Il risveglio nel “nuovo mondo”, ma la consapevolezza è ancora a singhiozzo

Molti cartelli d'avviso, mascherine e guanti, ma non ovunque nei bar, nei locali, nei cantieri. L'idea della gravità del momento è come un'onda che non ha ancora raggiunto tutti

Piazza Sant'Oronzo in un desolante silenzio.

LECCE – “Ora non c’è più tempo”. Il volto grave del premier Giuseppe Conte e quelle parole pesanti come macigni per blindare l’Italia e frenare il contagio hanno avuto un effetto spiazzante laddove ancora non era stato sperimentato il disagio dell’emergenza, con tutte le sue pesanti restrizioni. Ma si sa, la consapevolezza è come un’onda. Da qualche parte ha origine, poi deve compiere il suo tragitto per raggiungere la riva. Per ora, nel primo giorno del “nuovo mondo”, è una consapevolezza a singhiozzo. Così, questa mattina, Lecce si è svegliata senza sapere bene cosa fare, come muoversi.

Per la verità, la percezione di un cambiamento si era avuta già nei giorni precedenti, dopo il bombardamento di annunci sulla marcia di conquista del tanto microscopico, quanto devastante esercito del Covid-19, prima ancora della grande fuga (di notizie e quindi di persone) dal Nord verso la natia Puglia. Qualche accortezza in più, meno affollamento nei bar e nei locali, il rispetto (più o meno) delle distanze, i primi cartelli qua e là: uno alla volta, grazie.

Eppure, dopo il secco colpo di mannaia di ieri sera alle abitudini – ma chiamiamole pure con il loro nome, in una democrazia: libertà – a cui ci ha abituato la vita quotidiana, questa mattina le vie principali erano moderatamente trafficate. Non è mancato nemmeno un incidente, in viale Imperatore Adriano. Il che è sintomatico. Coinvolto, un uomo in motocicletta, con tanto di messaggio d’allerta e foto sul canale Telegram della polizia locale.

Una consapevolezza a singhiozzo, si diceva. Ed è bastato uno sguardo in giro, procedendo a piedi, per rendersi conto che, in effetti, molti hanno già accolto e compreso la novità e la gravità del momento. Molti, ma non tutti. Diversi operai in alcuni cantieri con mascherine e guanti, ma non in tutti. Cartelli moltiplicatisi davanti ai bar e alle tabaccherie, ma non davanti a tutti. Solo convergendo verso il centro di Lecce, si è iniziato a percepire un reale senso di desolazione. Semivuoto verso le 8,30 del mattino viale XXV Luglio, desolante l’aspetto attorno all’ovale di piazza Sant’Oronzo. 

Più avanti nelle ore, nel capoluogo come in provincia, sono comparsi mascherine e guanti non solo nei locali (alcuni dei quali hanno deciso drasticamente di chiudere i battenti, e chi s’è visto s’è visto), ma anche fra i cittadini in giro per spese e incombenze negli uffici. La consapevolezza, insomma, crescerà nelle ore. E l’ordine sarà garantito soprattutto se qualcuno riuscirà a spiegare con chiarezza cristallina le prescrizioni che stanno facendo ammattire non solo i salentini, ma tutti coloro che oggi si sono svegliati in quella fetta d’Italia che ancora non aveva avuto a che fare con i necessari divieti. Troppe linee interpretative, in giro. 

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