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San Pio: risse, degrado e schiamazzi. Parte l'esposto dei residenti

L'area è quella tra viale dell'Università, via Dalmazio Birago e via delle Anime, dove vi sono tre attività di kebab. Si lamentano bivacco e situazioni pericolose. Ultimatum al Comune di Lecce: "Una soluzione o andiamo in Procura". Replica il vicesindaco: "Siamo già al lavoro"

LECCE – Schiamazzi, spazzatura, perfino risse. Una situazione che per diversi residenti del rione San Pio di Lecce è diventata ormai insostenibile, tanto da essersi rivolti a un legale per un esposto inoltrato non solo al sindaco Carlo Salvemini, all’assessora Rita Miglietta e al dirigente del settore Urbanistica Maurizio Guido, ma anche alla polizia locale, all’Asl, al Nas dei carabinieri e alla Questura. Oggetto della protesta, i problemi che sarebbero ormai quotidiani in un’area che si può così delimitare: quella posta all’incrocio tra viale dell'Università, via Dalmazio Birago e via delle Anime.

“Oramai da diverso tempo, i miei assistiti sono costretti a sopportare ingiustamente l'incivile degrado che imperversa nei pressi delle loro abitazioni e attività”, riporta nella diffida l’avvocata Sabrina Conte. “Una situazione – aggiunge - che diventa col passare dei giorni sempre più indecorosa e rischiosa per la propria ed altrui incolumità”. Principali imputati sono, per i residenti che hanno sottoscritto la diffida, tre attività di kebab della zona che sarebbero divenuti “luogo di bivacco per avventori, quasi sempre ubriachi, protagonisti di schiamazzi, forti rumori e ripetute risse”. E, quel che si lamenta, è anche “il silenzio delle autorità competenti al cospetto delle diverse segnalazioni avanzate e numerosi esposti già presentati per iscritto”, spiega l’avvocata Conte.

“Sotto l'aspetto igienico-sanitario – si legge ancora nell’esposto -, le suddette vie sono divenute discariche a cielo aperto pullulanti di rifiuti di ogni genere”, come sacchetti della spazzatura, bottiglie di vetro, cibarie, piatti e bicchieri di plastica, mozziconi di sigarette, “che vengono abbandonati ovunque: per terra sul marciapiede, nelle aiuole, sui gradini delle abitazioni e dei negozi”.

“Purtroppo – si precisa -, capita spesso che si diffonda un forte tanfo di urina e di rinvenire addirittura escrementi umani essendo l’area utilizzata anche come latrina”. E sono odori che diventano talmente forti, da arrivare a volte fino “al lato opposto del viale ove è sita piazzetta Gaetano Quarta. In tutto ciò, uno dei locali sarebbe provvisto anche di “una canna fumaria dalla quale esalano fumi molesti posta ad un’altezza ben al di sotto di quanto stabilito dal regolamento edilizio comunale”.

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Sotto accusa c’è anche la gestione del suolo pubblico davanti ai locali, definita “caotica ed illegittima”, per via della presenza di “bidoni per la raccolta dei rifiuti nonché, frequentemente, di sedie e tavolini sparsi disordinatamente al centro del marciapiede piuttosto che in adiacenza al muro, senza considerare la sporcizia che, come detto, incombe sull’intera area”. Ma il problema principale resta “la violazione delle quiete pubblica e la crescente minaccia all’incolumità personale dei cittadini e dei turisti che frequentano civilmente la zona”.

Stando a quanto dichiarano i residenti, di notte e fino alle prime ore del giorno, specie nel fine settimana, in molti bivaccherebbero in zona consumando bevande alcoliche fuori dagli orari consentiti, dando vita a “schiamazzi e rumori che rendono impossibile il riposo dei residenti e degli ospiti delle diverse strutture ricettive”. E fra alcool e, probabilmente, anche consumo di stupefacenti, “il forte trambusto degenera nelle risse”. “In più occasioni – spiega l’avvocata - è stato necessario richiedere l'intervento delle forze dell’ordine per sedare le violente colluttazioni, caratterizzate in alcuni casi dall’utilizzo di strumenti da taglio come coltelli o bottiglie di vetro rotte”. E così, “anche il semplice tornare a casa la sera è divenuto oramai fonte di preoccupazione a causa delle dinamiche violente in cui ci si potrebbe fortuitamente trovare coinvolti”.

Tutto ciò provocherebbe per riflesso un “danno economico oltre che di immagine ai titolari delle attività posizionate nell’area, ubicata com’è noto, alle porte del centro storico, titolari costretti ad assistere impotenti al grave pregiudizio dei propri investimenti”. E l’esposto inoltrato in queste ore, suona come un ultimatum. Perché l’avvocata Conte precisa che, o si arriverà a una soluzione definitiva, o si denuncerà alla Procura “l’inerzia della pubblica amministrazione di fronte a tali atti di palese inciviltà”.

Il vicesindaco: "Siamo già al lavoro"

“I contenuti della denuncia dei residenti sono noti alla polizia locale che, in coordinamento con la polizia di Stato e le altre forze dell'ordine provvede al pattugliamento del territorio". Risponde così, questa mattina, l’assessore alla Sicurezza urbana Sergio Signore, che poi aggiunge: "Rafforzeremo ulteriormente la presenza nella zona segnalata delle nostre pattuglie, in modo da contenere quanto più e possibile, fino a sradicarli totalmente, i comportamenti irrispettosi dello spazio pubblico e della tranquillità dei residenti. Ci troviamo davanti, purtroppo, a fenomeni di marginalità e degrado che sfociano in comportamenti inaccettabili a danno della collettività".

"Per quanto riguarda le attività artigianali di vendita di cibi e bevande nella giornata di ieri sera è stato effettuato un controllo mirato dalla sezione amministrativa della polizia locale - prosegue - che ha emesso un verbale per cattiva conservazione dei prodotti alimentari, disponendo l’immediato ripristino immediato della pulizia degli ambienti, e una sanzione per il mancato uso delle mascherine da parte degli avventori della rivendita".

"Nei giorni precedenti un altro degli esercizi segnalati è stato sanzionato per occupazione di suolo pubblico senza autorizzazione e risultato in regola ad un successivo controllo. Nei prossimi giorni disporremo controlli specifici per verificare la vendita di alcolici in orario non consentito: ricordo infatti - conclude - che anche per le attività artigianali, ai sensi del regolamento “Movida” del 2016, la vendita di alcolici e bevande in qualsiasi contenitore dopo le 22 è consentita solo all’interno dei locali con divieto di uscire per strada con bottiglie o bicchieri nelle mani. Il Comune è al fianco dei residenti per il ripristino del decoro, della sicurezza e della legalità”.

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