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Una vicenda sempre complessa / Galatina

Inquilini fantasma e subaffitti, il caso Galatina. Esposto a prefetto e procura

Il nodo delle case popolari: dopo alcune segnalazioni giunte nella sede del M5S, il deputato Donno ha inviato la dettagliata documentazione agli organi di controllo. Un alloggio sarebbe disabitato da oltre dieci anni e gli assegnatari vivrebbero altrove

GALATINA - La lunga querelle sulle assegnazione irregolari delle case popolari e le occupazioni abusive nei comuni della provincia di Lecce si arricchisce di nuovi elementi e di nuovi casi particolari. Come la vicenda che rimbalza da Galatina e sarà ora oggetto di verifica anche da parte del prefetto Maria Rosa Trio e della procura che sono stati prontamente interessati dal deputato salentino del Movimento 5 Stelle, Leonardo Donno.

Alcuni alloggi popolari di Galatina sarebbero infatti “ostaggio” di inquilini fantasma: gli assegnatari, seppur legittimi, infatti da tempo risiederebbero in altre abitazioni di proprietà. Altri alloggi, sempre di edilizia residenziale pubblica, sarebbero stati persino subaffittati.

Sono le denunce, con dettagli al seguito tali da renderle facilmente riscontrabili, raccolte nei giorni scorsi dal deputato galatinese. Una segnalazione anonima dettagliata ha raggiunto, lo scorso 19 febbraio, la sede del Movimento 5 Stelle di Galatina.

Il tutto nella consapevolezza che il portavoce, dal 2019, ha sposato la battaglia per lo sgombero degli alloggi popolari occupati abusivamente in tutto il Salento (alla data del 13 settembre 2021 i dati in possesso rivelano che ci sono ben 356 occupazioni sine titulo e 331 pratiche di decadenza). Numeri preoccupanti quelli che, da tre anni a questa parte Donno ha raccolto tramite richieste di accesso agli atti avanzate ad Arca Sud Salento. Richieste al quale l'ente ha sempre prontamente risposto.

Nell'esposto anonimo, per il quale il deputato salentino, nelle scorse ore, ha già interessato il prefetto tramite apposita missiva, compare un lungo e dettagliato elenco di alloggi insistenti sul territorio di Galatina occupati senza titolo, abbandonati dagli assegnatari e finanche subaffittati a terzi.

“Un caso, in particolare, è da guinness dei primati” riferisce Donno, “si tratta di una casa in via Rieti. Sarebbe disabitata da più di un decennio, dacché gli assegnatari si sarebbero trasferiti in un'abitazione sita in una frazione di Galatina. Un caso quasi analogo vi sarebbe in via Vernaleone”. Due invece i casi di subaffitto riportati nella lettera-denuncia recapitata al M5S. Atri tre immobili risulterebbero poi vuoti, con il rispettivo assegnatario che vive altrove.

Lettera al prefetto ed esposto in procura

Nella lettera inviata da Donno al prefetto Maria Rosa Trio, al Comune di Galatina e al comando di polizia locale, oltre che ad Arca Sud Salento, si legge testualmente: “Alla luce di quanto segnalato, seppur in forma del tutto anonima e, unitamente al dato emerso a seguito di una ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente alle occupazioni abusive delle abitazioni popolari di tutti i comuni della provincia di Lecce con decorrenza dall’anno 2009 si ritiene doveroso richiedere un intervento da parte delle autorità competenti, al fine di verificare innanzitutto se queste segnalazioni siano veritiere ed, in secondo luogo, ove lo fossero, predisporre tutte le procedure volte a ripristinare la legalità e consentire così la riassegnazione degli alloggi inutilizzati ed occupati in assenza di titolo a chi ne avrebbe diritto”.

“Sono inoltre certo che questi casi, non siano gli unici” scrive ancora Donno, “da ultimo, si evidenza che lo scrivente, in data 9 gennaio 2021, aveva sollecitato tutte le amministrazioni locali, tra cui anche il Comune di Galatina, a predisporre gli opportuni accertamenti in merito al numero elevato di occupazioni abusive e decadenze nei singoli territori, chiedendo contezza del numero preciso di immobili occupati sine titulo e delle procedure di decadenza. Richiesta, questa, rimasta inevasa”.

“Nonostante i ripetuti solleciti del sottoscritto” rincara la dose Donno, “emerge con evidenza la mancata concreta esecuzione delle attività di sgombero degli immobili abusivamente occupati o, ancor prima, la mancata segnalazione di queste occupazioni da parte degli enti locali, anche in violazione delle norme statali e delle disposizioni impartite dal ministero dell’Interno”.

“La condotta omissiva posta in essere dalle amministrazioni locali” precisa il parlamentare, “ben potrebbe configurare l’ipotesi di rifiuto d’atti d’ufficio penalmente rilevante. D’altra parte le mancate verifiche non consentono di perseguire coloro i quali si sono resi responsabili dell’occupazione abusiva, punita dall’articolo 633 del codice penale. Come sempre, confermo la mia disponibilità ad affiancare i sindaci e le amministrazioni tutte, lavorando insieme a loro per ripristinare la legalità. Non c'è più tempo da perdere, la situazione è inaccettabile”.

Partendo da queste premesse il deputato ha preannunciato anche un ulteriore esposto in procura, che sarà depositato nelle prossime ore.

“La trasparenza, l’attenzione sempre alta e il monitoraggio costante del rispetto della legge” sottolinea in chiusura Donno, “sono fondamentali per garantire giustizia e fugare ogni dubbio. Ci sono altre segnalazioni ricevute negli ultimi giorni e che interessano altri immobili in tutta la provincia. Farò tutto ciò che è in mio potere per contribuire alla soluzione di questa problematica e, di conseguenza, al ripristino della legalità. In quest’ultimo anno la pandemia ha inferto un duro colpo alle famiglie e nessuno intende lasciare per strada la povera gente”.

“Analizzare caso per caso, di concerto con i Servizi sociali di ogni amministrazione, è più che giusto e doveroso. Ma bisogna anche ammettere che non può essere questa l’unica giustificazione ad un immobilismo amministrativo che, negli anni, è diventato terreno fertile per alimentare ingiustizie, soprusi, piani criminali, trasformandosi anche in terreno fertile per campagne elettorali sulla pelle di chi ha bisogno. Ripristinare la giustizia” chiosa il deputato, “non significa di certo fare di tutta l’erba un fascio. Ma far rispettare dei criteri fissati per legge, questo sì. Una legge uguale per tutti e che, se rispettata, ripristinerebbe realmente un equilibrio sociale. Senza sotterfugi, raggiri o azioni di forza”.

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