Nessun’altra infezione da coronavirus, riapre la clinica Petrucciani

La casa di cura temporaneamente chiusa dopo che si era saputo di un anestesista colpito. Gli altri tamponi sono risultati negativi ed è terminato l'isolamento domiciliare per vari operatori

LECCE – Nessun altro caso di infezione da Covid-19 fra sanitari e altro personale della clinica privata “Petrucciani” di viale Aldo Moro e isolamento domiciliare terminato per quanti erano stati costretti, avendo avuto contatti con un medico anestesista, ovvero colui che è risultato a tutti gli effetti l’unico colpito. La struttura, così, può riaprire i battenti. Ovviamente, nel  pieno  rispetto  dei  protocolli adottati per frenare l’emergenza in atto.

Tutto è iniziato quando la casa di cura leccese ha ricevuto comunicazione dell’infezione. Era il 20 marzo scorso. Il caso di positività riguardava un suo professionista che era comunque già in autoisolamento dal 13 marzo. Sono così stati messi in atto i protocolli disposti dal direttore del Dipartimento della salute regionale, Vito Montanaro. Ossia, sono stati individuati, tramite il medico competente, tutti gli operatori che nei giorni precedenti avevano avuto un contatto stretto con l’anestesista, per essere poi posti in isolamento domiciliare. E’ stato quindi avvisato il Sian (Servizio di igiene e sanità pubblica) dell’Asl di Lecce che, dal 21 marzo, ha disposto il tampone diagnostico. E tutti i test hanno dato esito negativo.

Da punto di vista della sicurezza degli ambienti, oltre ai trattamenti di bonifica ordinari, nell’intera struttura viene effettuata in maniera continuativa una sanificazione con ozonizzazione. Questa riguarda le varie unità assistenziali, come stanze di degenza, ambulatori, reparto operatorio e, in generale, tutti gli spazi comuni. L’ozono, infatti, ha un’azione ossidante e per questo motivo viene impiegato come battericida, fungicida e inattivante dei virus. Ora, dunque, la clinica è pronta a riprende le attività sospese in via temporanea.

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