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Dal corteo di Melendugno.

Dal corteo di Melendugno.

La marcia dei mille: il fronte No Tap sfila contro le "grandi opere inutili"

Nell'ambito di una giornata nazionale di mobilitazione, ritrovo in piazza Pertini, a Melendugno, e poi in corteo fino a Masseria del Capitano, area individuata per la costruzione del terminale di ricezione

LECCE - Nel giorno dell'Immacolata, che per tradizione dà inizio al periodo natalizio, in circa mille si sono ritrovati in piazza Pertini a Melendugno per la manifestazione "Io l'otto" che si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale contro le "grandi opere inutili": tra queste, naturalmente, il gasdotto Tap, ma anche Tav e Muos, stazione militare a Niscemi, in Sicilia.

Quella di oggi, del resto, è quasi una ricorrenza per il fronte No Tap: esattamente un anno addietro, era il 6 dicembre, si tenne una manifestazione in concomitanza con lo sciopero dei commercianti di Melendugno, che registrò un'adesione molto alta e un numero di presenze sicuramente maggiore. 

Il corteo odierno, sorvegliato da un servizio d'ordine interno, è partito verso le 10.30 per dirigersi verso località Masseria del Capitano dove sono in corso i lavori per il terminale di ricezione dove, con un gesto di portata simbolica, i manifestanti intendono circondare il cantitere del terminale tenendosi per mano.

Una delle preoccupazioni riguarda proprio il sito in questione per il quale il gip del Tribunale di Lecce, nell'ambito di un fascicolo di inchiesta, aveva interpellato dei periti per capire se l'iter di approvazione del progetto avrebbe dovuto essere sottoposto alla normativa Seveso sul rischio di incidenti rileventi. Gli esperti hanno risposto di no, perché il terminale non è uno stabilimento dove si produce o manipola il gas, ma una infrastruttura funzionale al trasporto.

Assente, giustificato, il sindaco Marco Potì (che ha preso qualche giorno di vacanza), presente tutta la sua giunta con in testa il vice sindaco, Simone Dima. Hanno partecipato anche amministratori dei comuni limitrofi, Vernole, Martano, Calimera, Sternatia, associazioni del territorio e studentesche, con qualche gruppetto giunto da fuori regione. Insomma, c'era il fronte che si oppone al gasdotto sin dalle prime manifestazioni, con un legame molto stretto con la comunità locale. L'indicazione di non portare simboli di partito o di movimenti politici è stata rispettata, ma non è che ci fossero grandi aspettative su quel tipo di partecipazione: nemmeno dal governo formato da M5S e Lega dopo le elezioni di marzo scorso, del resto, sono venute risposte confortanti, nonostante le ripetute promesse.

Nei prossimi giorni, intanto, Tap deciderà come procedere: l'ordinanza sindacale di interdizione di prelievo di acqua dei pozzi dal cantiere di San Basilio, dove è stato preparato il pozzo di spinta per la realizzazione del tunnel con una grande talpa meccanica, non è più in vigore e non è stata rinnovata. 

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