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Domenica, 22 Maggio 2022
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Morti bianche, la lunga e tortuosa strada verso la sicurezza sul lavoro

Bellanova: "Accertamenti veloci sulle responsabilità". I sindacati sollecitano la creazione di una task force. Casili chiede di potenziare gli organici dei servizi Asl preposti. Il presidente del comitato consultivo dell’Inail, Congedo, insiste sulla formazione continua

LECCE – Come sempre accade in queste tragiche circostanze, un incidente mortale su lavoro, avvenuto stavolta a San Donato di Lecce, riapre il dibattito politico e sindacale sulle mille falle in tema di sicurezza. Tanto più che la provincia di Lecce, ricordano Cgil, Cisl e Uil, è tra i primi posti per le morti bianche. Ma per Valentina Fragassi, Ada Chirizzi e Salvatore Giannetto, segretari delle tre sigle, che affidano il proprio pensiero a una nota stampa congiunta, “la notizia di una giovane vita spezzata sul lavoro non può fermarsi sulla soglia della commozione. Serve un cambio repentino di cultura, della cultura della prevenzione e della sicurezza”.

Per la triplice sindacale urge la creazione di una task force che abbia come focus la sicurezza, già proposto in precedenza. “La prevenzione prima di ogni cosa – dicono i segretari - non c’è nulla di più importante e nulla che più deve essere tutelato della vita di chi lavora. Il protocollo sulla sicurezza che a breve sarà firmato in Prefettura – aggiungono -, insieme alla conseguente costituzione dell’Osservatorio provinciale sicurezza sul lavoro, rappresentano soltanto i primi passi di un cammino che va assolutamente accelerato e che ci vedrà in prima fila fino a quando non smetteremo di commentare fatti così tragici con la rassegnazione dell’ineluttabilità”. Insomma, un “cammino lungo e faticoso” non si può più “ritardare di intraprenderlo”.

Cristian Casili, vicepresidente del Consiglio regionale, esprimendo mia vicinanza ai familiari della vittima, ritiene che sia oggi più che mai “urgente una risposta delle istituzioni a tutti i livelli per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Dobbiamo potenziare gli organici dei servizi Asl di tutela della salute e sicurezza sul lavoro – aggiunge - per garantire maggiori controlli. È necessario lavorare in sinergia con le parti sociali per un cambio di paradigma per far capire l’importanza della prevenzione e del rispetto di tutte le misure necessarie per la sicurezza. Per questo – conclude - è importante riattivare il tavolo tecnico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro istituito in consiglio regionale, in modo da continuare a confrontarci con tutti gli attori interessati e dare vita insieme a interventi che possano essere davvero efficaci”.

Per il presidente del comitato consultivo provinciale dell’Inail di Lecce, Donato Congedo, invece, è fondamentale soprattutto “insistere sulla formazione continua in tema di salute e sicurezza ma soprattutto promuovere e diffondere la cultura della prevenzione. Dall’ultima indagine pubblicata recentemente dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Verga Engineering di Mestre – ricorda - appare chiaro che siano gli over 65 a rischiare di più la vita. Ma è altrettanto evidente come sul fronte delle denunce totali di infortunio siano i giovanissimi ad emergere con i dati più sconfortanti. Proprio come è tragicamente accaduto a San Donato di Lecce”, conclude. 

La viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Teresa Bellanova, dal canto suo, chiede sta conducendo le indagini di fare luce in tempi brevi sulla esatta dinamica causa della morte. "La cultura della prevenzione - dice - si afferma anche in questo modo, con la certezza delle cause e delle responsabilità. Lo ribadiamo - prosegue -: sul lavoro non esistono morti bianche.  Ogni incidente indica precise responsabilità: mancata formazione, mancata consapevolezza sugli strumenti a disposizione, mancato rispetto delle norme, insufficiente vigilanza, mancati controlli, poca cultura della tutela del lavoro".

"È assolutamente necessaria più formazione di chi lavora, di chi è addetto alla sicurezza e di chi, indicato dalle organizzazioni di categoria, svolge il delicato compito di garantirne il rispetto. A maggior ragione - conclude la viceministra - in un momento come l’attuale in cui nel nostro Paese si aprono migliaia di cantieri piccoli e grandi, investire sulla cultura della prevenzione e sulla vigilanza, rafforzare i controlli e chi è preposto a farli è una assoluta inderogabile priorità".

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