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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Aumentano i reati minorili, il pg Maruccia: “La questione riguarda tutti”

L’intervento del procuratore generale, oggi, alla cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Aggressività e violenza tra i giovani, sono sintomo di una profonda crisi educativa oltre che di profondo disagio economico, sociale e familiare”. Affrontato anche il nodo intercettazioni

LECCE - Nell’ultimo anno, a Lecce, c’è stata un’impennata dei reati commessi da minori: il numero dei procedimenti è stato di 383 a fronte dei 354 del periodo precedente.

A rendere noto il dato è stato il procuratore generale Antonio Maruccia, questa mattina, durante il suo intervento in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, sulla scorta della segnalazione giunta dalla procuratrice presso il tribunale per i minorenni Simona Filoni, di condotte oppositive e violente tra i più giovani, in ambito penale, e segni di grande sofferenza, disagio e scollamento dalla realtà, in ambito civile.

In particolare, sono aumentati i reati consumati con violenza alla persona, sia dal singolo che dal gruppo (le cosiddette baby gang), spesso per futili motivi o in assenza di movente, originati piuttosto da frustrazioni, fallimenti e volontà di opporsi alle regole e al sistema.

Il pg ha spiegato come questo tipo di criminalità sia connotata da aggressività, dall’indifferenza e, comunque, da indiscriminata violenza, e che tali condotte siano sintomo di una profonda crisi educativa oltre che di profondo disagio economico, sociale e familiare, che determinano situazioni di pregiudizio per i minori spesso indotti a considerare assolutamente “normali” attività gravemente illecite.

Secondo il procuratore, si pone dunque, nel nostro territorio, una vera e propria questione minorile che non andrebbe affrontata solo dagli specialisti, quali educatori, insegnanti, giudici minorili, perché non basterebbe: “La questione minorile è questione generale che riguarda anzitutto i doveri di cittadinanza di ciascuno”.

“Nello specifico, il rapporto tra devianza minorile e criminalità organizzata rischia di assumere carattere strutturale sicché a tutte le istituzioni è richiesta una maggiore capacità di ascolto e di intervento, per rispettare la promessa dell’art. 31 della  Costituzione, secondo cui “La Repubblica protegge la gioventù”, ha concluso il numero uno della procura generale.

Traffico e spaccio di droga, restano il core business dei clan

Quanto agli altri reati, traffico e spaccio di stupefacenti continuano a costituire il core business dei clan, ma si è ridotto il fenomeno del trasporto di droga tramite gommoni dall’Albania.

Il magistrato ha rilevato come nell'ultimo anno ci sia stato un consolidamento dei gruppi criminali organizzati, che appaiono sempre più aver assunto i caratteri di una mafia “matura” che non ricorre a fatti eclatanti e omicidi per imporsi sul territorio. Anche le forme di criminalità comune hanno registrato un aumento mentre per i reati contro la pubblica amministrazione sono state ottenute dalla Procura diverse misure cautelari convalidate dal Tribunale del riesame.

Stando all'analisi del pg, molta preoccupazione destano il traffico di rifiuti nella provincia di Lecce e la diffusione dei cellulari nei penitenziari.

Rispetto agli omicidi maturati in contesti diversi da quello mafioso sono stati tutti rapidamente accertati dalle indagini: “Penso dalla tragica morte dei due giovani Daniele De Santis e Eleonora Manta, all'omicidio del maresciallo dei Carabinieri Silvano Nestola a Copertino, a quello di Donato Montinaro, il falegname di Castrì”.

Le intercettazioni, il pg Maruccia: “Mai ricevuto doglianze per uso improprio”

“I dati della realtà criminale del nostro distretto confermano la loro indispensabilità nell’attuale estensione applicativa”, ha dichiarato il pg Maruccia in merito all’uso delle intercettazioni, ritenendo che la recente riforma Orlando costituisca un buon punto di equilibrio tra le esigenze delle investigazioni, il diritto alla privacy e la libertà di informazione.

“I presupposti per disporre le intercettazioni e per tutelare i terzi sono oggi particolarmente stringenti. Gli ascolti che riguardano fatti e persone estranei alle imputazioni sono inseriti in un archivio riservato con divieto assoluto di trascrizione. Tutti gli uffici requirenti del Distretto hanno adeguato le strutture fisiche e informatiche e garantiscono la segretezza dei contenuti dell’archivio riservato. D’altra parte la legge è entrata in vigore nel 2020 e si applica ai procedimenti penali iscritti dopo il 31 agosto 2020, dunque non ci sono elementi per affermare che quella riforma abbia fallito”, ha aggiunto, sottolineando che in caso di violazioni, andrebbero perseguiti i responsabili, sul piano penale e disciplinare, e che per una o più eccezioni, non andrebbe cambiata la regola. Per il pg è dunque poco ragionevole cambiare una legge prima di averla sperimentata  e senza averne valutato gli effetti.

“Ma è il legislatore a dover indicare le soluzioni. Nostro dovere è interpretare e applicare le regole. Come Procuratore Generale di questo distretto posso però affermare che non sono state segnalate violazioni del segreto e non ho mai ricevuto, in questi anni, lamentele di cittadini estranei alle indagini per pubblicazioni indebite o uso improprio delle intercettazioni”, ha concluso.

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