La Città Bella piange la morte del cigno adagiato sullo scoglio preferito

Da oltre tre anni l’esemplare di cigno reale si era stabilito lungo la costa tra Gallipoli e Santa Caterina diventando un vero simbolo di attrazione. La morte da attribuire a cause naturali

GALLIPOLI - Si è adagiato mestamente, a pelo d’acqua, sullo scoglio delle “Uccolette” nel suo luogo prediletto nel quale spesso e volentieri si soffermava per abbeverarsi e ingurgitare un po’ di cibo dispensato amorevolmente anche dal personale dell’antico ristorante panoramico della città bella. Nelle scorse ore è stato rivenuto, privo di vita, l’ormai famoso cigno che da oltre tre anni a questa parte era diventato la mascotte della riviera ionica e un simbolo di attrazione anche turistica per le località costiere di Gallipoli e Nardò in particolare.

Era proprio nello specchio d’acqua tra il Seno del Canneto e il porto, dalla Purità al litorale sud verso Punta Pizzo, e poi in risalita verso la baia e il porticciolo di Santa Caterina, che il cigno “Gigi” (o Lucigno, come veniva comunemente identificato dai residenti e nelle didascalie delle immagini postate sui profili social o pubblicate dalle testate on line tra cui Lecceprima.it) trascorreva, negli ultimi anni, le sue giornate, navigando in simbiosi con l’ecosistema marino e respirando l’aria salmastra della distesa di mare nella quale aveva deciso autonomamente d’insediare la sua nuova casa. Correva l’anno 2017 quando, dopo essere fuggito da una villa privata, l’esemplare di cigno reale, ferito ad una zampa, era stato avvistato per la prima volta nel mare di Gallipoli e a nulla erano valsi i tentativi di recuperarlo nonostante si temesse per la sua incolumità.

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In tutti questi anni “Gigi”, come molti suo simili, ha dimostrato di non avere remore ad adattarsi ad ambienti marini e salmastri, pur non essendo quello il suo habitat naturale prediletto e da buon gustaio, quale ha dimostrato di essere nel suo peregrinare costiero, aveva scelto la zona alle falde del noto ristorante Marechiaro quale sua residenza preferita. Proprio lì, su quegli scogli affioranti è stato ritrovato il suo corpo piumato. Come se avesse scelto volutamente quel posto quale giaciglio per il suo ultimo viaggio proprio nel giorno del 50esimo anniversario della Giornata mondiale della Terra. Sono stati i titolari del ristorante gallipolino a diffondere la notizia della morte dell’inarrestabile cigno e ad avvisare le autorità sanitarie competenti per il recupero e per l’accertamento delle cause del decesso dell’animale (al momento si propende per cause naturali) a cui tutti erano teneramente affezionati.              

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