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Pronti alla zona rossa. “Senza restrizioni 300 casi per 100mila abitanti”

La provincia di Lecce ha la percentuale di contagio maggiormente in crescita in Puglia. Da mezzanotte le nuove chiusure. Restano aperti cimitero e parchi. L'ultimo dato del capoluogo: 339 positivi e 496 in isolamento fiduciario

LECCE – Lunedì 15 marzo 2021: ritorno al passato. Da domani la Puglia, come altre nove regioni italiane, si ritroverà come un anno addietro, fra strade semideserte e spostamenti dettati solo da esigenze comprovabili. Ma era inevitabile che accadesse, con un indice di contagio che sale in maniera vertiginosa, sospinto dalle varianti (e alimentato in parte anche da comportamenti scorretti), e la vaccinazione di massa che procede ancora a singhiozzo per i noti problemi di approvvigionamento di cui hanno abbondantemente parlato il presidente Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi.

In fin dei conti, la spiegazione del momento attuale è tutta nelle parole e soprattutto nei numeri che il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, ha snocciolato questa mattina, nel corso di una diretta via Facebook, per fare, alla vigilia della zona rossa, un piccolo “ripasso” della situazione.  “I numeri – ha detto - ci consegnano la forza di questa variante che ormai rappresenta quasi il 50 percento dei nuovi casi con una velocità di trasmissione maggiore”.

Proprio la “sciagurata variante inglese” è alla base del repentino mutamento di uno scenario in cui proprio in provincia di Lecce, un tempo quasi una sorta d’isola felice, è scattato un campanello d’allarme. Ovvero, fra le sei province pugliesi, pur tenendo conto delle proporzioni in termini assoluti, è oggi quella con il più alto aumento percentuale di nuovi positivi e una situazione di rischio che “senza interventi di restrizioni nel giro di sette-quattordici giorni sarebbe precipitata”, ha tenuto a sottolineare il sindaco.

Senza interventi situazione fuori controllo

Ovvero, considerando che si indica come alto il livello rischio quello rappresentato dai 250 casi per 100mila abitanti, Salvemini ha rimarcato che “l’andamento individuato dagli epidemiologi e dall’assessorato alla Salute regionale ci consegnava uno scenario di 300 nuovi casi in assenza di interventi e restrizioni”. Ricordando il dato ultimo appeno acquisito nel solo capoluogo, dove al momento, al netto dei ricoverati, vi sono 339 cittadini positivi in quarantena obbligatoria e 496 in isolamento fiduciario. “Numeri – ha commentato Salvemini – che danno un’idea di quanto il virus ci abbia colpito all’improvviso”.

Ecco, allora, la radice di provvedimenti tanto dolorosi quanto necessari che scatteranno da mezzanotte. Cosa si potrà o non si potrà fare, dovrebbe essere noto a tutti, ma è bene sempre ricordare che non si potrà uscire da casa (e tantomeno dal proprio comune di residenza) se non per motivi di lavoro, ragioni di salute o di necessità, come raggiungere le attività aperte per l’erogazione dei servizi essenziali: rivendite di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, più una serie di altri esercizi i cui elenchi sono facilmente reperibili in rete.

Parchi e cimitero restano aperti

Circa le attività ristorative e i bar, da domani saranno aperti solo per asporto o consegna a domicilio. Con alcune differenze: fino alle 18 è previsto l’asporto per coloro che non abbiano cucina, tutti gli altri potranno continuare a esercitare fino alle 22. Chiusi anche barbieri, parrucchieri e centri estetici, aperte, invece, tintorie, lavanderie e agenzie funebri.

Nulla di sostanzialmente nuovo rispetto al vecchio lockdown generale dell’anno passato, eccezion fatta per parchi e cimitero, che, almeno per il momento, saranno accessibili. Si potrà svolgere attività motoria, nei pressi di casa  (non viene specificato quanto lungo possa essere il percorso, per cui Salvemini ha precisato che si farà ricorso al buon senso) e attività sportive in forma individuale. Ed ecco perché le grandi aree verdi resteranno fruibili. Ma con riserva. Le disposizioni potrebbero essere rivedute e corrette se si dovessero accertare comportamenti poco consoni.

Saranno sospese le attività in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado, ma anche negli asili nido. Un provvedimento che avrà forti ricadute e anche per questo il governo ha previsto misure specifiche, quali i congedi. Tutto questo, sino al 6 aprile, con il costante monitoraggio del ministero della Salute per la raccolta dei dati sulla diffusione del contagio.

Controlli rafforzati alla vigila della zona rossa

Ieri sono anche partiti (e proseguiranno anche oggi) controlli più ferrei, interforze, in virtù della recente ordinanza della Regione che ha introdotto il concetto di “divieto di stazionamento”. E sono state individuate aree specifiche, dove l’afflusso, specie in certe ore, è maggiore, come Galleria Mazzini e le piazzette Alleanza, De Santis, Castromediano, Santa Chiara e Carducci. Su via Trinchese e corso Vittorio Emanuele, vi saranno i consueti interventi della protezione civile per istituire i sensi unici di marcia pedonali in caso di afflusso eccessivo (già facilmente prevedibile).

Salvemini ha voluto anche congratularsi con la macchina organizzativa pugliese che, rispetto alle dosi consegnate, è al momento la prima in Italia per somministrazione. “Anche se il numero della popolazione vaccinata è oggettivamente bassa, rispetto ai 4 milioni di abitanti, è di conforto sapere che la struttura sta affrontando bene la situazione a livello organizzativo rispetto ad altre”. E ha menzionato i prossimi passi dettati dal cronoprogramma sul piano vaccinale diramato ieri (qui l’articolo per approfondire il tema).

È sempre attivo e sarà rafforzato il Centro operativo comunale di via Giurgola per la consegna domiciliare di farmaci e spesa per chi è in quarantena. Mentre sui buoni spesa, si è in attesa di risposte dal governo. Salvemini ha assicurato che l’Anci si sta adoperando in tal senso e che presto saranno fornite risposte. Infine, rispondendo a diverse critiche piovute negli ultimi tempi, da un lato il sindaco ha ricordato che i poteri di un’amministrazione sono soggetti a dei limiti, per cui non si può, per esempio, impedire la libertà di circolazione e blindare una città in autonomia: esiste una catena di comando, che parte dall’alto.

La risposta alle critiche

Sul controllo del territorio, poi, ha ricordato come molte attività siano state autorizzate, in zona gialla, così come garantita a tutti la possibilità di spostarsi, pur indossando mascherina e mantenendo il distanziamento. “Stiamo affrontando una pandemia: ottanta agenti di polizia locale non possono materialmente controllare le scelte dei comportamenti di 100mila abitanti, che diventano 150mila nel fine settimana”.

Insomma, occorre fare affidamento soprattutto al buon senso – che troppo spesso è mancato – e, nel momento in cui ci si appresta ad affrontare una chiusura di due settimane con il contagio che viaggia a tutto gas, aumentare la soglia di responsabilità personale. Un appello, quello di aiutarsi gli uni con gli altri, che Salvemini ha rivolto in chiusura di diretta.  

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