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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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“Qualcosa di naturale” di Alex Ezra Fornari, romanzo ben strutturato e potente

Un libro che scandisce il percorso di crescita di Samuele, il protagonista, dagli otto anni fino all’età adulta

Qualcosa di naturale (Wojtek, Collana Orso Bruno) di Alex Ezra Fornari è un libro che scandisce il percorso di crescita di Samuele, il protagonista, dagli otto anni fino all’età adulta.

Nella prima parte del romanzo Samuele vive la sua famiglia laica metà cattolica metà ebrea, gli amici, la sessualità libera, la musica punk rock, la ribellione e la malinconia in maniera amplificata. Il suo mondo è la periferia di una città indefinita della pianura padana circondata dal grigiore.

Il quartiere era sorto attorno alla fabbrica del vetro, in modo che da ogni casa se ne potessero vedere le ciminiere, che da ogni stanza di ogni casa si potesse sentire la sirena. […] La fabbrica era un quartiere grigio nel mezzo del nostro quartiere.[…] so che quello che mancava là erano i colori della stagione, gli aranci, i rossi, i gialli, i verdi e i marroni. Al loro posto avevamo l’intera gamma del grigio, toni stemperati dalla foschia al mattino e dalla nebbia all’ora di pranzo che diventavano un colore unico, come quando impastavi insieme i panetti di Pongo e tutti i colori diventavano uno, un colore scuro indefinito col quale non era più possibile modellare nulla se non la merda. (pp. 26/27).

Nella seconda parte del romanzo Fornari ci restituisce Samuele vent’anni dopo; l’indole rivoluzionaria del protagonista si è dissolta nel matrimonio con “la benestante” Monica che gli ha regalato agi, ricchezza e una devastante normalità. (Prima di conoscere i ricchi, essere povero non mi era mai sembrato un limite. Era uno stato naturale da sembrarmi immodificabile.  Era come essere nato basso o alto, mica te ne preoccupi. Vivi per quello che sei. pp. 131/132). È un tradimento a riportarlo di colpo nel passato; solo in quel momento comprende quanto in realtà sia stato proprio a lui a tradire se stesso e la sua vita.

Gran parte della storia è in quei due decenni omessi. In quella sintesi sottrattiva, silenziosamente assordante, Samuele rimuove e, al contempo, fortifica il bisogno assoluto di tornare al passato. Al momento in cui sul terreno della vita ha posto come tre pietre sepolcrali dei puntini di sospensione quasi a coprire maldestramente il vuoto generato dello sradicamento da lui stesso indotto per diventare altro da sé. Così Samuele decide di tornare e, in quel ritorno alle radici, ritrova Marzio, Aureliano, Sara; e anche Dante, che strane e crude balistiche hanno reso guru di strada di un gruppo di giovani alla ricerca della verità e, in una notte di luna, Samuele sceglie di seguirlo verso un epilogo inatteso e tutto da scoprire.

Qualcosa di naturale è un racconto su dolore, evoluzione, maturazione e cambiamento in cui l’autore manifesta una sincerità disarmante, senza risparmiare incursioni disturbanti pur riuscendo a mantenere un costante lirismo e una sensibilità struggenti.

Sii la frana. Sii il crollo. Sii il rombo e il silenzio che segue. Sii la polvere che si solleva e dirada e il celeste profondo. Sii la tua vita che nasce e rinasce. Sii il bambino e sii il ragazzo e sii l’uomo. Sempre. E ciò che spinge il costato, lascia che sfiati. Incidi nel profondo, intaglia una finestra: le tue stanze interne siano invase di mondo e la terra attraversata da un vento che porti con sé il tuo odore.

Che si posi sui fiori, sulle prime foglie sopra i rami, sull’acqua che corre. Che raggiunga luoghi che non hai previsto di visitare, che si depositi sulle cose che la gente comunemente annusa: la mani, il labbro superiore, le mutande, le calze, i cani e i neonati.

Sii il pensiero improvviso, il groppo in gola, la stilettata al cuore.

Espandi, libera, estrai.

               Sei vivo?

               Allora respira. (p.186)

Qualcosa di naturale è un romanzo compiuto, ben strutturato e potente; Fornari ha costruito un protagonista profondo e intelligente a cui  ha “regalato qualche ricordo e tutti i suoi morti” e una serie di personaggi reali, concreti e a fuoco che coinvolgono il lettore, che generano un’affezione asettica eppure attiva. Sono personaggi di carta con un’anima forte che non lascia indifferenti; restano impressi nella loro sgangherata compagine, sono umane fragilità, spesse e trasparenti come il vetro che produce la fabbrica del quartiere in cui vivono. Qualcosa di naturale è un romanzo scritto con una prosa asciutta che in frasi brevi condensa interi mondi e suggestioni, e con una lingua originale, magnetica, rovente che genera indiscutibile cruda e filosofica bellezza.

Accanto alla copertina del libro, l’opera Windows (2018) di Annamaria Amabile.

Alex Ezra Fornari è nato a Parma nel 1962. Studia Arte e Lingue, ma rock e letteratura sono le sue passioni. Sin da bambino scrive racconti mai editi, a 16 anni fonda una punk band e a 18 incide il suo primo singolo, seguito da vari album con più gruppi o solo. È graphic designer e si è occupato per anni di direzione creativa. Ama gli animali e non li mangia.

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