Lavori a Boncuri agli sgoccioli: accoglienza dei braccianti affidata alla Cri

Prefabbricati pronti a metà giugno per 150 stagionali dell'agro di Nardò. Sindacati critici sulla rete del lavoro di qualità

Foto di repertorio.

LECCE –  Entro una decina di giorni masseria Boncuri dovrebbe essere pronta ad accogliere i braccianti stagionali, impegnati nella raccolta di angurie nell'agro di Nardò.

È questa la prima novità emersa dal tavolo provinciale permanente che si è riunito questa mattina in videoconferenza. Vi hanno partecipato il viceprefetto vicario Guido Aprea, i rappresentanti del Comune di Nardò, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Inps, Centri per l’impiego, Asl, Ispettorato del lavoro, le parti datoriali e le organizzazioni sindacali.

Lo scopo era quello di organizzare l’accoglienza degli operatori agricoli a quali sono riservati 150 posti nei prefabbricati di Boncuri, gestiti dalla Croce Rossa Italiana. Questo secondo quanto riferito dai sindacati, mentre Cri ha inviato una breve nota nella quale specifica che "ad oggi, non ha in gestione alcun modulo prefabbricato o risulta assegnataria di alcun servizio in merito".

Sono già stati avviati i lavori per l'installazione delle casette e il sindaco Pippi Mellone ha spiegato che tutto dovrebbe essere pronto a metà giugno. Dal punto di vista dei controlli medici, tutto rimane invariato rispetto ai protocolli già applicati nelle stagioni precedenti, con l'aggiunta, però, dei test sierologici rapidi per evitare il contagio da Covid-19.

Il dirigente dello Spesal, Giovanni De Filippis, ha spiegato che sarà presente un presidio medico all’interno della struttura e sta valutando l’ipotesi di avvalersi di una struttura di proprietà alla Diocesi di Nardò per gestire eventuali casi di isolamento. Resta da sciogliere il nodo del trasporto dei braccianti sui campi agricoli: la Regione Puglia ha detto di aver pubblicato due bandi, con manifestazione di interesse, per il noleggio delle biciclette e il trasporto su minivan.

Anche quest'anno le parti si sono date da fare per dare slancio alla rete del lavoro agricolo di qualità istituita con la legge 199 del 2016: uno strumento efficace per controllare le assunzioni dei lavoratori e togliere spazi di manovra alla criminalità organizzata.

Il direttore dell’Inps di Lecce, Marcello Amodio ha rassicurato imprese e associazioni datoriali sulla prosecuzione di questo percorso. Il numero uno dell’Inps ha anche spiegato come l’accesso alla rete sia possibile anche per quelle aziende che non sono in regola con i contributi, ma intenzionate comunque a sanare la propria posizione.

Le preoccupazioni di Cgil, Cisl e Uil

“Su questo punto e sulla previsione dei braccianti da impiegare quest’anno purtroppo le associazioni datoriali non si sono espresse ufficialmente – ha commentato Monica Accogli della Flai -. Certo, abbiamo appreso da altre fonti che secondo alcune associazioni datoriali i parametri per accedere alla rete sarebbero penalizzanti. C’è da restare perplessi quando si legge che per qualcuno questo non sia il momento per parlare di lavoro di qualità, che altro non significa se non riconoscimento ai lavoratori di diritti e salari dignitosi e sottrazione degli stessi braccianti dalle logiche del caporalato. Ringrazio il direttore dell’Inps, che ha tolto alle imprese un alibi pesante”.
 
“Buon lavoro quello del  tavolo interistituzionale prefettizio sui lavoratori migranti. Ora occorre concentrarsi sugli aspetti relativi l’intermediazione al lavoro e la regolarizzazione dei lavoratori, migranti e non, impegnati in agricoltura – hanno aggiunto Ada Chirizzi e Gianluigi Visconti di Cisl Lecce e Fai Cisl -. Urge una quantificazione del numero di migranti da impegnare o già impegnati nella campagna 2020. I recenti  dati relativi alla rete devono inoltre indurre ad una comune riflessione e ad una sinergica azione, ad ogni livello, poiché tanto lavoro resta da fare”.

Apprezzamento per il lavoro della prefettura è stato espresso anche dal segretario di Uila Lecce, Mauro Fioretti e dal segretario generale della Uil, Salvatore Giannetto.

“Dal punto di vista della logistica e della sicurezza dei lavoratori, possiamo dire che il lavoro è ormai in fase avanzata e questo ci conforta, anche se dalle associazioni datoriali non abbiamo avuto ancora alcun cenno rispetto al numero di braccianti che quest’anno saranno impiegati”, hanno dichiarato i due.
 
"Riguardo all'attivazione della rete per il lavoro agricolo di qualità, esprimiamo però preoccupazione rispetto alle dichiarazioni rilasciate delle associazioni datoriali poiché riteniamo indispensabile che le aziende aderiscano in massa – ha aggiunto Fioretti -. Per la Uila di Lecce è necessario dare ulteriori incentivi alle aziende, anche attraverso l’elaborazione di un marchio di qualità che sia spendibile a livello commerciale per chi aderisce alla Rete. Siamo sicuramente sulla strada giusta ma dobbiamo fare in fretta e rendere operative quanto prima queste proposte”.

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