Lunedì, 26 Luglio 2021
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Addio a Pino Cordella, il maestro sartore artista del vestire elegante

Continuatore di un'antica tradizione, aveva 82 anni. Estroso e geniale, ha realizzato le casule di due papi, abiti per film e portato per la prima volta il seno in passerella nel lontano 1984, stupendo tutti

LECCE – Geniale, fantasioso, anticipatore di stili, raffinato anche nella provocazione, come quando stupì la critica con il suo nude look di coppia nel 2003, a Treviso, durante la 30esima Biennale mondiale dei maestri sarti. Continuatore di un’antica generazione di sarti, fondata nel 1783 da Leonardo Cordella, e nel contempo innovatore puro, Pino Cordella se n’è andato in silenzio, a 82 anni, all’alba di oggi, nella sua abitazione di via Foscarini, a Lecce.

Quella di Pino Cordella, che ha portato con orgoglio il nome di Lecce in giro per il mondo, è una scomparsa che addolora per molti motivi. Perché amava i giovani ed era un punto di riferimento prezioso per quanti, armati di creatività, cercano di ritagliarsi uno spazio nel mondo della moda, e non solo: i suoi consigli erano preziosi per tutti, la sua verve in grado di infondere ottimismo e fiducia nelle proprie possibilità. E perché, chi aveva la fortuna di conoscerlo da vicino, non poteva che ammirarne la carica umana, i valori morali, l’estrema disponibilità e l’eleganza.

La famiglia era il perno attorno al quale ruotava tutto il suo mondo. Con la moglie Anna Rita sempre accanto, accoglieva ogni volta nell’estroso atelier di via 47° Reggimento Fanteria clienti e amici con uno di quei sorrisi aperti e generosi che mettono subito a proprio agio, ti fanno sentire a casa.

L’atelier, si diceva. Molto più che un negozio. Piuttosto, un microcosmo pullulante di vita. Da ogni oggetto, che potesse essere un cappello, una gonna, una camicia, Pino Cordella era capace di trarne fuori un racconto, un aneddoto. E in quel momento capivi che la creatività è un’energia vitale molto speciale, una miscela di immaginazione e curiosità che matura piano nella mente, fino a tramutarsi nella concretezza del taglio di un abito.

E poi, spesso avresti visto passare da lì Christian, o Manuel, o Carol, o tutti e tre insieme. I figli, che hanno respirato quell’aria fin da piccoli e che si sono trasformarti da adulti, a loro volta, in artisti. Christian lavora a Los Angeles ed è un affermato costume designer. Manuel e Carol hanno continuato più da vicino l’attività del padre, anche attraverso l’istituto Cordella Fashion School, scuola di moda.

Proprio sul sito dell’istituto, si può leggere una biografia di Pino Cordella che, dal diploma presso gli istituti “Marangoni” e “Secoli” di Milano, è passato poi a dirigere la storica sartoria di famiglia, il cui stile è riassumibile nel motto “l’arte del vestire elegante”. Da qui è iniziata una carriera che l’ha portato a far sfilare le sue creazioni in tutto il mondo. Nel lontano 1984 una sua collezione ha portato per la prima volta il seno nudo sulle passerelle di moda. Nel 2000 a Parigi ha rappresentato l’Italia nella 29° Biennale mondiale dei maestri sarti.

Consigliere dell’Accademia nazionale dei sartori, nel 2002, al Pincio, a Roma, ha sfoggiato “abiti di ispirazione etnica per liberare con una semplice zip il leggendario burka, aprendolo in due parti per divenire fiore che sboccia: una forte simbologia di vita che rinasce dopo l’oscurità”. Fondatore del “Centro Studi Cosimo Cordella”, ha organizzato l’evento “Giovani stilisti in passerella”. Per la televisione ha firmato gli abiti della fiction “Madre come te”, con Nino Frassica e Ida Di Benedetto.

Nel 1994 gli è stata anche commissionata la casula per papa Giovanni Paolo II, in occasione della visita a Lecce, fatto che si è ripetuto più di recente con l’arrivo di Benedetto XVI a Santa Maria di Leuca. Fra i riconoscimenti, la Laurea Honoris Causa conferita dalla alla Columbia University di New York (cliccando qui, si può leggere l’intera biografia).

Pino Cordella è uno di quei personaggi che hanno concorso a dare lustro al Salento, con il lavoro e l’impegno, tramandando tendenze, sviluppandone di indite e aprendo le porte alle nuove generazioni con i suoi insegnamenti. L’ultimo saluto al maestro si terrà domani mattina presso la chiesa di San Massimiliano Kolbe di Lecce, alle ore 10.  

Il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha espresso il cordoglio suo e della città per la scomparsa di Cordella: "Con lui Lecce è entrata nel circuito della grande moda italiana proprio negli anni in cui questa si conquistava il suo posto di primo piano nel mondo. Il suo atto di massima generosità, però, è stato quello di mettere la sua esperienza e la sua passione a disposizione dei giovani, cominciando dai suoi tre figli e continuando, poi, con l’istituto che porta il suo nome, in via 47mo Reggimento Fanteria, dove tante generazioni di allievi varcano l’ingresso con il sogno di lavorare nella moda e vengono seguiti nel percorso per realizzarlo, trasmettendo loro quell’arte del vestire elegante che è il marchio di fabbrica della famiglia Cordella. Alla moglie Anna Rita, ai figli Christian, Manuel e Carol giunga l’abbraccio e il conforto mio e di tutta la città".

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