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Mercoledì, 29 Maggio 2024
"Numerose le lamentele"

Invito alla visita medica e congelamento dell'assegno: raccomandate recapitate insieme

Una vicenda paradossale segnalata da Spi Cgil. La convocazione per l'accertamento dei requisiti arrivata 23 giorni dopo la data fissata, insieme alla comunicazione della sospensione dal beneficio

LECCE - Si potrebbe definire un bug di sistema, oppure una dannata complicazione che sta rendendo la vita più difficile ai beneficiari di pensioni di invalidità. 

Il sindacato dei pensionati della Cgil, lo Spi, segnala le numerose lamentale ricevute dal patronato Inca sulla sospensione provvisoria degli assegni da parte di Inps - provvedimento preliminare all'avvio della revoca - a seguito delle mancata comparizione dell'interessato alla visita di accertamento. Ma il punto è che non sembra trattarsi di assenze volontarie quanto di comunicazioni recapitate con estremo ritardo da parte di Poste Italiane.

A sostegno di questa tesi, viene citato un caso: convocazione per una visita per il 6 dicembre, con data riportata sulla lettera del 10 novembre. Un tempo congruo, si direbbe a prima vista, ma controllando il tracciamento della raccomandata si scopre che è stata presa in carico il primo dicembre (centro operativo di Fiumicino), è passata in lavorazione il giorno dopo nel centro di Bari, è arrivata nel centro di Casarano il 4 ed è tornata due giorni dopo a Bari. Il 15 risultava in lavorazione nel centro del comune di residenza del pensionato, al quale è stata poi consegnata il 29 dicembre: un mese e mezzo dopo la sua redazione e 23 giorni dopo la data fissata per la visita. Già il 7 dicembre il direttore provinciale di Inps ha firmato la lettera di sospensione che è stata recapitata al cittadino in questione proprio il 29 dicembre, contemporaneamente alla lettera di convocazione per la visita. 

“Stiamo ricevendo moltissime lamentele - ha spiegato il segretario provinciale dello Spi Lecce, Gioacchino Marsano -. Bisogna tenere presente che sono sottoposti ad accertamento periodico non solo gli invalidi civili, ma anche i beneficiari della legge 104, alcuni beneficiari di assegni ordinari, chi gode dell’accompagnamento. A noi non interessa di chi sia la colpa della ritardata convocazione: di sicuro non possono essere pensionate e pensionati ad essere penalizzati. L’Inps potrebbe organizzare meglio il meccanismo delle convocazioni, inviando gli inviti con maggiore anticipo”.

Fernanda Cosi, segretaria generale dello Spi Lecce, ha aggiunto: “l’Inps deve avvisare pensionate e pensionati con un congruo anticipo e prima di sospendere o peggio revocare una prestazione deve assicurarsi che l’utente abbia ricevuto la comunicazione. Né è pensabile, davanti a una platea di persone fragili e spesso non in condizioni di utilizzare computer ed internet, nascondersi dietro l’alibi della tecnologia, rispondendo alle persone che si lamentano che ormai è tutto telematico. Ci sono famiglie intere che si mantengono anche grazie a questi sussidi: sospenderli significa complicare loro la vita. Ed è inaccettabile”.

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