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La Fontanella a rischio chiusura? I dipendenti fanno il bis della protesta

Nuovo sit-in davanti alla Rsa di Soleto per chiedere chiarezza sul futuro occupazionale dei 70 lavoratori. Gli ospiti sono in via di trasferimento. Cobas e Cgil puntano i piedi

SOLETO – Seconda giornata di protesta all'interno della residenza socio assistenziale di Soleto, La Fontanella, balzata agli onori delle cronache nei mesi scorsi per essere divenuta, disgraziatamente, un focolaio del Covid-19.

I dipendenti, 70 in tutto e nella maggior parte dei casi inquadrati con contratto a tempo indeterminato, temono per il futuro della Rsa e, di conseguenza, per il loro destino occupazionale. Al loro fianco si è schierato il sindacato Cobas che ricostruisce la situazione.

“La struttura attualmente ospita 13 persone che però, stando a quanto sappiamo, saranno trasferite in altre Rsa salentine. Ci chiediamo quale sarà il futuro de La Fontanella: durante l'ultimo incontro tra le parti, tenutosi in videoconferenza, si è paventata l'ipotesi di trasformarla in una struttura da destinare all'emergenza coronavirus. Ma non abbiamo alcuna certezza al riguardo, solo un progetto verbale che non offre garanzie”, spiega il segretario Giuseppe Mancarella.

Tra i lavoratori (infermieri, operatori sociosanitari, ausiliari e addetti alle pulizie e al servizio mensa) intanto cresce la preoccupazione, al punto che gli stessi hanno annunciato di voler proseguire la protesta ad oltranza. All'appello mancano anche gli ammortizzatori sociali: “Finora i dipendenti non hanno ricevuto alcun indennizzo e non sappiamo se siano state le procedure per gli ammortizzatori dovuti all'emergenza Covid, quindi per la cassa in deroga e per il Fis”, aggiunge Mancarella.

Dal punto di vista burocratico, poi, la questione è altrettanto complessa. C’è stato un avvicendamento a livello di gestione, ma tuttora vige una sospensiva dell’attività nata dopo un’ispezione ministeriale che la Regione Puglia non ha rimosso.

Secondo Cobas, nell'incertezza del momento, la soluzione passerebbe dal mantenere gli ospiti nella struttura di Soleto e salvaguardare, di riflesso, i livelli occupazionali.

Anche Cgil Lecce si sta mobilitando per chiedere ai vertici della sanità locale e regionale e al governatore Michele Emiliano di risolvere l'impasse, trasformando la Rsa di Soleto in struttura post-Covid.

In questo modo, secondo i segretari Valentina Fragassi (Cgil), Floriano Polimeno (Fp Cgil) e Fernanda Cosi (Spi Cgil) sarebbe possibile salvare decine di posti di lavoro, compreso l'indotto. E sarebbe possibile dare una risposta, in termini di offerta sanitaria, ai pazienti, anche durante la seconda ondata pandemica.

A Soleto sono infatti disponibili 104 posti letto geriatrici: utilizzarli permetterebbe il decongestionamento dei reparti di Medicina e Geriatria nei reparti degli ospedali salentini. Secondo i sindacalisti questa soluzione permetterebbe anche agli attuali pazienti, oggi vicini al trasferimento in altre sedi, ed agli operatori sanitari di mantenere un patrimonio di relazioni che altrimenti andrebbe disperso.

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