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Martedì, 18 Gennaio 2022
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“No music on weekends”: Merlini e il suo ibrido letterario per raccontare il rock

"No music on weekends. Storia di parte della new wave" (Effequ) di Gabriele Merlini è un riuscitissimo ibrido letterario che mescola il memoir, la cronaca, il saggio e il romanzo

Per ammissione dello stesso Gabriele Merlini sulla rivista Tropismi No Music On Weekends. Storia di parte della new wave è un libro figlio di un desiderio che da tempo nutriva: scrivere qualcosa che fosse abbastanza lungo e articolato sul rock, una tra le sue passioni più radicate, e in particolar modo sulla new wave; un pop rock inizialmente associato al punk, di cui poi è diventata la diretta evoluzione musicale e culturale.

Quello di Merlini è un minuzioso lavoro di ricerca svolto tra vecchi negozi di dischi e sale da concerto dismesse, approfondito da chiacchierate con i protagonisti del periodo in giro per l’Italia e all’estero, e perfezionato con la  raccolta e la lettura di libretti custoditi all’interno di dischi in vinile.

Nonostante le difficoltà nel reperire materiale fine anni settanta tra le etichette indipendenti, il suo approccio classico da reportage e la mescolanza di memoir, cronaca, saggio e romanzo gli hanno permesso di dare vita a un riuscitissimo ibrido letterario, un mutante narrativo, strutturato in tre parti: la prima intitolata Topografia di gente strana tra Bologna, Firenze, Roma, Milano e un altrove più periferico pordenonese; la seconda, Elaborazioni aliene, guarda all’America, al Canada, al Regno Unito; la terza, Parlare di politica alle feste, con un prologo sulla Gioventù colossale e un epilogo Disperati, ma non seri, inframmezzati da Occhiali e Borchie. Il tutto corredato da una preziosa bibliografia e un’accuratissima discografia.

E a ben leggere il sottotitolo Storia di parte della new wave, con un colpo d’occhio, Merlini spalanca un pop-up da cui emergono gli avvenimenti storici, culturali e politici in cui quel genere musicale è maturato, senza mai trascurare il suo personale gusto new wave.

Non a caso nel capitolo “Disincanto e cappelli buffi – Regno Unito, Europa”, contenuto nella seconda parte, l’autore propone una playlist, rifacendosi al metodo della top ten perché in Gran Bretagna non hanno mai nascosto la patologica ossessione per le classifiche, un metodo abusato e poco innovativo[…] che ha funzionato al fine di definire il canone di rappresentatività per la new wave inglese e, un titolo a testa, l’elenco prende corpo:

  1. To Each…, A Certaina Ratio (1981)
  2. Love Zombies, The Monocrome Set (1981)
  3. Kilimanjaro, Teardrop Exploded (1980)
  4. Do Animals Believe in God?, Pinl Military (1980)
  5. The Flying Lizards, Flying Lizards (1979)
  6. The Only Ones, The Only Ones (1978)
  7. Junk Culture, Orchestral Manoeuvres in the Dark (1984)
  8. The Return of the Durutti Column, The Durutti Column (1978)
  9. White Souls in Black Suits, Clock DVA (1981)
  10. Danger Came Smiling, Ludus (1982)

E dal capitolo V al capitolo VIII a ogni brano dedica ricordi, scoperte e un percorso ragionato per iniziare a cercare, sia mai qualcuno voglia dimostrarsi sufficientemente matto da essere interessato al fenomeno.

No Music On Weekends. Storia di parte della new wave, al netto della sua bellissima ed elegante copertina minimal curata da Simone Ferrini, è un collage grafico New Wave o Swiss Punk alla Wolfgang Weingart, un grande poster ripiegato alla April Greiman, se pensiamo al suo lavoro Does it make sense? realizzato per Design Quartely, e Merlini non fa eccezione, sovrappone texture, layer, immagini, e macchia con colori fluo lo scenario nero di un’epoca storica e sociologica che esce dall’incazzatura punk e si prepara a deragliare nell’edonismo più deteriore degli anni ’80. Un periodo complesso da vivere in una collocazione geografica periferica come la mia, ecco perché considero questo libro un vero e proprio tributo pop alla mia generazione, a chi oggi ha su per giù cinquant’anni.

Gabriele Merlini (Firenze, 1978) è giornalista musicale e culturale, nonché redattore della rivista L’Indiscreto. Con Effequ ha pubblicato il romanzo Válecky o guida sentimentale alla mitteleuropa (menzione scrittore emergente al Premio Letterario Vallombrosa 2014 – cinquina migliore testo di narrativa Premio Dedalus/Pordenonelegge 2014) e curato le antologie Selezione Naturale e Odi. Quindici declinazioni di un sentimento. Suoi racconti, interviste e reportage sono apparsi su magazine e quotidiani tra i quali Nazione Indiana, Minima et moralia, Le Parole e le Cose, Corriere Fiorentino, 404: File Not Found, Scrittori Precari, Riot Van.

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