaggio ad un altro corso di studi oppure in un altro Ateneo.

La portavoce di Udu, Sabrina Loparco, aveva aggiunto: “La gravità della situazione si nota anche in considerazione del fatto che questo è l’esame che porta la maggior parte dei fuori corso a dover di anno in anno rinnovare l’iscrizione, di conseguenza a pagare tasse su tasse che non sempre tutti possono permettersi, le testimonianze ce lo confermano”. “Continueremo a lottare – aveva proseguito - affinché non esistano più le vittime della cultura del merito, che non sono solo coloro che arrivano a togliersi la vita, ma chiunque pensi che piangere e stare male per un esame sia normale”.

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