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La protesta di ieri.

La protesta di ieri.

Alcar, rassicurazioni sulla continuità aziendale. Ma restano altre criticità

I commissari e il presidente della Sezione commerciale del Tribunale di Lecce a colloquio oggi con il prefetto Maria Rosa Trio

LECCE – Dopo le proteste e la tensione, le rassicurazioni: garantita la continuità aziendale di Alcar Industrie Srl. In ballo ci sono i posti di lavoro di circa 300 dipendenti della sede di Lecce e altri 200 dello stabilimento di Vaie, in provincia di Torino. E dopo la manifestazione di ieri, con intervento del prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, stamattina è arrivata una risposta che sembrerebbe positiva, quantomeno fornire una schiarita al futuro dei lavoratori. A fornirla, i commissari ed il presidente della Sezione commerciale del Tribunale di Lecce, Anna Rita Pasca, che il prefetto ha incontrato alle 9,30.

Nella riunione con le rappresentanze sindacali unitarie di Alcar e con i segretari generali di Fim e Fiom, Maurizio Longo e Annarita Morea, il prefetto ha ribadito il massimo impegno per la salvaguardia dei livelli occupazionali. I lavoratori, riuniti in assemblea davanti ai cancelli di Alcar, nella zona industriale, alle 16 di oggi, hanno ricevuto garanzie sulla proroga della procedura concorsuale oltre la scadenza del 16 novembre. Ma le criticità su altri aspetti restano. Fra questi, il pagamento in ritardo della cassa integrazione per Covid e i versamenti al Fondo Cometa (il fondo previdenziale di categoria).

Sarà poi oggetto di ulteriori chiarimenti la questione che ha scatenato la protesta di questi giorni: il tetto di spesa mensile di 10mila euro a fornitore. Su questo aspetto, a dire della gestione commissariale, e come riferito alla stampa dai sindacati, ci sarebbe stata una cattiva interpretazione da parte dell’impresa del contenuto dell’ordinanza del Tribunale e una conseguente cattiva comunicazione, “viziata” dal fraintendimento.

Il prefetto ha poi coinvolto formalmente tutti i livelli istituzionali, come chiesto ieri dalle organizzazioni sindacali, a partire dal ministero dello Sviluppo economico, che potrebbe offrire un sostegno concreto alla risoluzione della vertenza. Dalla Prefettura giunge anche la rassicurazione a Fim e Fiom di una tempestiva e trasparente comunicazione sulla evoluzione della vertenza anche in merito alle trattative intavolate con alcuni potenziali acquirenti, già avviate dalla gestione commissariale. Aggiornamenti – spiegano i sindacalisti - che giungeranno anche alla Regione ed al prefetto di Torino.

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