Giovedì, 17 Giugno 2021
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"L'Italia si cura con il lavoro": Cgil, Cisl e Uil festeggiano il 1° maggio

La ricetta contro la crisi scatenata dalla pandemia: nuovi modelli organizzativi, Pnrr e lavoro. Nel Salento sono 5mila i posti a rischio. I sindacati lanciano l'allarme rosso per giovani, donne e precari

In foto: i tre segretari locali di Cgil, Cisl e Uil

LECCE – Il Paese, piegato dalla pandemia, può ripartire in sicurezza. La sua cura sarà il lavoro. Parola di Cgil, Cisl e Uil che anche quest'anno festeggeranno il 1° maggio in differita.

Nel Salento i tre segretari confederali Valentina Fragassi (Cgil), Ada Chirizzi (Cisl) e Salvatore Giannetto (Uil) lanceranno i loro messaggi usando i mass media, dovendo rinunciare alle consuete manifestazioni in piazza per ovvie ragioni.

Lo slogan di quest’anno racchiude il senso della grave crisi economica, scatenata dalla pandemia, che ha investito imprese, dipendenti, lavoratori autonomi e precari. In pochi si sono “salvati” dalle conseguenze del covid-19 e i numeri parlando da sé.

In provincia di Lecce entro la fine dell'anno si stima una perdita di quasi 5mila posti di lavoro, calcolati sulla base della poderosa richiesta di ricorso alla cassa integrazione.

L'Inps ha reso noti i dati aggiornati al gennaio 2021: 10mila sono le domande di Cig (6mila 775 a Lecce e 4mila e 18 a Casarano), cui si aggiungono oltre 14mila richieste di Cigo in deroga (7mila 414 a Lecce e 7mila e 27 a Casarano), 10 mila e 800 le domande di Cigd regionale e più di 6mila e 300 domande di Fondo d’integrazione salariale.

A ciò si aggiunge la grande preoccupazione che, se il blocco dei licenziamenti non sarà prorogato, si andrà incontro ad “un'inevitabile catastrofe”.

A pagare il conto più salato sono senz’altro i giovani e le donne, che già da prima faticavano a trovare stabilità.

Basti pensare che nel Salento si contano 190mila disoccupati, la metà dei quali sono ragazzi dai 18 ai 35 anni. Il tasso di disoccupazione femminile è addirittura pari al 60 percento.

“Per questo è importante che, a livello regionale, si lavori da subito per utilizzare al meglio i fondi europei del piano Next Generation Eu, investendo le risorse in progetti mirati a far ripartire l’economia e l'occupazione”, dicono Fragassi, Chirizzi e Giannetto.  

Cgil, Cisl e Uil sono anche consapevoli della necessità di fare i conti con un mondo del lavoro che sta rapidamente cambiando in seguito all'introduzione dello smart working: “Non dobbiamo avere paura: è nostro compito predisporre migliori condizioni di lavoro, riportare ad esempio nell’alveo della contrattazione nazionale la regolamentazione del lavoro a distanza e normando il diritto alla disconnessione”.

Ricapitolando, vaccinazione di massa, rispetto dei nuovi protocolli covid19 e utilizzo delle risorse rivenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresentano, per i sindacalisti, le condizioni per la ripartenza del Paese e del Mezzogiorno.

“Il Salento deve fare la propria parte e predisporsi al cambiamento, ricostruendo un sistema territoriale basato sulle interdipendenze fra i sistemi produttivi locali, le reti infrastrutturali, l’efficienza della pubblica amministrazione, del sistema sanitario e dell'istruzione”, hanno concluso i tre segretari confederali.

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