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Effetto guerra e caro-carburanti: caccia al pieno nel Salento con lunghe code

Ovunque, da Lecce al resto della provincia, da stamattina è assalto alle stazioni di servizio. Una sorta di psicosi provocata dall'effetto combinato tra i fatti in Ucraina e i blocchi dei trasportatori per protesta. Mobilitazione anche nel mondo agricolo: Coldiretti manifesta a Bari

LECCE – Fra venti di guerra in Ucraina, con l’armata russa alle porte di Kiev, e il caro carburanti, con i prezzi schizzati alle stelle e la protesta degli autotrasportatori esasperati, tanto da effettuare blocchi anche in Puglia (sebbene nel Foggiano i presidi sulla statale 16 siano stati sciolti proprio in queste ore ), anche nel Salento da questa mattina è salita l’apprensione. E dal capoluogo fino al Capo di Leuca, è scattata la caccia al pieno di benzina, gasolio e metano.

Una sorta di psicosi di massa che ha colpito a Lecce, come a Veglie, a Copertino o a Ugento, giusto per citare le località in cui sono state scattate le foto visibili nella gallery o registrati alcuni dei video. Così, davanti a molte aree servizi si sono formate lunghe code, in alcuni casi interminabili. Come quella sulla provinciale per la marina di San Cataldo, un serpentone di auto che si è snodato per chilometri, dall’altezza dello stadio “Via del Mare” fino alle porte della città, in viale della Libertà.

Video | Le code infinite 

Una situazione caotica che ha già provocato in mattinata l’esaurimento dei carburanti in alcune stazioni di servizio. Ma è evidente come la stessa circostanza si stia verificando in più parti d’Italia. Senza andare troppo lontano, questa mattina anche in diverse località della provincia di Brindisi, si sono viste scene identiche, davanti alle colonnine di carburante. Qualche ritardo nella consegna dovuto alla protesta nei pressi della raffineria di Taranto non dovrebbe comportare particolari problemi, e tuttavia in molti hanno preferito "cautelarsi", in vista del week-end.

Code e caos davanti ai distributori

Paolo Campo, presidente della V Commissione ambiente del Consiglio regionale, ha lanciato oggi un appello. Ritenendo legittima e comprensibile la protesta degli autotrasportatori, ha comunque richiesto la sospensione e la ripresa delle consegna delle merci, come già avvenuto in Sicilia, dopo la decisione del Governo di stanziare 80 milioni di euro per fronteggiare il caro-gasolio.

“Continuare a bloccare il traffico delle merci avrebbe come unico effetto quello di danneggiare migliaia di incolpevoli cittadini e bloccare la produzione a migliaia di imprese che già oggi non hanno potuto attivare le linee produttive”, dice Campo. Che aggiunge: “Allo stesso modo, le aziende che distribuiscono i carburanti evitino speculazioni fondate sulla carenza di benzina e gasolio o sui futuri aumenti del petrolio causati dalla guerra tra Ucraina e Russia”.

La protesta di Coldiretti

Tutto questo, mentre contro la guerra e le conseguenze a livello economico, oggi 2mila e 500 fra allevatori, agricoltori e pescatori aderenti a Coldiretti di Puglia sono arrivati a Bari, davanti al a Palazzo di Governo, per essere ricevuti dal prefetto Antonia Bellomo. Le aziende lamentano di non riuscire più a coprire i costi per il balzo dei beni energetici che si trasferisce a valanga sui bilanci. “Se il caro petrolio spinto dall’invasione dell’Ucraina costringe le barche a rimanere in banchina e a fermare i trattori, le ritorsioni della Russia colpiscono i mezzi di produzione, a partire dai concimi – spiegano da Coldiretti -, obbligando i coltivatori a tagliare i raccolti mentre sanzioni ed embarghi bloccano i commerci, sconvolgono i mercati e favoriscono le speculazioni”.

I consiglieri regionali di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta, Paride Mazzotta e Vito De Palma solidarizzano con Coldiretti e ne condividono la protesta. “Il prezzo del carburante e il caro bollette, le spese autostradali e dei trasporti – dicono - stanno mettendo in ginocchio interi settori economici e stanno piegando il potere d’acquisto delle famiglie”. E chiedono alle istituzioni di trovare i fondi “e studiare anche un modo per far percepire immediatamente, ai cittadini e agli operatori economici, il ribasso dei prezzi”.

Leo: "Momento grave per la storia"

A Bari, per la manifestazione, si è recato anche il vicepresidente della Provincia di Lecce, Antonio Leo. “Sono palesi le conseguenze di uno dei momenti più gravi della nostra società sul costo della vita”, commenta. “Luce, gas e carburanti hanno subito un aumento esponenziale che si ripercuote di conseguenza su tutto il resto.  I generi alimentari, la frutta,  fiori, tutto ormai rischia di marcire nei depositi perché non c'è la capacità di distribuzione.  Il guadagno non ne copre il costo. Non si può più tacere, non si può pensare che questa sia una condizione sostenibile. Insostenibile è infatti la situazione in cui ci si trova a lavorare ma anche a vivere. Con l’aumento dei costi energetici quasi un agricoltore italiano su tre (30 percento) è oggi costretto a ridurre la produzione di cibo. Una condizione che mette a rischio le forniture alimentari e, con esse, le necessità del Paese. La Provincia di Lecce è accanto alla Coldiretti a sostegno del settore agricolo”.

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“Sono preoccupanti i risvolti emersi dalla ricerca di Coldiretti su dati Ismea”, evidenzia Leo. “Per ogni euro speso dai consumatori, in prodotti alimentari freschi e trasformati, appena 15 centesimi vanno in media agli agricoltori. Un dato che assume aspetti ancora più gravi se si considerano i soli prodotti trasformati per i quali la remunerazione nelle campagne scende addirittura ad appena 6 centesimi”. 

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