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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Oss, la guerra dei precari: diffidata l'Asl dal procedere con sostituzioni

L'atto stragiudiziale consegnato alla direzione generale da un gruppo di operatori tramite l'avvocato Pietro Quinto. "Illegittimo il licenziamento di chi garantisce continuità assistenziale"

LECCE – Non sostituire gli operatori socio sanitari attualmente in servizio con altro personale precario: l’atto sarebbe illegittimo e si arriverebbe, inevitabilmente, a uno scontro in tribunale. È quanto sostiene l’avvocato Pietro Quinto che ha notificato una diffida all’Asl di Lecce, per conto di un gruppo di oss.

“A fronte dell’intenzione annunziata dalla Regione di disporre la stabilizzazione di 7mila unità di personale sanitario che hanno fronteggiato l’emergenza Covid v’è la notizia che la direzione generale dell’Asl Lecce intende licenziare per scadenza del termine del loro rapporto a tempo determinato numerose unità di oss per sostituirle con altro personale a tempo determinato”, spiega il legale, secondo cui la determinazione non avrebbe ragion d’essere.

Nella diffida, gli operatori evidenziano che il loro rapporto era stato già rinnovato per ulteriori quattro mesi, il che dimostrerebbe l’essenzialità del servizio svolto a fronte delle necessità dell’Asl. “Non è dato comprendere il motivo per cui si voglia sostituire il personale in servizio con una prospettiva di stabilizzazione, sostituendolo con altro personale precario. Siffatta determinazione – si legge nell’atto di diffida – è illegittima sotto molteplici profili oltre che illogica e irrazionale. Sono violati i principi posti dalla legge Madia che ha inteso superare il precariato, privilegiando la stabilizzazione del personale in servizio a tempo determinato”.

Gli operatori non comprendono, inoltre, come mai, a fronte della dichiarata necessità di fronteggiare le attuali esigenze del servizio sanitario per carenza di personale, l’Asl dovrebbe privarsi delle professionalità e delle competenze di personale impegnato nella situazione emergenziale dovuta alla pandemia.

Gli operatori, infatti, allo stato attuale proseguirebbero a garantire il regolare funzionamento e la necessaria continuità dei relativi servizi, ma, qualora la misura andasse in porto, sarebbero sostituiti con nuovo personale precario, chiaramente ancora privo di esperienza. “A giustificare siffatto comportamento non possono essere invocati i limiti dei tetti di spesa atteso che l’impegno finanziario rimane inalterato”, chiosa Quinti che, quindi, nell’atto stragiudiziale, formula un’espressa diffida a non procedere al licenziamento degli oss attualmente in servizio.

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