Sant’Oronzo, festa “blindata” per Covid: niente processione, fiera e giostre

Cause di forza maggiore implicano un programma contenuto. La banda passerà nei quartieri. In piazza, 300 posti a sedere e distanziati

LECCE – Il momento è tale che l’esigenza di prevenzione viene prima di ogni cosa. Anche delle tradizioni. E allora, al tempo del Covid-19 quella per i Santi Patroni di Lecce, Oronzo, Giusto e Fortunato sarà una festa giocoforza in tono minore. Niente processione, né mercatino, o giostre nel piazzale dello stadio. Anche la paratura di luminarie sarà ridotta al minimo. Archi saranno posizionati solo all'ingresso di piazza Duomo, presso il Santuario di Sant'Oronzo Fuori le Mura, in via Adriatica e presso la statua del Santo, in corso di restauro nel salone al pianterreno di Palazzo Carafa, su via Rubichi.

“Siamo testimoni, nostro malgrado di un passaggio che verrà raccontato nei libri di storia”, ha spiegato oggi, in conferenza stampa, il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. “Le decisioni difficili che questo momento ci ha imposto sono frutto del rispetto che dobbiamo alle disposizioni in materia di manifestazione pubbliche, sia religiose che civili, tese ad evitare di determinare situazioni di potenziale rischio per la salute pubblica nel contesto dell’emergenza pandemica. Da qui la rinuncia alla processione, alla tradizionale fiera, al luna park, al centro città vestito a festa con le luminarie. Tutte occasioni di relazione sociale che richiamano migliaia di persone”. Inutile dire che la città perde un’occasione, sotto il profilo turistico e, quindi, anche economico. Ma, ovviamente, non c’erano alternative.

Le celebrazioni religiose

Per quanto riguarda le celebrazioni religiose, in accordo con la Curia, Sant'Oronzo sarà omaggiato da un calendario di celebrazioni religiose che cominceranno questo pomeriggio, alle 19, con la Santa Messa e intronizzazione delle statue dei Santi Patroni presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia, e si concluderanno il 27 agosto con la Santa Messa di ringraziamento delle 19. Nel mezzo, il solenne inizio dell'Undena, alle 19 di domenica 16.

Il primo giorno della Festa, il 24 agosto, quello che per tradizione vedeva sfilare le statue per le vie della città nella processione (che quest'anno non si terrà), alle 19 vedrà la celebrazione dei Vespri solenni in piazza Duomo, con le tre statue collocate fuori dalla chiesa e il  tradizionale messaggio alla città dell'arcivescovo Seccia che sarà pronunciato dal sagrato della Cattedrale. Sulla piazza saranno collocati circa 300 posti a sedere distanziati tra loro. 

Martedì 25 agosto alle 10, si terrà la Santa Messa nel Santuario di Sant'Oronzo fuori le Mura e alle 19 la tradizionale offerta dell'olio per i poveri. Mercoledì 26 agosto, il giorno di Sant'Oronzo, in Cattedrale saranno celebrate le Sante Messe alle 8, alle 9,30 e alle 19, mentre il Solenne Pontificale, presieduto dall'arcivescovo, si terrà alle ore 11 in Cattedrale. Le celebrazioni religiose potranno essere viste in tv su Telerama e sul web sui canali di Portalecce, l'agenzia giornalistica della Diocesi.

I festeggiamenti civili

Sant'Oronzo banda Comune-2Circa l’aspetto dei festeggiamenti civili, necessariamente limitati, il Comune di Lecce, in collaborazione con Pugliarmonica, nei giorni 24, 25 e 26 agosto, porterà in tutti i quartieri il “Gran concerto bandistico della Città di Lecce”, la banda cittadina nata a febbraio scorso grazie alla volontà dell’Associazione musicale salentina, sotto la guida del presidente Gianluca Perrone, e col supporto dell’Associazione PugliArmonica, in memoria del Maestro Nino Farì, figura cardine del panorama bandistico salentino e pugliese.

La banda, diretta dal maestro Giovanni Pellegrini e composta da 35 elementi, percorrerà quartieri diversi, comprese le marine, ogni pomeriggio a partire dalle 18 e fino a sera, portandovi le note delle più celebri composizioni tradizionalmente eseguite nei giorni della festa patronale.

Salvemini: "Solidali con i commercianti”

“Rivolgo un pensiero, nel comunicare queste scelte – ha detto Salvemini-, anche a quanti lavorano nel comparto del commercio fieristico e alimentare su strada, ai giostrai, alle ditte che forniscono le luminarie, che sappiamo bene quanto in tempi normali guardino alla festa patronale del capoluogo come occasione di lavoro. Sono parte di una filiera che più di altre in questo momento soffre, e per questo mi sento di rivolgere solidarietà e vicinanza, ribadendo che agiamo per lo stato di necessità che ci è imposto”.

“In linea con quanto detto da sua eccellenza l’arcivescovo, credo che questa occasione possa significare ancor più a tutti noi l’eccezionalità del tempo che stiamo vivendo e l’esigenza di rafforzare lo spirito di solidarietà che ha consentito finora di affrontarne le conseguenze sociali. Quindi l’invito che rivolgo a tutti i concittadini è di sentirsi uniti ancor di più durante questa occasione, rafforzando quei sentimenti di condivisione per i tempi complicati e difficili che viviamo. Un esercizio di resistenza civile e civica – ha concluso il sindaco - e di motivazione solidaristica che ci richiama tutti, credenti e non”.

L'arcivescovo: "Fate un selfie con le statue"

celebrazioni religiose-2“Il programma religioso della nostra festa patronale, ad esclusione della processione che per i noti motivi non si potrà svolgere, è rimasto quasi invariato”, ha dichiarato l'arcivescovo Michele Seccia. “Con tanta prudenza e cautela e, soprattutto, nel rispetto delle norme di sicurezza al fine di evitare il contagio, onoreremo i nostri santi Oronzo, Giusto e Fortunato secondo il programma concordato con il parroco della cattedrale. Non mancherà il momento esterno il 24 agosto quando, al posto della tradizionale processione per le vie cittadine, le statue saranno collocate in piazza sul sagrato della cattedrale per la celebrazione dei vespri e il mio consueto messaggio alla città”.

“ Saranno disponibili circa 300 posti a sedere alla giusta distanza tra loro per i sacerdoti e per i fedeli. Sarà bene evitare affollamenti anche perché sarà possibile seguire il rito anche in diretta su Portalecce e Telerama. Anche se non saranno possibili le manifestazioni esterne potremo vivere più in profondità la nostra fede e manifestare la nostra devozione e l’amore per i nostri santi anche restando a casa”, ha aggiunto l’arcivescovo.

“A chi verrà a visitare le statue in cattedrale che saranno intronizzate stasera e resteranno esposte fino al 27 agosto lancio un’idea: un selfie davanti ai santi con tutta la famiglia. Non solo vi rimarrà un ricordo ma avrete la possibilità di portare a casa la foto e utilizzarla per pregare e invocare dai nostri patroni la liberazione da questa terribile pandemia. Fatelo con i vostri bambini, perché è così che si trasmettono i valori. Utilizzando pure le nuove tecnologie che oltre ad essere utili per il lavoro, per il tempo libero e per le relazioni, possono diventare ottimi strumenti per trasmettere le tradizioni popolari alle generazioni future ma anche la fede e le cose belle della vita. Un selfie è un segno moderno, vi autorizzo: fatelo in chiesa – ha esortato - ma senza superficialità”.

“E a proposito di pandemia, lo dirò anche nel messaggio del 24 agosto, abbiamo bisogno di imparare la speranza. Che non è un futile desiderio ma è la virtù dei gesti concreti. Essa, in questo momento difficile, ci aiuta a guardare al passato senza lasciarci soffocare e a guardare avanti con fiducia. E ne abbiamo tutte le ragioni perché la speranza è quel grande mosaico fatto di tante azioni buone di solidarietà che, molto spesso nel silenzio e senza clamori pubblici, si è manifestata a chi vive in affanno. È una catena che non si spezzerà mai e che è la manifestazione più bella della solidarietà per il bene comune. I nostri santi – ha concluso monsignor Seccia - ce lo insegnano”.

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Foresio: "La banda in tutta la città"

“Porteremo la banda Città di Lecce in giro per la città nei tre giorni, attraversando per la prima volta tutti i quartieri incluse le marine per portare un po’ di aria di festa in questo strano anno che ci porta a rinunciare alla festa per come l’abbiamo conosciuta e amata e vogliamo tornare a farlo, già dall’anno prossimo”, ha dichiarato l’assessore allo Spettacolo, Paolo Foresio. “Posizioneremo poche luminarie, solo all’ingresso di piazza Duomo, in via Rubichi e su Via Adriatica, all’altezza del santuario di Sant’Oronzo fuori le Mura”.

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