La via Leuca di serie B che fa spazientire commercianti e residenti

Arredi urbani distrutti, spazzatura abbandonata, vandalismo e altri problemi. Il controllo è quasi inesistente e così spadroneggia anche l'inciviltà

Quel cartello era lì da tre mesi. Sparito dopo l'articolo di oggi.

LECCE – C’è una via Leuca di serie A e una di serie B. Lo ripetono come una triste tiritera diversi commercianti di quella lunga porzione di strada cittadina che parte dalla confluenza di viale Alfieri e viale Marche e si snoda fino alle soglie del rione Castromediano di Cavallino. Spazzatura “dimenticata”, bottiglie abbandonate ovunque, feci di cani nelle aiuole, e altre aberrazioni ingrigiscono una fetta di un quartiere di Lecce che pure è operoso e vitale.

Sia chiaro, quando si parla di questa parte di via Leuca, “l’altra parte”, s’intendono anche tutte le vie limitrofe. E’ veramente come un’arteria da cui si diramano tante vene. Ma il sangue che scorre non è sempre pulito e la pazienza di molti è terminata da tempo.   

Molte le attività: è una zona viva

La riqualificazione voluta in altri tempi ha trasformato notevolmente, sul piano estetico, uno dei più importanti snodi fra il centro e quella periferia che tale non può dirsi, almeno non secondo i canoni comuni, visto che non c’è soluzione di continuità. Qui, la fine della città si mescola con l’inizio della provincia. Piuttosto, è una prosecuzione decentrata del centro (scusare il gioco di parole), ricca di attività. Salone da barba e tabaccheria, market piccoli e medi, negozi di abbigliamento e accessori per la telefonia, pizzerie (tre in un fazzoletto di marciapiedi), pasticcerie, macelleria, ortofrutta, bar, due sportelli bancari, fioraio, e molto, molto altro ancora. I più sono leccesi o comunque salentini, ma non mancano indiani e cinesi.

Riqualifazione naufragata?

E allora, quale il peccato originale? La riqualificazione, si diceva, è una delle basi di partenza. Marciapiedi rifatti secondo logiche nordeuropee a Lecce sono percepiti male. Hanno la doppia funzione, perché consentono anche di parcheggiare. Ma, dopo i lavori, anche a causa della perdita di un numero non indifferente di posti auto, il posteggio selvaggio ha iniziato a spadroneggiare. E con la strada che si è ristretta, basta un camion fermo in doppia fila (e succede ogni giorno, magari per scaricare merce) per bloccare il flusso e innalzare la soglia di pericolosità.

Questo è solo uno dei problemi di una revisione dello spazio urbano partorito, magari, con le migliori intenzioni, ma con un risultato oggettivamente deficitario. A tutto questo si aggiungono sporcizia e sciatteria. Le fotografie sono state scattate questa mattina, ma potrebbero essere di ogni giorno. Ma l’immagine che forse meglio rappresenta lo scarso controllo di tutta una zona, è quella della mattina del 18 luglio scorso, quando nel vicino Parco Tafuro molti si svegliarono ritrovando sedici palme bruciate. E nessuno merita di essere schiavo di atti di vandalismo. 

Spazzatura a tutto spiano: "germoglia" di notte

Il tasso di evasione della Tari deve poi essere obiettivamente ancora fra i più elevati della città (almeno, questa è la percezione), nonostante la battaglia intrapresa dall’amministrazione Salvemini. Non si spiegano altrimenti sacchi, sacchetti e cartoni abbandonati ogni mattina in ogni angolo. Persino sotto le autovetture. Di recente è passata anche da qui l’iniziativa “Quartieri puliti”. Pulizie straordinarie e nel contempo momento sensibilizzazione collettiva volta a mantenere lindi gli spazi comuni. Ma di strada per recuperare armonia e senso civico ce n’è ancora tanta da percorrere.

Spesso sono proprio commercianti e residenti a ripulire ciò che di notte “germoglia”. E più di qualcuno lamenta radi passaggi di spazzamento. Ma c’è di più. Dopo il rifacimento di marciapiedi e parte delle strade, non sono mai più tornati i cestini per i rifiuti. Partendo dall’angolo di via Alfieri (dove se ne trova uno) e scendendo su via Leuca verso Castromediano, per incontrarne un altro bisogna percorrere ben 400 metri (misurazione effettuata con Google Maps partendo dal civico 135 e arrivando al civico 202).    

Arredi urbani distrutti e dimenticati

Un senso di trascuratezza generale, però, non arriva solo dal pugno nell’occhio dalla spazzatura, ma anche da dimenticanze che hanno dell’incredibile. Altezza civico 199 circa, dopo un incidente che risale, a mente dei residenti, nientemeno che al 10 maggio scorso (!), un cartello che indica il parcheggio è andato lungo e disteso. Ha lasciato al suo posto una piccola voragine con pericolosi mattoni rettangolari sconnessi nei quali è facile inciampare. Un buco mai colmato. E il cartello, intanto, è stato depositato da quel giorno di tre mesi or sono sul gradino di un appartamento disabitato al piano terra. E’ ancora lì, con la sua “P” bianca su sfondo blu di traverso, ormai quasi simbolo di indolenza.

P.S.: il cartello divelto e abbandonato è stato rimosso poco dopo quest'articolo. Poi anche il resto dellaspazzatura.

Una precisazione: il proprietario di un ufficio, un agente di commercio, ha tenuto a precisare che i cartoni visibili in una foto sono stati posti da egli stesso fuori dalla porta per ben due volte. Nonostante in ferie dai primi di agosto, ha spiegato di essere rientato appositamente dal luogo di villeggiatura nel tardo pomeriggio di domenica 5 agosto per mettere fuori esclusivamente cassette conteneti cataloghi cartacei. Come noto, secondo le istruzioni della Monteco, carta e cartone vengono ritirati il lunedì mattina.

Mercoledì 8 agosto, rientrando in città per commissioni, si è accorto che le scatole non erano state ritirate. Le ha riportate dentro. Rritornato in città domenica mattina 12 agosto, ha rimesso fuori i cartoni contenenti carta (il bidone gli è stato già sottratto un paio di volte). Ha scoperto proprio dal nostro articolo del 14 che per la seconda volta la carta non era stata ritirata lunedì mattina.

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I cartoni, ha precisato ulteriormente, contenevano solo ed esclusivamente cataloghi commerciali scaduti dei prodotti. Tutte le altre carte  visibli sono state collocate da altri. Ha anche speigato che spesso trova davanti all'ingresso sacchi di spazzatura organica che evidentemente non vengono dal suo ufficio (non producendone). I cartoni sono poi stati rimossi, insieme a molta altra spazzatura, proprio dopo questo articolo. Cosa aggiungere? A suo modo, una storia nella storia che, semmai, rimarca mancanze e inefficienze subite da privati, proprietari di locali e di uffici. 

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