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Incontro con due ministri e gli altri presidenti: Emiliano insiste sulla Did

Il governatore pugliese ha spiegato ai suoi colleghi e a Speranza e Gelmini le ragioni per cui bisogna prima vaccinare gli operatori scolastici e poi tornare progressivamente alle lezioni in aula

LECCE - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha spostato nell'ambito del confronto con i suoi colleghi e con i ministri Gelmini (Affari Regionali) e Speranza (Salute) il tema della didattica integrata a distanza. Per il governatore non c'è altra strada da percorrere, in attesa che venga almeno completato il ciclo di vaccinazioni per il personale scolastico (secondo il dato aggiornato alle 15 di oggi, poco più di 3.600 docenti hanno ricevuto in Puglia la prima dose). 

"Se noi riusciamo a rallentare la forza della terza ondata da variante inglese, aumentando le dosi e le persone vaccinate – ha spiegato Emiliano -, potremo tutelare moltissime vite e dare una copertura ad una serie di situazioni difficili sulle quali pure bisogna prendere una decisione e penso innanzitutto alla scuola". Il presidente pugliese ha fatto ricorso anche a un argomento particolare: la possibilità di incorrere nel reato di inosservanza delle misure di sicurezza sul lavoro: "Qualunque pubblico ministero potrebbe dire: presidente mi scusi, perché non ha fermato la didattica in presenza finché non li ha vaccinati tutti, visto che aveva i vaccini in magazzino"?

Emiliano ha ricordato che l'articolo 32 della legge sulla riforma sanitaria consentirebbe alle Regioni di ricorrere a provvedimenti più restrittivi di quelli dei Dpcm. In merito a questa eventualità si è così rivolto ai ministri: “Questa particolare situazione prevede o che voi eliminiate completamente i poteri ex articolo 32 dei presidenti delle Regioni, lasciando a noi solo al massimo l’onere di segnalare situazioni di particolare pericolosità; oppure che si decida, sulla scuola, di utilizzare la didattica integrata a distanza in questa fase, perché non farlo sarebbe una omissione di misure di sicurezza sul lavoro estremamente grave e rilevante in caso di incidente sul lavoro. Ed è pacifico che per il personale della scuola contagiarsi corrisponde ad un infortunio sul lavoro". 

Secondo il presidente della Regione "nel giro di venti giorni al massimo, se ci impegniamo, noi potremmo vaccinare tutto il personale della scuola ed evitare le eventuali accuse delle procure sull’inosservanza delle misure di sicurezza sul lavoro, avendo fatto tutto ciò che è possibile per evitarlo. Il bene tutelato è la salute del personale della scuola, che non è carne da cannone, e la prevenzione da una variante inglese, che peraltro ha una incubazione così breve che renderebbe più difficile anche il tracciamento".

"Il motivo per legare il termine della campagna vaccinale delle scuole alla possibilità di riprendere la didattica in presenza ce lo abbiamo - ha concluso Emiliano -. È giuridicamente granitico, fortissimo. E mette in sicurezza tutti perché è una misura di buon senso che tutti capirebbero, e che peraltro ci impone di terminare la campagna vaccinale della scuola in modo rapido”.

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