Praja, il Codacons torna alla carica e chiede di bloccare la serata di Bob Sinclar

Per l'associazione non ci sarebbero gli estremi per il rispetto delle norme anti-Covid. Pronta un'istanza per il prefetto. L'amministratore aveva già replicato dopo un esposto

Una foto di repertorio dell'interno della Praja.

LECCE – Il Codacons torna alla carica e, dopo aver presentato esposti alla Procura e al prefetto di Lecce, per verificare se siano state violate le normative riguardanti distanziamento sociale e uso delle mascherine, chiedendo, di fatto, la chiusura della discoteca Praja di Baia Verde, a Gallipoli, in attesa che l’iter faccia il suo corso, ora prova quantomeno a sospendere una delle date clou: quella del 30 luglio, che prevede l’arrivo di Bob Sinclar, uno dei più noti dj a livello internazionale. L’istanza, spiega in un comunicato l’associazione di difesa dei consumatori, è praticamente pronta e domani sarà presentata al prefetto di Lecce.

Insomma, il Codacons continua a ritenere che vi sia “impossibilità materiale di far rispettare le distanze minime e obbligare i giovani ad indossare le mascherine per proteggere se stessi e gli altri dai rischi legati al coronavirus”. “Sappiamo bene che le imprese dedite alle attività d’intrattenimento si sono attenute alle disposizioni regionali che hanno consentito la riapertura delle discoteche all’aperto – prosegue l’associazione, in replica a precedenti dichiarazioni dell’amministratore della Praja -, ma eventi come quello del prossimo 30 luglio creano assembramenti pericolosi e fuori controllo, attirando giovani da tutta Italia con conseguente aumento dei rischi sul fronte Covid”.

“Non si tratta certo di demonizzare la categoria o voler danneggiare le imprese locali, ma di proteggere la salute collettiva che rappresenta un interesse primario, soprattutto in questa fase delicata per il Paese”. Per questo il Codacons “presenterà domani una istanza al prefetto di Lecce, chiedendo, nel caso in cui risulterà impossibile garantire il rispetto di tutte le misure di sicurezza anti-Covid da parte della struttura ma soprattutto dei numerosi clienti che parteciperanno all’evento, di sospendere la serata del prossimo 30 luglio e l’esibizione del dj Bob Sinclar”.

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Nei giorni scorsi, il precedente affondo, con la presentazione di un esposto anche alla magistratura in cui l’associazione, citando immagini e video sul web illustranti “migliaia di giovani che ballavano all’interno del locale attaccati uno all'altro, tutti rigorosamente senza mascherina e in totale sfregio delle regole sulla distanza minima”, ha ritenuto che ciò potesse rappresentare “un potenziale focolaio di coronavirus”. Tanto da chiedere se vi siano gli estremi per l’ipotesi di epidemia colposa.

A stretto giro era arrivata la replica dell’amministratore unico, Pierpaolo Paradiso, ritenendo tali argomenti “del tutto privi di fondamento”. “Esiste una precisa disciplina regionale alla quale la Praja, come le altre discoteche pugliesi all’aperto, si è pienamente adeguata anche adottando ulteriori e non secondarie cautele”, aveva risposto.

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“Specificatamente alla Praja è obbligatoria, e non facoltativa, la misurazione della temperatura; è fornita gratuitamente la mascherina all’ingresso nei bagni, unico luogo al chiuso. La mascherina non è infatti obbligatoria nelle discoteche all’aperto in Puglia e come ha spiegato accuratamente il professor Pier Luigi Lopalco (coordinatore del pool regionale che si occupa dell’emergenza, Ndr), ciò è stato deciso sulla base di una rischiosità adeguatamente calcolata, ed in una regione nella quale la diffusione del virus è stabilmente prossima allo zero”, aveva concluso, citando l’ordinanza 259 della Regione Puglia che disciplina l’intrattenimento danzante all’aperto.

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