Il 4 novembre fra memoria degli eroi caduti e l'avvenire di una nazione

Diversi momenti hanno scandito la ricorrenza. Alzabandiera in piazza Italia e manifestazione con le scuole nella Sala degli specchi

LECCE – “Accanto alla memoria degli eroi che hanno contribuito a rendere possibile il successo  nella  Grande Guerra è doveroso rendere omaggio anche alla professionalità, all’abnegazione e al sacrificio, non disgiunti da senso di solidarietà e di umanità, delle Forze armate. Il loro contributo avviene in maniera silenziosa, mosso da profonda dedizione, sempre pronto a fronteggiare scenari nuovi e minacce sempre più  articolate e diversificate”.

Con queste parole, il prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, ha sintetizzato l’importanza e il valore che ha, per l’Italia, a data del 4 novembre,  dedicata alla Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. “La complessità delle sfide – ha aggiunto -, la loro diversità dal passato e la velocità con cui esse si manifestano e mutano, richiedono grande prontezza, flessibilità, adattabilità e lungimiranza, tutte doti che possiamo oggi  riconoscere nelle nostre Forze armate”.

Sono stati diversi i momenti che hanno scandito la giornata. Le celebrazioni sono iniziate avuto inizio con la messa officiata dall’arcivescovo metropolita Michele Seccia  presso  il Sacrario  dei caduti  nel Cimitero monumentale di Lecce, alla  presenza delle autorità civili e militari, delle realtà associazionistiche e combattentistiche, delle scuole e della cittadinanza.

Momento suggestivo anche in piazza Italia, con l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro e la lettura del bollettino della vittoria, alla presenza, oltre che del prefetto, anche del comandante  della  Scuola  di cavalleria, Angelo Minelli, e del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. Le attività dedicate alla ricorrenza sono proseguite nel Salone degli specchi della Prefettura dove gli studenti dell’orchestra “Leonardo da Vinci” di Maglie hanno intonato l’inno nazionale, l’inno europeo e altri brani.

Gli studenti delle scuole “Presta Columella” di Lecce, istituto comprensivo di Calimera, istituto comprensivo “Principe di Piemonte” di Maglie, istituto comprensivo “De Giorgi” di Merine-Lizzanello, istituti di istruzione superiore “Galilei-Costa” e “De Pace” di Lecce, hanno poi presentato i propri lavori sotto forma di reading e rese teatrali di elaborati dedicati alle biografie dei cittadini deportati o destinati ai lavori coatti nella Seconda Guerra Mondiale.

Il prefetto ha richiamato l’importanza della partecipazione diretta degli studenti alle celebrazioni in quanto è necessario “che le nuove generazioni sappiano recuperare la memoria storica e ricostruire quei valori civili di unità e identità nazionale che unitamente alle virtù dell’impegno e del sacrificio, sono le fondamenta su cui costruire percorsi di prosperità e pace della nazione” e “affinché la conoscenza della storia sia antidoto alle aberrazioni perpetrate dalla guerra”. Le celebrazioni si sono concluse con la consegna al 1° caporal maggiore Paolo Pascali della Medaglia di vittima del terrorismo, conferita dal presidente della Repubblica.

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Altre iniziative interessanti, in questa giornata, sono state quella riguardante le caserme aperte e i cancelli spalancati al pubblico della base aerea di Galatina.

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