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Positivi al 15,7 per cento. Vaccini, l’Omceo pronto a supportare l’Asl

Su oltre 10mila test, 1.581 sono stati quelli che hanno rilevato oggi la presenza del virus. Salgono però anche i guariti, di oltre mille unità. In provincia di Lecce 158 nuovi casi di Covid-19. Lettera aperta dell'Ordine dei medici salentino

LECCE – Sale di oltre il 5 per cento, rispetto a ieri, il rapporto fra test registrati ed esiti positivi. Su 10.037 test per rilevare la presenza dell’infezione da Covid-19 in Puglia, infatti, 1.581 sono stati quelli che hanno rilevato la presenza del virus. Parti, dunque, al 15,7 per cento. Nel bollettino epidemiologico diffuso oggi dalla Regione Puglia, si evidenzia il solito picco in provincia di Bari (598 casi positivi), con altri 149 casi in provincia di Brindisi, 190 in quella di Barletta-Andria-Trani, 188 in quella di Foggia, 158 in quella di Lecce, 293 in quella di Taranto. Fra i positivi al coronavirus registrati, anche due residenti fuori regione e tre casi per i quali al momento non è nota la provincia di residenza.

Sono stati ben 23 i decessi registrati: 11 in provincia di Bari, uno in provincia di Brindisi, sei in provincia di Foggia, uno in provincia di Lecce, cinque in provincia di Taranto. Un decesso di un residente in provincia di Barletta-Andria-Trani registrato in precedenza è stato riattribuito. Da annotare anche un leggero aumento dei ricoveri nelle strutture ospedaliere, passato a 1.536, pari al 2,5 per cento del totale degli infetti attuali in Puglia, cioè 54.028. Sono quindi 52.492 coloro che si stanno curando a domicilio in tutta la regione. Sale, intanto, anche il numero dei guariti, oggi a quota 40.345 contro i 39.235 di ieri (1.110 in più).

Qui il bollettino epidemiologico di oggi

Intanto, con una lettera aperta ai direttori generale e sanitario dell’Asl di Lecce, il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce, Donato De Giorgi, congratulandosi per l’impegno profuso nella campagna vaccinale, unica nella storia, e aggiungendo che la somministrazione sta seguendo ritmi adeguati, nei primi tre giorni dedicati alle attività a Lecce, manifesta qualche preoccupazione sull’approvvigionamento regionale, che, scrive, “appare invece piuttosto lento e problematico, rispetto alle scadenze previste”.

“È comunque evidente che noi agiremo con una attenzione massima e scrupolosa che è dovuta ai nostri iscritti, ma soprattutto alla cittadinanza”, prosegue De Giorgi. “La priorità che è stata concessa agli operatori sanitari e agli utenti delle Rsa, e quindi a tutti i nostri iscritti, è un importante impegno cui dobbiamo tener fede. Il ricevimento delle dosi vaccinale rappresenta per tutti i medici e odontoiatri un dovere deontologico, non solo nell’essere destinatari del più efficace presidio anti-Covid, ma anche nel rendersi promotori convincenti per il resto della popolazione”.

“La deontologia infatti si basa – prosegue il presidente dell’Ordine -, rispettando certamente il libero pensiero (autonomia professionale), ma soprattutto sulle affermazioni scientifiche dimostrate e condivise, quindi doveroso patrimonio culturale comune. Per il vaccino si tratta di dati scientifici di partenza (premesse sulle quali si lavora da almeno otto anni) e studi clinici ed epidemiologici, che danno tranquillità in sicurezza ed efficacia, ratificata dagli enti di verifica europei, alla quasi totalità dei vaccinati”.

L’Ordine, dunque, si dice accanto all’Asl nella comunicazione in pubblico che chiarisca l’efficacia del vaccino e offre “disponibilità di rendere pienamente esplicativa e attuativa la vaccinazione verso categorie professionali, che oggi si sentono poco protette. Si tratta della possibilità di essere al vostro fianco nel fornire indicazioni domiciliari e disponibilità per medici pensionati, odontoiatri, liberi professionisti, giovani medici ancora inoccupati, sulle cui pratiche vaccinali – aggiunge De Giorgi - vigileremo con particolare attenzione”.

L’Ordine, infine, si rende anche disponibile a fornire i nominativi di tutti i medici disponibili a incrementare rapidamente il pool di somministratori del vaccino, in particolare medici di medicina generale, “che - conclude - devono essere forniti di tutti gli elementi strutturali necessari alla sicurezza”.

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