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L'esplosione a Beirut (foto Ansa@)

L'esplosione a Beirut (foto Ansa@)

L’ex sindaco e la figlia nell’inferno di Beirut: “Stiamo bene, ma è stato un miracolo”

Anche l’ex deputato e primo cittadino di Specchia, Antonio Lia e la figlia Veronica hanno vissuto momenti di terrore. La ragazza e il compagno libanese feriti e scampati all’esplosione. Già dimessi dall’ospedale

BEIRUT - “Sia io che mia figlia stiamo bene, la paura e lo sconcerto è stato indescrivibile. Il ragazzo di Veronica uscirà tra qualche ora dall’ospedale, sono entrambi molto provati per l’accaduto e direi vivi per miracolo. Dopo l’esplosione si sono precipitati fuori casa, abitano non distanti dalla zona del porto e nella corsa sono stati colpiti dalle schegge impazzite, detriti di auto e materiale sventrato. Io ero in un’altra zona fuori città e dopo essere stato avvisato e arrivato in ospedale ho visto tanta sofferenza e appreso di centinaia di persone morte e migliaia ferite. Una vera strage. Noi comunque stiamo abbastanza bene, ci teniamo a tranquillizzare i nostri conterranei, ma quello che si vede qui sembra il doloroso report da un fronte di guerra”.

Il racconto breve e flebile, come nel suo stile, di Antonio Lia, ex deputato e sindaco di Specchia, fotografa solo in sintesi la catastrofe seguita alla doppia esplosione di martedì avvenuta nella zona portuale della capitale libanese. Oltre al caporal maggiore dell'Esercito, Roberto Caldarulo, 40enne di Bitonto, assegnato ai servizi logistici di trasporto per le missioni all'estero per il "Battaglione Gestione Transito”, c’è un’altra pugliese, e precisamente salentina, di Specchia, nel corposo elenco delle persone rimaste ferite in seguito all’esplosione che ha devastato la città di Beirut seminando morte e distruzione. E’ la 31enne Veronica Lia, figlia del politico salentino e stimato sindaco di Specchia, Antonio Lia. Anche l’ex primo cittadino si trovava in questi giorni in Libano dove si era recato proprio per far visita alla figlia, ma al momento dello scoppio devastante si trovava fortunatamente in una residenza rurale fuori dalla capitale.             

La 31enne specchiese è stata già dimessa nella giornata di ieri dall’ospedale dopo essere stata medicata: ha riportato diversi tagli e contusioni su arti e corpo e le sono stati applicati diversi punti di sutura, ma le sue condizioni sono rassicurati. Ferite più consistenti quelle riportate dal fidanzato della giovane salentina, un ragazzo libanese che ha avuto delle lesioni anche ad un tendine. Anche lui lascerà comunque l’ospedale in queste ore. Entrambi possono ritenersi dei miracolati: vivono in un'abitazione, nelle vicinanze della zona del porto, che è stata teatro delle cruente esplosioni. L’ex sindaco Antonio Lia si tratterà ancora in Libano sino alla fine di Agosto ed ha comunque inteso rassicurare anche tutti i familiari e concittadini di Specchia e del Salento sulle buone condizioni di salute personali e della giovane coppia.

Il Comune di Specchia, con il sindaco dimissionario Alessandra Martinucci e i consiglieri, sono stati tra i primi a confermare la notizia nella serata di ieri esprimendo in un post la massima solidarietà alla popolazione libanesi e ai concittadini coinvolti: “L’amministrazione comunale tutta dedica un pensiero a tutte le vittime che ieri sono state colpite dall’esplosione di Beirut”, si legge sul profilo facebook del Comune, “ci sentiamo particolarmente e profondamente vicini ai nostri concittadini specchiesi che hanno vissuto da vicino questo dramma perché presenti in Libano. Un caloroso in bocca al lupo di pronta guarigione alla nostra concittadina rimasta ferita. Il sindaco e tutti i consiglieri comunali”.

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