La città “guarisce” dalla paura: la parabola discendente del caso Coronavirus

Raccogliendo pareri e considerazioni dei passanti, nel centro di Lecce, la sensazione è che il tema vada in direzione di una inflazione: e questo nonostante, appena poche ore addietro, i primi casi di contagio in Puglia

Un cittadino asiatico durante le interviste in centro.

LECCE – Comincia, o così sembrerebbe, la parabola discendente del caso Coronavirus. Almeno da un punto di vista mediatico e della percezione comune, gli animi sembrano via via rasserenarsi  e l’allarme sgonfiarsi. Nelle vie del centro di Lecce nessuna mascherina sostenuta da elastici sui volti dei passanti. Tanti passanti (vista la temperatura primaverile di questa mattina).  Zhang (nome di fantasia, ndr) è una cittadina di origini cinesi che gestisce uno dei negozi a ridosso del centro di Lecce.

“La Cina del sud è tornata alla normalità, presto lo faranno anche le scuole”. Quando le abbiamo posto alcune domande, il suo locale era già chiuso alla clientela.  “Tanto in questi giorni è sempre vuoto”, dichiara la giovane asiatica. “Pensi di essere stata vittima di episodi di razzismo? Di qualche retropensiero di questo genere? Hai colto degli atteggiamenti discriminatori da parte dei cittadini del luogo?”. “Nessuna offesa, ma la prudenza te la fanno capire in un altro modo: non venendo più al negozio. Tanti miei connazionali hanno chiuso le attività in questi giorni, aspettando che ritorni la normalità”, racconta anche nel video che potete visionare qui.

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Eppure, per le vie del centro, neppure l’ombra del deserto tanto annunciato. Diversi i turisti con cartine in mano, trolley e disposti a farsi intervistare: come un uomo tailandese, una donna di nazionalità spagnola o zio e nipote provenienti da Canada e Milano. Nulla ha bloccato di fatto una vacanza programmata da tempo. Semmai qualcuno sta aspettando che passi l’influenza per pensare alla prossima meta, ma nulla che lasci pensare a un condizionamento della propria vita nel lungo periodo. Neppure i primi casi di contagio, tanto temuti, che ormai hanno raggiunto la Puglia, sembrano aver modificato le radicali abitudini di ognuno di noi. Questa, quanto meno, la fotografia emersa dall'ascolto di decine e decine di cittadini a spasso.

Famiglie intere, anziani in giro a fare compere, boutique regolarmente aperte: nessun paranoico look a base di mascherine o boccette di disinfettante autoprodotto. Soltanto tanta ordinarietà, qualche precauzione tra gli anziani o nei riguardi dei bimbi più piccoli. Per il resto, una grande voglia di ritorno alla normalità, dopo un mese di psicosi che ha saturato i luoghi pubblici, certamente più di quanto avrebbe fatto un normale virus.

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