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“La fine dell’acqua”: Corraro investiga il rapporto fra uomo e natura

In gara al Premio Comisso 2022, il lucano Vincenzo Corraro e la sua raccolta di racconti La fine dell’acqua (Les Flâneurs) oggi su Terza Pagina

La fine dell’acqua (Les Flâneurs, Collana Natura) di Vincenzo Corraro è una raccolta di quattordici racconti divisi in quattro sezioni: “Margini”, “Carattere”, “Mutazione” e “Fuori dal tempo, dalla vita organizzata”, ognuna delle quali investiga il rapporto tra natura e uomo.

In “Margini” l’autore pone l’accento sul rapporto tra uomo e paesaggio come pura osservazione: il lettore si ritrova al centro di un paesaggio ben definito, quello lucano, e osserva il contesto montano e isolato in compagnia dei personaggi dei racconti.

Con la seconda sezione intitolata “Carattere”, il protagonista diventa il paesaggio del mondo del lavoro, della socialità, del modo di vivere; “Mutazione” invece è dedicata alla trasformazione della natura, a tutti i cambiamenti del paesaggio a causa dei processi indotti dall’uomo.

“Fuori dal tempo, dalla vita organizzata” parla dello spaesamento dell’uomo che non riesce a imprimere progetti benefici sulla natura, di uno spaesamento interiore generato da paesaggi spopolati e inospitali.

Quello di Corraro è un contatto, quasi una dolce collisione emotiva, tra l’ambiente naturale collocato ai margini di un sud selvaggio; una natura che genera smarrimento nell’uomo ormai consapevole dell’impossibilità o inutilità di poter cambiare le cose, se non la sua stessa visione.

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L’unica via di uscita per affrontare ciò che deriva da questo spaesamento infatti è il recupero dell’interiorità, l’emersione e il fluire dei ricordi dell’infanzia, dei processi assoluti dell’animo umano, dei sentimenti.

La raccolta poggia su un accurato processo di ricerca e l’autore affronta la narrazione breve, impervia come i paesaggi che esplora, con grande cura stilistica e lessicale, seguendo un fil vert che lega i racconti tra loro, e inserendo elementi evocativi del passato.

Alcuni racconti potremmo definirli politici perché sono dei veri e propri atti di denuncia fondati sull’amarezza delle cose che si osservano: il caporalato, lo sviluppo sbagliato, lo spopolamento. Forse l’esperienza pregressa di Corraro come sindaco di Viggianello ha sublimato la caratteristica del grande osservatore che cerca di fare suoi i problemi, di comprenderli per poter proporre delle soluzioni. Nell’osservazione fa dunque critica, racconta la contingenza e crea spunti per variarla; la sua è una narrazione che ha un fine sociale e interattivo con il lettore, ed è lì che trova la sua compiutezza.

La Fine dell’acqua è una raccolta di quattordici ritratti orografici di matrice escapista che sintonizzano i paesaggi con gli stati d’animo dei protagonisti; sono racconti dal ritmo cadenzato di un passo senza tempo in cui l’autore fa astrazione dalle coordinate temporali e genera una sorta di mappa del contesto che li rende atemporali, grazie anche all’universalità delle tematiche trattate.

[…] il tempo non si misura in giorni, in mesi o in anni, ma è dato dall’intensità delle circostanze, da ciò che la vita non ci ha lasciato trascurare, convinti che esso lascia all’ironia e al disincanto, che teniamo dentro come riserva, il coraggio di affrontare il resto dell’esistenza, la trafila delle seccature nella tentazione tutta umana di dover cedere alle parole o alle certezze degli altri e di riceverne in cambio, quando va bene, ingratitudine e processi sommari. […] se un anno di lavoro non vale niente perché niente accade, se non ha alcun senso giudicare la frenesia degli uomini, la loro vulnerabilità, niente è più impagabile del piacere infinito che dà lo sguardo indagatore e rasserenato sotto l’orizzonte basso di quelle montagne. (p. 40)

Ne La Fine dell’acqua di Corraro spiccano rigore, ricercatezza e raffinatezza stilistica e il linguaggio personale, elegante e concretamente lirico dell’autore coinvolge il lettore con immediatezza.

Accanto alla copertina del libro, l’opera Wings di Annamaria Amabile (2014).

Vincenzo Corraro vive in Basilicata, sui monti del Pollino, dov’è nato nel 1974. Di recente alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste online CrapulaClub, Nazione Indiana, Zest Letteratura Sostenibile, Quaerere, Salmace. Tra le sue precedenti pubblicazioni Dimmi che c’entra la felicità (Ensemble) con Margi De Filpo.

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