Sabato, 13 Luglio 2024
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Vigili del fuoco, l’ira dei sindacati: “Ritardi e inefficienza targati Dipartimento e Regione”

Le sigle riunite chiedono spiegazioni e un'indagine sulle responsabilità, preannunciando che il 2024 potrebbe essere il peggior anno in assoluto nel contrasto agli incendi boschivi in Puglia

LECCE – Dichiarare lo stato di emergenza per via “dell’evidente squilibrio esistente fra le esigenze del sistema di soccorso e le risorse disponibili, tale da rendere impossibile garantire la sicurezza ai cittadini pugliesi ed ai turisti che frequentano la nostra regione”. Ancora: “Un immediato intervento risolutore che preveda l’assegnazione, anche temporanea, alla Puglia di uomini e mezzi in quantità adeguata alla situazione di emergenza in atto”. E poi: “L’apertura di un’inchiesta che individui le responsabilità certamente esistenti rispetto alla disastrosa gestione di tutte le fasi di una campagna incendi estivi, nelle fasi di prevenzione, contrasto e repressione”.

Non usano mezzi termini, i sindacati regionali dei vigili del fuoco che hanno scritto ai massimi vertici del Corpo nazionale e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, facendo una fosca previsione: il 2024, a detta loro, potrebbe essere il peggior anno in assoluto per la gestione degli incendi sul territorio. In ogni caso, Fns Cisl, Conapo, Uil Pa, Vvf Fp Cgil, Confsal Vvf e Usb Pu accusano che il 2024 “è già diventato il peggiore anno rispetto a quanto le amministrazioni, statali e regionali, competenti avrebbero dovuto fare per evitare danni incalcolabili e non hanno fatto”. E basti pensare a quanto sta avvenendo in queste ore, con aree naturali salentine colpite da vari roghi a fronte di risorse disponibili giudicate “totalmente inadeguate”.

Ma c’è di più. “La Regione Puglia – scrivono le sigle riunite – sta esibendo un incomprensibile atteggiamento oppositivo verso i vigili del fuoco e la chiara incapacità di provvedere ai compiti Aib che le sarebbero propri. La convenzione Aib – sottolineano – è stata firmata solo immediatamente prima del 15 giugno, data di inizio del periodo teorico di massima pericolosità, rendendo impossibile l’attivazione per tempo delle risorse straordinarie che contrastano gli incendi boschivi e limitano i danni”. E rimarcano il fatto che “il Dipartimento dei vigili del fuoco non ha ancora restituito il documento controfirmato. Risultato: nulla è stato fatto per contrastare realmente gli incendi boschivi. Se non lo stessimo vivendo, non ci crederemmo”.

Per dirne solo una, non è ancora partita la squadra boschiva supplementare formata solo per contrastare gli incendi di sterpaglie. E sembra che l’inizio sia sempre avvenuto il 15 giugno di ogni anno, con ulteriori risorse spedite successivamente. I motivi dei vari ritardi che si stanno stratificando non sono noti e i sindacati chiedono a Regione Puglia e Dipartimento dei vigili del fuoco che ne spieghino pubblicamente i motivi.

Non vanno per il sottile, Fns Cisl, Conapo, Uil Pa, Vvf Fp Cgil, Confsal Vvf e Usb Pu, e nel loro documento aggiungono: “La Regione affronta un problema di enorme serietà con un dispositivo che è generoso definire improbabile, mentre il Dipartimento dei vigili del fuoco non riesce nemmeno a rendere utili le esperienze degli anni passati, riproponendo un dispositivo inidoneo, sia in termini di risorse disponibili sia di strategie operative. Ad esempio, l’anno scorso la totale inadeguatezza del sistema di invio delle sezioni operative Aib da tutta Italia fu un fulgido esempio di fallimento operativo che sembrerebbe proprio passato inosservato a chi sarebbe dovuto correre ai ripari ed è invece rimasto a dormire”.

Insomma, ai problemi vecchi se ne sarebbero aggiunti di nuovi e secondo i sindacati si è davanti a misure di prevenzione totalmente assenti, con l’antincendio regredito in efficacia ed efficienza e scarsa repressione, considerando i risultati non conseguiti. Sono così in attesa di spiegazioni e di un intervento risolutore immediato. In caso contrario, si preannunciano “azioni di lotta che coinvolgeranno la società civile in tutte le sue espressioni legittime”.

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