Domenica, 13 Giugno 2021
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In trenta giorni 1.500 interventi: prevenzione zero e il Salento è in fiamme

Scarso impegno dei Comuni nella pulizia e inerzia della Regione che non contribuisce all’acquisto di mezzi da assegnare in comodato d’uso

LECCE – In appena trenta giorni, nella sola provincia di Lecce, il comando dei vigili del fuoco ha ricevuto qualcosa come 1.500 richieste d’intervento. Giorno e notte, ormai, in coda restano tanti, troppi interventi, perché uomini e mezzi sono insufficienti a fronteggiare l’imponenza di un problema che si ripete ogni anno, ciclicamente. Se, poi, ci si mettono anche improvvisi temporali come quello di ieri, allo spegnimento dei roghi che divampano nelle campagne, si aggiungono anche interventi per allagamenti e danni, e la situazione precipita.  

Gli ulivi secchi arsi dalle fiamme visti in questi giorni si ergono oggi a simbolo di un fenomeno che non si riesce proprio ad arginare.  E pensare, come rimarca Alessandro De Giorgi, segretario provinciale di Uil Pa Vigili del fuoco Lecce, una delle sigle sindacali di riferimento, che non è nemmeno ancora partita ufficialmente la campagna antincendio boschiva. “La situazione complessiva - commenta amaro - non lascia presagire nulla di buono. Così rischiamo di mandare in fumo l’intero Salento”.

“Quasi 1.500 tra chiamate e interventi in trenta giorni, per incendi di sterpaglia, macchia, alberi, è un dato veramente allarmante, che preoccupa ancor più, se si pensa che, la gran parte di numeri, si è concentrata negli ultimi dieci giorni”, spiega De Giorgi, numeri alla mano. “Si parla già di emergenza incendi, ma perché la situazione diventi tale, significa che non tutti i soggetti coinvolti hanno svolto correttamente, nei tempi e nei modi giusti, la loro parte e i vigili del fuoco sono chiamati a metterci una pezza”.

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Come già fatto solo pochi giorni addietro, insomma, il sindacato di settore fa chiaro riferimento ai sindaci e ai Comuni. Si chiede loro di contribuire per quanto di propria competenza a mettere i vigili del fuoco nelle condizioni di operare al meglio per garantire la sicurezza dei cittadini, la salvaguardia del patrimonio boschivo, la sicurezza degli stessi operatori. Ogni anno, in questo periodo, si punta l’indice sull’assenza di prevenzione, ovvero di pulizia di fondi pubblici e privati invasi dalle sterpaglie, senza che nulla cambi sul serio.

“Anche la Regione Puglia deve fare la sua parte fino in fondo”, aggiunge De Giorgi. “Non può limitarsi a stipulare la convenzione Aib, ma così come accade in altre realtà, può e dovrebbe intervenire contribuendo all’acquisto di mezzi da assegnare in comodato d’uso gratuito al Corpo nazionale, anche mediante l’intercettazione di fondi Por. Forse - conclude - siamo ancora in tempo, chi di competenza si muova”.

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