“Land of fire”, La Rocha feat Rifle contro la repressione in Azerbaigian

La band salentina presenta il nuovo progetto artistico-sociale “…di Rabbia e solitudine”

LECCE- E’ stato lanciato lunedì 16 marzo sulla piattaforma Youtube il video di La Rocha feat Rifle, “Land of fire”, “un brano dedicato agli artisti, ai giornalisti e attivisti in Azerbaigian che hanno deciso di non restare in silenzio davanti alle ingiustizie del regime totalitario che con l’Italia fa grossi affari” si legge nella nota stampa di La Roche feat Rifle

“Crediamo fortemente che, in un momento particolare come questo, la musica, e l’arte in generale, abbiano una funzione vitale, quella di farci sentire meno soli, regalare bellezza e riempirci di calore e di speranza- prosegue.

Per La Rocha feat Rifle la musica “ha soprattutto una funzione sociale, quella di scuotere le coscienze, di dare picconate ai muri di una società egoista che li innalza a protezione del proprio giardino, di infondere il coraggio di opporsi con le parole e i suoni alle prevaricazioni e alla repressione. È quello che hanno fatto molti artisti, giornalisti e attivisti in Azerbaigian: hanno deciso di non restare in silenzio davanti alle ingiustizie del regime totalitario che con l’Italia fa grossi affari”.

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Ed allora, ai musicisti,  “è sembrato doveroso ed estremamente naturale scrivere un brano e realizzare un video da dedicare a loro, per raccontarne le storie di ‘ordinaria’ repressione in Azerbaigian. Una dedica va rivolta anche al Movimento No Tap e a quanti lottano per l’opera inutile, dannosa e imposta che parte proprio dal paese sud caucasico. Ma noi non crediamoci assolti, anche qui il loro modello di sviluppo, che ha bisogno della repressione per imporsi, devasta territori e società per proteggere gli interessi di pochi a discapito di intere comunità”.

Il brano di La Rocha e Rifle è dedicato a Khadija Ismayilova, giornalista, Rasul Jafarov, avvocato, Babi Badalov, artista, Parviz Guluzade, rapper, Mehman Huseynov , blogger, e agli studenti scrittori  Giyas Ibrahimov e Bayram Mammadov. E a quanti lottano per i diritti umani in Azerbaijan. La regia è di Lucio Toma e i protagonisti sono Cosimo Santoro, Michele Silvestri, Silvia Giordano, Ivan Mirto, Dario Longo e Silvano Derinaldis.

Testo in Italiano

“Land Of Fire”

La nostra intimità

violata in quelle ore della notte

Mentre la città tra comode bugie dorme.

Le nostre poesie sulle loro statue grigie hanno fatto paura

A noi resta la fame, tu compri Roma e mezza Madrid.

In the Land of Fire, we believe in / Art For Democracy

Ci sta un ragazzino per le strade di Baku, non guarda Goku, Italia1 e non sogna i nunchaku / Sul suo cuscino due bicchieri ed un filo di spago per parlare con il mondo oltre il profondo di un lago / Con il naso all’insù, rivolto al cielo stellato e come il drago Grisù ha un sogno mai realizzato / Mio papà è un inviato ed anche io farò il giornalista, la mamma ha detto che è fuori per una lunga intervista / Mentre lo stato reprime, fiscale su ogni evasione, per chi ha qualcosa da dire, no libertà di espressione / C ’è chi ci prova, Ismayilova, e allora ancora cresce l’astio mentre un ragazzino sogna sulle rive del mar Caspio.

In the Land of Fire, we believe in / Art For Democracy

Mentre lo stato reprime, fiscale su ogni evasione, per chi ha qualcosa da dire, no libertà di espressione / C ’è chi ci prova, Is my lova, e allora ancora cresce l’astio mentre un ragazzino sogna sulle rive del mar Caspio.

Tra festival di luci e di canzoni

l’Europa si fa più vicina.

E noi anelli di questa catena onda da fermare.

Le nostre parole bruciavano più del sole,

le nostre parole colpivano dritto al cuore di chi,

con la forza, crede di farci tacere.

Tacere per piacere a certe schiere questo implica / Tra giochi di potere senza braciere e fiamma olimpica / Tra i roghi nel cantiere di una pseudo calma biblica / Sull’orlo di un cratere senza feudo e un’alba limpida.

La Rocha Feat. Rifle

La band salentina, al suo settimo anno di attività, ha all’attivo un repertorio di musiche e testi originali che partono dall’osservazione e dall’ascolto della realtà che ci circonda, per accrescere, attraverso il racconto, l’attenzione, la consapevolezza, il rispetto per le culture vicine e lontane.

Il gruppo presenta il nuovo lavoro discografico, un EP di 5 tracce, prodotto in collaborazione con le Edizioni Elianto di Treble Lu Professore, che ne ha curato anche la registrazione, il missaggio e la produzione artistica. Essenziale è stata la collaborazione con l’associazione Bianca Guidetti Serra, da anni impegnata nella difesa dei movimenti che lottano per la giustizia climatica e le libertà di movimento e di pensiero.

Questo nuovo progetto, pur restando ancorato al credo della musica come mezzo di denuncia ed emancipazione sociale, ha sonorità maggiormente rock e folk rispetto alle influenze punk dei progetti precedenti. Nell’album stilisticamente, si riconosce l’influsso della rinnovata Line-Up: l’ingresso di una nuova voce, Tina Minerva, le cui attitudini vanno dal jazz-manouche, al blues, al soul, e del chitarrista Marcello Greco incline al rock-blues, al rock progressivo, alla fusion e alla world music.

Ciò che ha caratterizzato questo nuovo progetto è la collaborazione con Rifle, al secolo Jerry Bramato, uno dei cantanti della crew salentina dei Resina Sonora. Artista che spazia dalla musica al teatro, la sua curiosità e voglia di fare ne fanno uno dei rapper più prolifici e stilisticamente meno inquadrati.

Il “Conscious” della band si riflette nei testi delle canzoni, le cui tematiche sono prevalentemente sociali.

Il gruppo presta, infatti, particolare attenzione agli spazi in cui si esibisce, preferendo luoghi di aggregazione sociale o eventi, scevri da sponsorizzazioni di multinazionali, rifiutando realtà non affini all’etica della band.

Per i Live La Rocha si avvale della collaborazione di Francesco “Billy” Delle Donne alla chitarra acustica, proveniente da esperienze metal , il cui strumming riporta alle radici folk della band.

Descrizione progetto “...di Rabbia e Solitudine”

Nel nuovo progetto artistico-sociale “… Di Rabbia e Solitudine”, il gruppo, attraverso i testi che sviluppa, ha l’intento di dare voce agli ultimi, agli emarginati, a chi ogni giorno s’impegna e lotta per migliorare la propria sopravvivenza e quella degli altri, a chi non si lascia annientare dalle ingiustizie e trova nella riscoperta dei luoghi, nella tutela della bellezza e nel rispetto delle diversità, il percorso possibile.

L’EP, dal titolo “...di rabbia e solitudine”, comprende 5 tracce:

1) Land of Fire, affresco sulla repressione in Azerbaijan e delle limitazioni del diritto di cronaca presenti in quel paese. Un testo ispirato dalla lotta al Tap; Land of Fire, affresco sulla repressione in Azerbaijan e delle limitazioni del diritto di cronaca presenti in quel paese. Una denuncia sul continuo calpestare i diritti umani.

Nel brano sono riconoscibili alcuni elementi di cronaca come l’incarcerazione della giornalista Islayilova o l’arresto di due giovani artisti. Il brano è inoltre dedicato agli artisti Azerbaigiani, Arte for Democracy, ai loro parenti che subiscono continue intimidazioni e alla lotta al Gasdotto Tap, opera inutile ed imposta per la quale si violano i diritti umani per chi difende la terra.

2) “La Gravità” , una “ballad” musicale tratta dalla poesia“ La gravità” dello scrittore e attore salentino Giuseppe Semeraro. Il testo spinge a riscoprire la leggerezza dell’essere, chiave di lettura che permette di affrontare ogni tematica importante con coscienza e coraggio;

3)” ...Di Rabbia e Solitudine”, brano che dà il titolo all’EP, racconta le periferie, i Sud del mondo, dove si vivono le contraddizioni più forti, la solitudine tra la gente, nei palazzi, ma anche la forza di voltare pagina, di farsi promotori del cambiamento;

4) “Michelina” è la storia di una ragazza del sud, ai margini e subordinata all’uomo, destinata dalla famiglia a vivere una vita da “perpetua” in cui servire il fratello che ha deciso di diventare prete, mettendo da parte se stessa e i propri sogni;

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5) “Abu Kaled”, racconta la vita di un bambino, fratello di un martire della prima intifada. Si canta il loro vivere quotidiano nella striscia di Gaza, tra calci al pallone, rincorse a un aquilone e piogge di bombe israeliane.

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