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Covid-19, 950 positivi. E sulla scuola chiesto di far slittare l’apertura

Scende al 12,5 per cento il rapporto fra test registrati e nuovi infetti. Intanto, i sindacati nella riunione con Emiliano domandano di rinviare le lezioni in presenza di una settimana se non di quindici giorni

LECCE – Con 950 casi di positività al Covid-19 su 7.591 test per il rilevamento dell’infezione registrati, scende in modo netto in un singolo giorno il rapporto in termini percentuali. Oggi, infatti, è pari al 12,5 per cento rispetto al 17,4 di ieri, quando erano stati solo 2.021 i tamponi registrati per un numero, però, relativamente alto di positivi accertati, pari a 344. Ma si tratta, come ormai ben risaputo, di oscillazioni, con cali e picchi continui, che non forniscono una chiara visione dell’andamento del contagio. Più interessante, dunque, il dato dei ricoverati nelle strutture ospedaliere, scesi oggi a 1.612, trenta in meno rispetto a ieri. Sono, invece 52.466 i positivi che si stanno curando a domicilio, o che comunque sono in quarantena in quanto asintomatici, ovvero ben 296 più di ieri.   

Il bollettino epidemiologico pugliese di domenica 3 gennaio evidenza l’ormai solito numero alto riguardante la provincia di Bari, con 427 casi; 39, invece, in provincia di Brindisi, 65 nella provincia di Barletta-Andria-Trani, 252 in provincia di Foggia, 87 in provincia di Lecce, 78 in provincia di Taranto e due residenti fuori regione. Nella stessa giornata sono stati registrati 25 decessi: otto in provincia di Bari, tre in provincia di Barletta-Andria-Trani, quattro in provincia di Brindisi, sei in provincia di Foggia, tre in provincia di Lecce e uno in provincia di Taranto. Attualmente sono 54.078 i casi positivi in tutto il territorio regionale.

Il bollettino epidemiologico della Puglia odierno

Intanto, sul fronte delle scuole e dell’imminente riapertura, prevista per il 7 gennaio, c’era attesa, oggi, per l’incontro in videoconferenza tra il presidente Michele Emiliano, gli assessori all’Istruzione Sebastiano Leo, alla Salute Pier Luigi Lopalco e ai Trasporti Anita Maurodinoia, con Anna Cammalleri, direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale e i sindacati. Un incontro durato tre ore durante le quali le rappresentanze sindacali, in coro unanime, hanno chiesto al presidente di rinviare l’avvio delle lezioni in presenza di una settimana, se non proprio di quindici giorni e di stabilire per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado la didattica a distanza. Alla luce delle richieste, Emiliano si riserva di assumere una decisione, anche sulla base dei segnali che verranno dal Governo nazionale nelle prossime ore.

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“Ringraziamo i sindacati e l'ufficio scolastico regionale – hanno dichiarato al termine della riunione il presidente e i componenti della giunta - per il clima costruttivo con cui hanno affrontato i temi connessi alla ripresa a gennaio delle attività didattiche per il primo e secondo ciclo. Siamo certi che le istituzioni scolastiche insieme con la Regione Puglia, nell'ambito delle reciproche competenze, continueranno a dimostrare l’ottima capacità organizzativa di cui hanno già dato prova negli scorsi mesi. Si lavora senza interruzione, anche di domenica, per trovare le soluzioni più giuste”.

Nota è la posizione di Emiliano e, in generale, del governo regionale, sul tema del rischio legato alle scuole di diffusione del contagio, da cui l’orientamento di estendere la possibilità di scegliere la didattica a distanza anche alla ripresa dell’attività scolastica. E ora, con la richiesta di un rinvio delle lezioni in presenza di almeno una settimana, si resta in attesa di capire quali saranno le evoluzioni su un tema per il quale non è certo solo la Puglia a manifestare perplessità verso una riaperture alle lezioni in presenza, sebbene al 50 per cento.

La critica: "Ancora non esiste un piano"

Critico dai banchi dell’opposizione Paolo Pagliaro, consigliere regionale e capogruppo de La Puglia Domani. “Il tempo a disposizione non è servito a nulla ad Emiliano e agli assessori regionali Lopalco, Leo e Maurodinoia; oggi è il 3 gennaio e ancora non esiste un piano ben preciso per un ritorno tra i banchi degli studenti pugliesi. Regna la confusione. Non vorremmo che si decida, ancora una volta, di non decidere lasciando alle famiglie la responsabilità della scelta”.

“L'impedimento più importante è il problema legato ai Trasporti scolastici. A tal proposito - prosegue Pagliaro - avevo già chiesto all'assessore ai Trasporti Anita Maurodinoia un'attenzione particolare e la possibilità di avere un nuovo Piano per il trasporto pubblico scolastico in grado di garantire un servizio nella massima sicurezza per gli studenti. Abbiamo affrontato il problema nei primi giorni di dicembre ma tutto è rimasto nel limbo delle decisioni non prese, della mancata programmazione, delle incertezze, fino ad arrivare al 3 gennaio con un pugno di mosche in mano e senza nessuna certezza”.

S“pero che non siano presi in considerazione i doppi turni scolastici - conclude - perché ai nostri ragazzi abbiamo già chiesto i sacrifici più importanti ed è paradossale che non si riesca ad adeguare il Piano dei trasporti e il sistema scolastico ma si continui a svilire famiglie e alunni che si trovano, ancora una volta, in una situazione di disagio unico”.

Sconcertato anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini: “ll 3 gennaio a tre giorni dal ritorno a scuola siamo ancora al ‘ci sto pensando…’ lasciando i genitori in piena confusione. Ma qualunque siano le modalità previste per il ritorno il 7, torno a chiedere, come già avevo fatto durante le vacanze di Natale, che venga organizzato uno screening a tappeto e continuativo con tamponi su tutti gli alunni e il personale scolastico.  Solo una mappatura completa e continua può permetterci di tenere costantemente sotto controllo il contagio e garantire insieme sicurezza, salute e obbligo scolastico. Ormai tutte le regioni si sono organizzate in questo modo, manca solo la Puglia”.

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