La consacrazione delle vedove alla castità: l'Ordo viduarum nella diocesi di Ugento

Domani il vescovo Vito Angiuli consacrerà all'Ordine delle vedove Valeria Piccinni. Il rito fu istituito nella diocesi il 9 marzo 2016

Foto di repertorio: il vescovo Vito Angiuli

UGENTO - L’Ordo viduarum e il fascino della vedovanza consacrata. Nella Cattedrale Maria Santissima Assunta di Ugento, domenica 29 dicembre alle 17.30, il vescovo Vito Angiuli celebrerà la consacrazione di Valeria Piccinni all’Ordo viduarum, cioè all’Ordine costituito da donne che decidono di permanere per sempre nella condizione vedovile.

Durante questa antica funzione, le vedove vengono benedette per aderire ad una forma di vita nella quale vivere la consacrazione battesimale attraverso la promessa di vivere la castità. Prima di essere consacrate viene proposto alle vedove un percorso di discernimento che dura non meno di due anni e, dopo la consacrazione, la vedova viene iscritta all’Albo diocesano.

L’Ordo Viduarum fu istituito nella diocesi di Ugento il 9 marzo 2016 dal vescovo che volle inaugurare così “un’esperienza tutta particolare e, per certi versi, unica nella diocesi, con  la consapevolezza che nella Chiesa le vedove costituiscono un particolare stato di vita con la specificità dei doni e le caratteristiche proprie della missione”. In realtà, la presenza della vedovanza consacrata in diocesi risale all’anno precedente.

Nel 2015, infatti, a Bari, era stata consacrata Marilena De Pietro, giovane vedova di Salvatore D’Amico, morto a causa di un incidente stradale appena un mese dopo il matrimonio. Ora la diocesi ugentina accoglierà nell’Ordine Valeria Piccinni, vedova di Bruno Primiceri, madre di quattro figli e nonna di sette nipoti.

“Si può contemplare la definitività di un amore da annunciare al mondo di oggi, con il sapore dell’eternità – ha spiegato Marilena De Pietro –. Si tratta di una testimonianza forte di fiducia nel Cristo Risorto. In un momento in cui la famiglia sta vivendo una grande trasformazione, l’esempio di fedeltà coniugale di una vedova consacrata diventa un segno pieno di significato per tutti”.

“La vita della vedova consacrata è scandita dalla preghiera – ha aggiunto -. Una preghiera vissuta in unione con tutta la Chiesa attraverso la liturgia delle ore, i tempi dedicati alla meditazione, alla celebrazione eucaristica, all’adorazione e ad ogni altro evento ecclesiale rilevante”.

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