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Depositi telematici in tilt, giustizia civile al collasso: l’ira degli avvocati leccesi

Disservizi continui e rallentamenti del sistema. Il consiglio dell'Ordine scrive al ministero e ai parlamentari pugliesi

LECCE – La macchina s’inceppa, e non si fa per dire. Vi è al momento un appesantimento nella lavorazione dei depositi telematici nel processo civile che genera ritardi e disagi. La denuncia, forte e chiara, arriva dal consiglio dell’Ordine degli avvocati di Lecce, il quale lamenta un rallentamento ritenuto, ormai, inaccettabile e che si riverbera sulla reputazione degli stessi professionisti e sull’immagine dell’intero pianeta giustizia. Ecco perché, gli avvocati, riunitisi oggi presso la loro sede di viale Michele De Pietro, chiedono una risoluzione immediata.

Ma come? Percorrendo almeno due strade. La prima, nell’immediatezza, riguarda la possibilità di adottare provvedimenti generali da parte dei capi degli uffici giudiziari. I servizi, lamentano i legali, sono sostanzialmente interrotti, al momento vi è impossibilità di accesso alle cancellerie telematiche, per cui è richiesto che si disponga la valutazione di istanze di rimessione in termini.

La seconda, è un appello rivolto ai parlamentari eletti in Puglia, ai quali viene richiesto di esercitare, anche con la presentazione di progetti di legge da redigere, eventualmente con la collaborazione stessa dell’avvocatura, in grado di superare gli ostacoli che impediscono l’adozione dei più moderni sistemi di organizzazione e di lavoro delle cancellerie fisiche e telematiche.

Già ad aprile e nel maggio scorso si erano riscontrati problemi, spiegano dal Consiglio presieduto dall’avvocato Antonio Tommaso De Mauro, dovuti, si presume, all’aumento del traffico - con l’obbligatorietà del deposito degli atti introduttivi - e all’esiguo numero di operatori che, lavorando in presenza dagli uffici, potevano in quei giorni accedere ai sistemi. Da settembre le cose sembravano migliorate, a parte qualche eccezione, ma nell’ultimo periodo – lamentano gli avvocati -, vi è stato un vero e proprio tracollo, con ritardi nella lavorazione delle cosiddette buste, persino di oltre sette giorni.

È poi arrivato l’annuncio del potenziamento del sistema e della possibilità per i lavoratori di operare a distanza sui registri Sicid e Siecic, tuttavia, rileva il consiglio dell’Ordine, dopo l’interruzione dei servizi tra venerdì 6 e lunedì 9 novembre 2020, il sistema è peggiorato, generando il caos: duplicazioni di depositi e rallentamenti nella ricezione della Pec, solo alcuni dei disservizi lamentati. Ieri e oggi, poi, altri problemi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso: interruzione totale dei servizi indispensabili per l’accesso alla cancelleria telematica e per il deposito degli atti. E, al momento senza spiegazioni, il server del ministero rifiuta anche i messaggi di posta elettronica di un gestore primario, utilizzato da numerosi avvocati anche del Foro di Lecce.

Il deposito telematico – rilevano gli avvocati -, anche dopo il divieto di deposito cartaceo introdotto con la legislazione emergenziale, è ormai l’unica maniera con la quale si può esercitare la professione nel processo civile. Ecco perché occorre risolvere il problema. E al più presto. Tanto che la delibera prodotta questa sera sarà inviata anche al ministero di Giustizia, oltre che ai presidenti degli uffici giudiziari del distretto e ai parlamentari.

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