Test sierologici, l'appello della Croce rossa leccese: "Segnalate gli sciacalli"

Un paio di circostanze più che sospette hanno indotto il comitato locale a ricordare le facili regole per distinguere gli impostori

Un post è apparso all’improvviso questo pomeriggio sulla pagina del comitato di Lecce della Croce rossa italiana. Invita i cittadini salentini a osservare poche regole di buon senso. Servono a distinguere i veri operatori dei call-center che telefonano per un questionario e per fissare un appuntamento per il prelievo (da effettuare ovviamente su base volontaria), volto alla ricerca sulla sieroprevalenza, dai sedicenti tali. Perché, a quanto pare, succedo pure questo.

Come noto, attraverso il test sierologico, da svolgere su 150mila cittadini italiani scelti a campione su base Istat, il Governo intende creare una mappa del contagio da Covid-19. Ma, in qualche sporadico episodio accaduto in provincia di Lecce – che si spera resti tale - qualcuno si sarebbe finto operatore della Cri. Tentativo di frode? Scherzo di pessimo gusto? Il motivo non è affatto chiaro, anche perché i finti operatori hanno riattaccato quasi subito. Due i casi che la Croce rossa leccese ha accertato, per il momento, attraverso controlli incrociati.

Qualcuno, infatti, dopo una telefonata, colto dal dubbio, ha ricontattato la Cri locale per avere conferma che fossero effettivamente stati loro operatori ad aver telefonato poco prima. Ma negli elenchi della Croce rossa italiana, i nominativi di questi cittadini non risultavano fra quelli da interpellare.  Sono pochi, due episodi, certo, ma già sufficienti per mettere in guardia tutti e per tenere il quadro sotto osservazione.

Distinguere chi si sta impegnando sul campo in quest’importante operazione, i veri volontari dai possibili impostori, è abbastanza semplice. Gli operatori della Croce rossa italiana si identificano, chiamano su cellulari o telefoni fissi da numeri che iniziano per 065510***, il loro unico intento è chiedere di rispondere al questionario e fissare l’appuntamento per il prelievo. Non esistono altre ragioni, di sicuro non c’è alcuna richiesta di denaro. “Attenti agli sciacalli e segnalate ogni abuso alle forze dell’ordine”, si raccomandano dal comitato di Lecce.

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È già il secondo appello che viene lanciato, chiedendo ai cittadini di riporre fiducia. Appena è stata avviata l’iniziativa, infatti, vi sono stati problemi dovuti al fatto che in molti non rispondessero al telefono o riattaccassero immediatamente. Riduttivo sarebbe parlare, però, di maleducazione. La verità è che molti agiscono così, d’istinto, appena scorgono sul display numeri sconosciuti, temendo che si tratti di telemarketing o, peggio ancora, di truffe. Ecco perché si batte molto sul fatto di tenere bene a mente i numeri che inizino per 065510***.

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