Incidenza dei casi di Covid-19: Salento all'87esimo posto

La provincia di Lecce si trova nella parte bassa della graduatoria nazionale e anche al di sotto della media regionale. Segno che le misure di distanziamento vengono rispettate con notevole scrupolo dai cittadini

LECCE – La provincia di Lecce è all’87esimo posto nella classifica di incidenza di casi Covid-19 ogni 100mila abitanti. E, per una volta, è consolante stare nella parte bassa della graduatoria (sono 107 le posizioni). Nel Salento, infatti, il tasso è del 56,85 (pari a 452 casi), mentre la media regionale è dell’88,96 percento: nel Foggiano è del 139,51 percento, in provincia di Brindisi del 127,23 e in quella di Bari dell’90,90.

L'analisi dell’andamento epidemiologico rivela come, nelle prime quattro settimane, si sia passati da 12 casi registrati all’11 di marzo (il primo risale al 4 marzo), a 62 il 18 (+62), 161 il 25 marzo (+99) e 321 il primo aprile (+160). Nelle due settimane successive è evidente il rallentamento con 389 casi accertati fino all’8 aprile (+78) e 426 al 15 (+37).

Al termine della sesta settimana dall’adozione anche in Puglia delle misure di distanziamento sociale, il contagio non si è certo arrestato ma si può affermare che è stato contenuto in un decorso sostanzialmente lineare e che, in questo contesto, la provincia di Lecce ha tenuto bene rimanendo al di sotto della media regionale. 

Nella fase attuale si scontano appendici maturate in ambito intra familiare, in contesti  cioè dove ci sono contatti diretti, e non sottoposti a tampone, con casi attivi accertati e in strutture sanitarie (con il verificarsi di alcuni casi in reparti ospedalieri) e socio assistenziali (noti i focali a Soleto, Brindisi, nel Foggiano). Soprattutto questi ultimi hanno determinato un tasso di mortalità grezzo (calcolato per ogni 10mila abitanti pari allo 0,78: un dato per fortuna tanto distante da quello della Lombardia (12.14), ma anche dell'Emilia Romagna (6,78) e anche del Veneto (2,22) ma che conferisce alla Puglia il primato di decessi nel Mezzogiorno.

Proprio per la sussistenza di focolai ancora attivi, sebbene in genere circoscritti, è fondamentale, oggi come ieri, attenersi alle regole del distanziamento, evitando di abbassare la guardia prima del tempo: l'unica data che per ora vale come riferimento per tutti è quella del 3 maggio, ultimo giorno di validità del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri.

Per questo articolo le fonti sono:

la mappa interattiva di Piersoft Paolicelli

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